NODO SCIOLTO

Auto europee, dazi Usa ridotti al 15%: Bruxelles formalizza l’intesa con Washington

La Commissione Ue propone l’azzeramento dei dazi sui beni industriali americani. Risparmio da 500 milioni al mese per l’automotive, ma scoppiano le polemiche sull’agricoltura

Auto europee, dazi Usa ridotti al 15%: Bruxelles formalizza l’intesa con Washington

Il nodo auto tra Stati Uniti e Unione europea si sblocca. La Commissione europea ha presentato la proposta legislativa per eliminare i dazi Ue su tutti i beni industriali americani, completando così l’iter avviato con la dichiarazione congiunta Ue-Usa dello scorso 21 agosto. Con questa mossa scatterà automaticamente, e con efficacia retroattiva dal 1° agosto, la riduzione dei dazi statunitensi sulle automobili e i componenti prodotti in Europa: dal 27,5% al 15%.

Secondo i calcoli della Commissione, la misura consente ai costruttori europei di risparmiare oltre 500 milioni di euro in un solo mese di esportazioni, mentre l’impatto complessivo sul bilancio Ue in termini di entrate doganali perse sarà di circa 3,6 miliardi.

Sefcovic: “Sollievo per la nostra industria”

Il commissario europeo al Commercio, Maroš Šefčovič, ha accolto con favore l’intesa:

Auto europee, dazi Usa giù al 15%: Bruxelles formalizza l’intesa con Washington
Maros Sefcovic

L’accordo Ue-Usa rappresenta un passo avanti verso la stabilità e una base per una reale cooperazione su sfide comuni, come l’acciaio. La sua piena attuazione è fondamentale. Accolgo con particolare favore il tetto tariffario del 15% su automobili e componenti a partire dal 1° agosto: un sollievo e una spinta per la nostra industria“.

Il taglio tariffario è infatti collegato all’avvio della procedura legislativa a Bruxelles: gli Usa si erano impegnati a ridurre i dazi nello stesso mese in cui l’Ue avesse presentato la proposta.

Le due misure legislative

La Commissione ha formalizzato due proposte:

  • un regolamento che azzera i dazi Ue sui beni industriali statunitensi (dalla meccanica alla chimica, fino alla plastica) e concede accesso preferenziale per alcuni prodotti ittici e agricoli “non sensibili”;
  • il rinnovo della sospensione dei dazi su aragoste e astici, ora esteso anche ai prodotti trasformati, con efficacia retroattiva e rimborsi per gli importatori.

Sono previsti inoltre 20 contingenti tariffari a dazio zero su prodotti specifici (carne suina, formaggi, frutta a guscio, olio di soia, crostacei). Per altri prodotti agricoli, come pomodori e arance, l’Ue rinuncia alla componente “ad valorem” del dazio mantenendo quella legata a peso o volume.

Le proposte contengono una clausola di sospensione: Bruxelles potrà revocare le concessioni se Washington non rispetterà l’intesa o se le importazioni americane rischiassero di danneggiare l’industria europea.

Critiche dal fronte agricolo

Se l’automotive tira un sospiro di sollievo, non mancano le proteste dal mondo agricolo. La Cia – Agricoltori italiani ha denunciato:

“L’accordo Usa-Ue sui dazi al 15% sembra sempre più una resa, con un grande sacrificio dell’agroalimentare“.

Cristiano Fini, presidente Cia-Agricoltori Italiani

Il presidente Cristiano Fini mette in guardia:

“Oltre all’attuale chiusura politica sul vino si dovrà monitorare con attenzione l’apertura agevolata a importazioni agricole Usa a prescindere dalla reciprocità delle regole commerciali, che rappresenta la linea di confine invalicabile”.

Secondo l’associazione, i settori vitivinicolo e caseario rischiano perdite significative senza reali contropartite.

Un compromesso per evitare la guerra commerciale

L’accordo nasce per scongiurare l’ipotesi di una guerra commerciale con Washington, che aveva minacciato dazi generalizzati fino al 30% su quasi tutte le importazioni europee. La cornice trovata a Turnberry, in Scozia, tra Donald Trump e Ursula von der Leyen, punta a stabilizzare i rapporti transatlantici.

Donald Trump e Ursula Von der Leyen

Per Bruxelles si tratta di un compromesso: da un lato l’industria europea evita tariffe punitive sulle auto, dall’altro l’Ue apre il proprio mercato a un ventaglio più ampio di merci americane.

“È il male minore”, spiegano fonti diplomatiche europee, “ma necessario per proteggere la manifattura europea e garantire certezza agli esportatori”.

Il mercato auto europeo

Sul fronte delle vendite, a luglio il mercato europeo ha registrato un +5,9% di immatricolazioni in Europa occidentale (Ue, Efta e Regno Unito), pari a 1,08 milioni di vetture, ancora però al di sotto dei livelli pre-pandemia (-18,4% rispetto al 2019). Nei primi sette mesi dell’anno il totale si è attestato a 7,9 milioni.

Cresce la quota delle elettriche, passata al 15,6% (dal 12,5% del 2024), mentre le ibride restano dominanti con il 34,7%. In difficoltà Stellantis (-8,1% nei sette mesi) e soprattutto Tesla (-40,2%), mentre vola la cinese BYD (+225%).