L’acconto dell’IMU 2026 dovrà infatti essere versato entro il 16 giugno, data che segna la scadenza della prima rata dell’imposta municipale propria (in copertina: immagine di repertorio).
Come avviene ogni anno, il pagamento è suddiviso in due tranche: l’acconto di giugno e il saldo finale, che dovrà essere versato entro il 16 dicembre 2026. Il mancato rispetto della scadenza può comportare l’applicazione di sanzioni e interessi.
Per quanto riguarda la rottamazione quater, invece, la normativa prevedeva che la rata venisse saldata entro il 31 maggio 2026, ma grazie ai giorni di tolleranza introdotti dalla legge, sarà possibile completare il pagamento senza perdere i benefici della definizione agevolata fino all’8 giugno 2026.
IMU, chi è tenuto al pagamento
L’IMU è dovuta da chi possiede un immobile o è titolare di un diritto reale di godimento, come usufrutto, uso, abitazione, superficie o enfiteusi.
Nel caso di più proprietari, l’imposta viene ripartita in proporzione alle quote di possesso.
L’obbligo riguarda abitazioni, negozi, terreni agricoli, aree edificabili e altri immobili, salvo le esenzioni previste dalla normativa.
Esenzione per la prima casa
La principale agevolazione continua a riguardare l’abitazione principale. Non sono infatti tenuti al pagamento i proprietari che utilizzano l’immobile come prima casa, ad eccezione delle abitazioni considerate di lusso.
L’IMU resta dovuta per gli immobili accatastati nelle categorie A1, A8 e A9, che comprendono abitazioni signorili, ville e castelli o palazzi di pregio storico.
L’esenzione si estende anche alle pertinenze della prima abitazione, come box, cantine, soffitte e tettoie, ma limitatamente a una sola unità per ciascuna categoria.
Come si calcola l’imposta
Per determinare l’importo da versare occorre partire dalla rendita catastale dell’immobile, aumentarla del 5% e moltiplicare il risultato per il coefficiente previsto per la specifica categoria catastale.
Per le abitazioni il coefficiente è generalmente pari a 160, mentre per altre tipologie di immobili può essere differente. Sul valore ottenuto si applica poi l’aliquota stabilita dal Comune in cui si trova l’immobile.
L’importo annuale così calcolato viene normalmente diviso in due rate uguali, con la prima da versare entro il 16 giugno.
Attenzione alle variazioni
Chi ha acquistato o venduto un immobile nel corso del 2025 o del 2026 deve effettuare un calcolo aggiornato, poiché l’imposta è proporzionata ai mesi di effettivo possesso.
La normativa considera un mese interamente posseduto quando la proprietà si prolunga per almeno 15 giorni. Questo significa che l’importo finale può variare sensibilmente in presenza di compravendite avvenute nel corso dell’anno.
Le altre agevolazioni
Oltre all’esenzione per la prima casa, la normativa prevede numerosi casi particolari.
Beneficiano di agevolazioni gli immobili concessi in comodato gratuito tra genitori e figli, per i quali è prevista una riduzione del 50% dell’imposta.
Sono inoltre esenti, a determinate condizioni, gli immobili invenduti costruiti o ristrutturati dalle imprese, le abitazioni occupate con denuncia di violazione di domicilio, gli alloggi sociali, le case popolari e le abitazioni assegnate dal giudice al genitore affidatario dei figli in caso di separazione o divorzio.
Particolari agevolazioni riguardano anche appartenenti alle forze armate, forze di polizia, vigili del fuoco e prefetti.
L’IMU continua a essere dovuta anche sui terreni agricoli, indipendentemente dalle dimensioni. Tuttavia, l’imposta non si applica ai terreni situati nei Comuni montani o collinari individuati dalla normativa e a quelli posseduti e condotti da coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali.
Come effettuare il versamento
L’acconto IMU può essere pagato tramite modello F24 oppure mediante bollettino postale.
La soluzione più utilizzata resta il modello F24, che consente di versare l’imposta relativa a immobili situati in Comuni diversi attraverso un’unica operazione.
Nella sezione “IMU e altri tributi locali” devono essere indicati il codice catastale del Comune, l’anno di riferimento, il numero degli immobili e l’importo dovuto.
Pagamento online
Chi sceglie il modello F24 può effettuare il versamento anche attraverso il servizio telematico F24 Web dell’Agenzia delle Entrate.
Questa modalità offre la possibilità di utilizzare eventuali crediti fiscali disponibili per compensare, in tutto o in parte, l’importo da versare, riducendo così l’esborso effettivo richiesto al contribuente.
Rottamazione Quater
Per mantenere i benefici della Definizione agevolata (“Rottamazione-quater” introdotta dalla Legge n. 197/2022), è necessario effettuare il versamento della rata, scaduta il 31 maggio, entro lunedì 8 giugno 2026 (in considerazione dei 5 giorni di tolleranza concessi dalla legge e dei differimenti previsti nel caso di termini coincidenti con giorni festivi).
Le rate successive andranno saldate secondo le scadenze del proprio piano contenuto nella Comunicazione delle somme dovute.