Con l’arrivo della primavera 2026 prende il via #PatrimoniConnessi, l’iniziativa del Ministero della Cultura pensata per raccontare il patrimonio italiano come un ecosistema vivo, fatto non solo di monumenti e siti storici, ma anche di persone, competenze e azioni quotidiane che ne garantiscono la tutela e la trasmissione alle nuove generazioni.
In un Paese che custodisce il più alto numero di siti UNESCO al mondo, la sfida è rendere questi beni accessibili e vicini alla vita di tutti, attraverso linguaggi innovativi e strumenti digitali. L’obiettivo della campagna non è solo valorizzare i singoli monumenti, ma mostrare l’insieme delle attività che ne assicurano la continuità nel tempo: dalla ricerca alla conservazione, dalla tutela all’uso creativo dei nuovi mezzi di comunicazione.
La voce del progetto
A fare da voce e volto al progetto è l’attrice Cristiana Capotondi, scelta come madrina della campagna, che guida il pubblico in un racconto in cui il patrimonio culturale diventa un bene condiviso e vicino alla sensibilità di tutti.
Accanto a lei, diversi creativi contribuiscono con approcci complementari: illustratori e designer traducono contenuti complessi in immagini immediate e contemporanee; storyteller e creator digitali si rivolgono soprattutto ai giovani, trasformando la memoria culturale in racconti brevi e stimolanti; esperti di lifestyle e food inseriscono la cultura nella quotidianità, rendendola facilmente accessibile e condivisibile.
La campagna mostra anche come la tutela del patrimonio passi da gesti concreti di cura e rispetto dei luoghi, stimolando una partecipazione attiva da parte del pubblico.
Piattaforme e strumenti digitali
La narrazione prende vita principalmente sui canali Instagram e YouTube, con reel di 60 secondi e stories dedicate che amplificano il messaggio e promuovono il dialogo con le community. Successivamente, i contenuti saranno rilanciati anche sugli altri social della Direzione generale Digitalizzazione e Comunicazione e del Ministero della Cultura, per raggiungere un pubblico eterogeneo, dai giovani alle famiglie fino ai professionisti della creatività e della cultura.
L’iniziativa punta così a costruire una narrazione contemporanea e partecipativa, capace di rendere il patrimonio italiano non solo visibile, ma anche comprensibile e condiviso.