Dal prossimo anno il bollo non sarà dovuto, nei casi previsti dal decreto approvato il 16 settembre 2026, sulle automobili di piccola e media potenza fino a 80 kW. Il governo stima che la misura possa riguardare oltre il 70% delle auto circolanti e, insieme a moto e ciclomotori, circa 14,5 milioni di veicoli.
L’esenzione riguarda i versamenti con scadenza tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027 e richiede che il veicolo sia regolarmente assicurato.
Una sola esenzione per persona
Chi possiede più auto sotto gli 80 kW non potrà evitare il bollo su tutte: l’agevolazione vale per un solo veicolo. Se le auto agevolabili sono più di una, la bozza prevede che venga esentata quella con la potenza minore; a parità di kW, quella sulla quale sarebbe dovuto il bollo più basso.
Per esempio, marito e moglie proprietari ciascuno di una propria utilitaria possono beneficiare entrambi dell’esenzione; una sola persona con due auto agevolabili ne avrà invece una sola.
Alcuni esempi
Fra i modelli che rientrerebbero ci sono Fiat Pandina Hybrid, Kia Picanto 1.0, Dacia Sandero TCe 100, Citroën C3 Turbo 100, Citroën C3 Hybrid 110, Peugeot 208 Turbo 100, Peugeot 208 Hybrid 110, Opel Corsa 1.2 100 CV, Volkswagen Polo 1.0 80 CV e 1.0 TSI 95 CV, Seat Ibiza 1.0 80 CV e 1.0 TSI 95 CV. Potrebbe rientrare anche la Dacia Sandero Hybrid 155, se sul libretto la potenza riportata alla voce P.2 resta entro gli 80 kW.
Resterebbero invece fuori, per esempio, Volkswagen Polo 115 CV, Renault Clio TCe 115, Opel Corsa Hybrid 110, Seat Ibiza 115 CV e Toyota Yaris Hybrid 115, perché superano la soglia degli 80 kW.
E per moto e scooter?
L’esenzione comprende anche motocicli e ciclomotori, ma non si somma liberamente a quella dell’auto. Se il proprietario ha un’auto fino a 80 kW, l’esenzione viene utilizzata sull’automobile. Se invece non possiede un’auto agevolabile, può beneficiare dello stop al bollo su una moto o uno scooter. In presenza di più motocicli, l’esenzione spetta a uno solo.
Il bollo 2026 va pagato
La novità non è retroattiva. Tutti i bolli con scadenza nel 2026 restano dovuti normalmente. La misura approvata riguarda per ora soltanto il 2027.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rivendicato politicamente la misura, definendo il bollo “una delle tasse più odiate dagli italiani”.
Meloni ha spiegato che l’obiettivo è trasformare parte delle risorse usate finora contro il caro carburanti in una misura “semplice e strutturale”, destinata soprattutto a chi usa ogni giorno auto e moto “per lavorare, accompagnare i figli, muoversi”. Ha inoltre sottolineato che l’esenzione interesserà oltre il 70% delle auto in circolazione, più circa 1,1 milioni di motoveicoli, per un totale vicino a 14,5 milioni di mezzi.
Il 14 dicembre 2025 ad Atreju la premier Giorgia Meloni attaccava il candidato del M5S in Calabria Pasquale Tridico che aveva promesso l’esenzione del bollo auto: “Roba che nemmeno Cetto La Qualunque”, diceva Meloni.
Oggi il governo ha cancellato il bollo auto per il 2027. pic.twitter.com/oQdDEgGmbO
— Giacomo Salvini (@salvini_giacomo) September 16, 2026

Sul fronte delle coperture, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha assicurato che l’intervento è compatibile con i conti pubblici e che le compensazioni destinate alle Regioni per il minor gettito del bollo saranno coperte senza ricorrere a nuovi scostamenti di bilancio. Resta però una distinzione importante: il decreto approvato disciplina direttamente l’esenzione per il 2027, mentre la sua eventuale stabilizzazione negli anni successivi richiederà ulteriori coperture.
Quanto vale il beneficio
Il risparmio dipenderà dalla potenza dell’auto e dalle tariffe regionali. Per molte utilitarie si tratta di oltre cento euro l’anno, mentre avvicinandosi agli 80 kW il beneficio può arrivare intorno ai 200 euro o più, a seconda della Regione.
Il minor gettito stimato per Regioni e Province autonome è di circa 2,29 miliardi di euro nel 2027, che il decreto prevede di compensare con trasferimenti statali.