Nelle chiacchiere e nei discorsi di tutti i giorni si sente spesso parlare del fatto che oggi la vita costi molto di più rispetto al passato. Dopo la pandemia da Covid-19, che già aveva rappresentato un duro colpo per l’economia globale, ad aggravare la situazione si sono aggiunti i drastici effetti di conflitti internazionali (Russia-Ucraina e Medio Oriente) che stanno mettendo in ginocchio qualsiasi tipo di traffico commerciale.
Aumenti dei costi si contano non solo sul fronte dell’energia e dei carburanti, ma anche sui beni di prima necessità e in particolare sul carrello della spesa. A delineare lo scenario attuale è una dettagliata analisi de Il Sole 24 Ore, pubblicata in prima pagina nella giornata di lunedì 31 agosto 2026, che ha considerato un paniere di 31 prodotti indicativi della spesa settimanale di una coppia con un figlio.
+30% del carrello della spesa in Italia in cinque anni
Quanto emerso dallo studio non può che preoccupare, dato che il bilancio parla di un rincaro da 100 a 129,5 euro, cioè un incremento del costo della spesa di quasi +30% avvenuto in cinque anni (dal 2021 al 2026).
L’analisi de Il Sole 24 Ore evidenzia che si tratti di un valore molto più superiore rispetto a quello dell’inflazione generale registrata nello stesso periodo (che si ferma a un +21%) ed in linea con quella attestata dall’Istat.
Gli aumenti per ciascuna categoria
I picchi massimi sono stati toccati dai prezzi degli ortaggi (quelli più usati in cucina hanno raggiunto un +39%), del caffè (+51%) e dell’olio extravergine (+47%). Nel dettaglio, ancora, per i pomodori si spende il +45%, per le patate il +44% e per le melanzane il +41%. Guardando alla frutta (considerate solo mele e banane, cioè prodotti più acquistati), invece, è segnalato un +14%, anche se sono molto il crescita i prezzi di fragole (+48%), limoni (+37%) e arance (+31%).
L’inflazione colpisce anche la colazione: il latte è aumentato in cinque anni del +21%, mentre yogurt, merendine e biscotti incrementano del +27%. Altre categorie di prodotti essenziali per la spesa, infine, hanno visto impennate: uova (+43%), riso (+44%), pane (+28%), passata di pomodoro (+26%), pasta (+24%), tonno in scatola (+25%), carne bovina (+31%), pollo (+33,7%), prosciutto cotto (+21,5%).
Parallelamente a questi rincari, l’indagine evidenzia che sia aumentata la percentuale di famiglie che dichiara di aver ridotto la quantità o la qualità dei prodotti acquistati: è passata del 24,3% nel 2021 al 31% di oggi.