Agricoltura

A Bruxelles disinteressati alla filiera del riso e pure poco trasparenti sui termini del nuovo patto

L’Unione europea ha concluso i negoziati con l’Australia per siglare un accordo di libero scambio e dice solo una parte del risultato

A Bruxelles disinteressati alla filiera del riso e pure poco trasparenti sui termini del nuovo patto
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Arriva da Bruxelles, attraverso il sito istituzionale della Commissione, la conferma di un sostanziale disinteresse verso la filiera del riso. Infatti, i negoziati per la definizione di un accordo di libero scambio tra l’Unione europea e l’Australia si sono conclusi lo scorso 24 marzo con l’ennesima penalizzazione del settore: per il riso si prevede un contingente di importazione a dazio zero pari a 5.000 tonnellate per il primo anno di applicazione che aumenterà progressivamente nei cinque anni successivi fino ad arrivare a un massimo di 8.500 tonnellate. E a questo punto nasce un giallo. Leggendo il sito del Governo australiano si arriva a conoscere che questa è solo una parte della concessione accordata all’Australia. Infatti, oltre al contingente di 8.500 tonnellate di riso lavorato a dazio zero sarebbero stati annullati i dazi sul semigreggio, sulle rotture di riso e sui processati a base di riso. Anche se la produzione australiana non è di grande entità, l’atteggiamento della Commissione è inconcepibile.
«Quello della Commissione è un atteggiamento che lascia sconcertati. Certo – dichiara la Presidente dell’Ente Nazionale Risi, Natalia Bobba – il quantitativo di cui stiamo parlando è un neo rispetto a quanto ora entra nell’Unione senza pagare il dazio, ma questa ulteriore concessione mette in evidenza, ancora una volta, quanta poca attenzione ci sia da parte dell’Unione europea verso i problemi del riso, quello italiano in particolare».

La risicoltura in Australia

Dai bollettini internazionali emerge che per la campagna 2025/2026 l’Australia potrà contare su una produzione di sole 158.000 tonnellate di riso lavorato, con un calo del 58% rispetto alla produzione della campagna precedente che si era attestata a 377.000 tonnellate.
Considerata la poca importanza del riso per l’economia australiana, non ha senso che la Commissione europea abbia concesso un contingente di importazione e un azzeramento del dazio per il riso semigreggio, le rotture e i prodotti processati base di riso che, oltretutto, riguarderà principalmente il riso di tipo Japonica che rappresenta il 90% della produzione dell’Australia. Per il riso dell’Ue però è un altro danno: un ulteriore quantitativo che si aggiunge a tutto quello che sta arrivando senza dazio mettendo in ginocchio la filiera del riso europeo.