I numeri del Fisco

Agenzia delle Entrate: scoperti 200mila evasori fiscali totali (85.000 completamente sconosciuti al Fisco)

Nel 2026 è prevista inoltre la spedizione di oltre 2,4 milioni di lettere di compliance

Agenzia delle Entrate: scoperti 200mila evasori fiscali totali (85.000 completamente sconosciuti al Fisco)

Nel 2025 l’Agenzia delle Entrate ha individuato circa 200.000 evasori fiscali tra persone fisiche e imprese, al termine di un’attività di analisi su 17 milioni di posizioni fiscali.

I dati sono stati comunicati dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone, durante l’evento Telefisco del Sole 24 Ore. Per il 2026 è prevista inoltre la spedizione di oltre 2,4 milioni di lettere di compliance, strumenti preventivi per favorire la regolarizzazione spontanea dei contribuenti.

Controlli fiscali 2025: analizzate 17 milioni di posizioni

Secondo quanto dichiarato dal direttore Carbone, l’attività di analisi del rischio condotta dall’Agenzia delle Entrate ha riguardato lo scorso anno circa 17 milioni di posizioni. Non tutte si trasformano in controlli fiscali, ma servono per selezionare i casi con maggiori anomalie e incongruenze.

“Non tutte queste si trasformano in controlli. Le analisi si basano su criteri selettivi che permettono di intercettare le situazioni più critiche”, ha spiegato Carbone durante Telefisco.

L’approccio si fonda sull’incrocio delle banche dati e su indicatori di rischio, con l’obiettivo di concentrare le verifiche dove la probabilità di evasione è più elevata.

200mila evasori scoperti: chi sono

Dalle analisi sono emersi 200.000 evasori totali, suddivisi in due grandi categorie:

  • 116.000 soggetti (57%) che non avevano presentato la dichiarazione dei redditi pur essendo obbligati
  • 86.000 soggetti (43%) completamente sconosciuti al Fisco, con attività svolte interamente in nero.

Si tratta quindi di due profili distinti:

  • contribuenti registrati ma inadempienti
  • operatori totalmente fuori dai radar dell’amministrazione finanziaria.

Questo dato evidenzia come il fenomeno dell’evasione fiscale non riguardi solo omissioni o errori dichiarativi, ma includa ancora una quota rilevante di economia sommersa strutturale.

Lettere di compliance 2026: cosa sono e a chi arrivano

Nel 2026 l’Agenzia delle Entrate invierà oltre 2,4 milioni di lettere di compliance. Non si tratta di avvisi di accertamento, ma di comunicazioni preventive con funzione di promemoria e correzione spontanea.

Le lettere di compliance servono a:

  • segnalare incongruenze nei dati dichiarati
  • ricordare la mancata presentazione della dichiarazione
  • evidenziare anomalie IVA
  • segnalare l’assenza di comunicazioni periodiche IVA
  • invitare il contribuente a verificare e correggere la propria posizione

Carbone le ha definite “reminder” rivolti sia a chi ha dimenticato degli adempimenti sia a chi non ha presentato le dichiarazioni dovute.

L’obiettivo è favorire l’adempimento spontaneo ed evitare, quando possibile, l’avvio immediato di procedure di accertamento.

IVA e comunicazioni periodiche nel mirino

Una quota rilevante delle comunicazioni riguarderà l’IVA. Le lettere saranno inviate in particolare ai contribuenti che:

  • non hanno trasmesso le comunicazioni periodiche
  • presentano disallineamenti tra fatture elettroniche, corrispettivi e versamenti
  • mostrano anomalie nei flussi dichiarativi.

Questo tipo di controllo preventivo punta a recuperare gettito in tempi rapidi e con minori costi amministrativi.

Nessun controllo automatico e niente IA generativa

Un punto sottolineato con forza dal direttore dell’Agenzia delle Entrate riguarda l’uso della tecnologia nei controlli fiscali. Carbone ha chiarito che:

“Non esiste alcun automatismo rispetto a eventuali controlli. Non esiste l’IA generativa”.

Le analisi del rischio sono supportate da strumenti informatici e incroci di dati, ma la selezione finale dei casi passa attraverso valutazioni umane, evitando controlli automatici o a pioggia.

Questo approccio mira a garantire maggiore proporzionalità e precisione nell’azione di verifica.

Due tipologie di evasione: omissioni e sommerso totale

I numeri diffusi delineano due realtà fiscali diverse:

  • da un lato chi omette o ritarda gli adempimenti
  • dall’altro chi opera completamente in nero.

La seconda categoria rappresenta la parte più difficile da intercettare e quella su cui si misura l’efficacia delle strategie di analisi del rischio e di incrocio delle banche dati.

Obiettivo: prevenzione e regolarizzazione spontanea

La strategia dell’Agenzia delle Entrate punta sempre più su:

  • analisi preventiva del rischio
  • selezione mirata delle posizioni
  • comunicazioni di compliance
  • incentivo alla regolarizzazione volontaria.

Le lettere di compliance rappresentano uno strumento centrale di questa linea operativa: meno contenzioso immediato e più possibilità di correzione spontanea prima dell’accertamento formale.