L'inaugurazione

L’Aquila capitale della cultura 2026. Mattarella: “Investire in cultura è investire nella democrazia”

"Guerre, volontà di dominio sugli altri, strategie predatorie che pensavamo archiviate dal Novecento sono riapparse, con il loro carico di morte e devastazione".

L’Aquila capitale della cultura 2026. Mattarella: “Investire in cultura è investire nella democrazia”

A quasi diciassette anni dal devastante terremoto del 2009, L’Aquila torna a brillare come capitale della cultura italiana. La città abruzzese ha ufficialmente inaugurato il suo anno da Capitale italiana della Cultura 2026, con una cerimonia che ha visto la partecipazione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, del Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, del sindaco Pierluigi Biondi e del Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio.

L’evento, svoltosi presso l’Auditorium della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza, è stato condotto dai giornalisti Francesca Fagnani e Paride Vitale, e ha incluso la proiezione del video di proclamazione della città come capitale della cultura 2026. La parte artistica è stata curata dal Maestro Leonardo De Amicis, con la partecipazione di numerosi artisti legati al territorio.

Sergio Mattarella: pace, democrazia e sfide globali

Nel suo discorso, il Presidente Mattarella ha parlato di pace, democrazia e dei molteplici motivi di preoccupazione per il presente e il futuro del mondo:

“Guerre, volontà di dominio sugli altri, strategie predatorie che pensavamo archiviate dal Novecento sono riapparse, con il loro carico di morte e devastazione”.

Pur senza citare nomi, il pensiero del capo dello Stato sembra rivolgersi alla guerra in Ucraina e alle tensioni internazionali più recenti, Groenlandia in primis.

Il discorso del presidente (clicca qui per il testo integrale) ha concluso la cerimonia inaugurale, sottolineando il ruolo della cultura come strumento di coesione sociale e rigenerazione civile.

L’Aquila: una città che rinasce attraverso la cultura

Il sindaco Pierluigi Biondi ha donato al Presidente Mattarella una riproduzione anastatica della Bolla del Perdono emanata da Papa Celestino V, simbolo della storia e dell’identità culturale della città.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella riceve da Pierluigi Biondi, Sindaco dell’Aquila, una copia anastatica della Bolla del Perdono di Celestino V, in occasione della cerimonia d’inaugurazione di L’Aquila capitale italiana della cultura 2026 (foto Quirinale)

Secondo Biondi:

“La cultura è da sempre un abilitatore di sviluppo, uno strumento di coesione e una leva strategica per la crescita economica e sociale del territorio”.

Dal 2017, L’Aquila ha investito oltre 25 milioni di euro in politiche culturali, consolidando un percorso strutturale incentrato su identità, innovazione e opportunità per le nuove generazioni.

Eventi e programmi per il 2026

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia d’inaugurazione di L’Aquila capitale italiana della cultura 2026 (foto Quirinale)

Il programma della capitale italiana della cultura prevede oltre 300 iniziative tra mostre, spettacoli, musica, teatro, danza, cinema, ricerca e progetti di partecipazione cittadina. Tra gli eventi principali:

  • Spettacolo di droni “Sotto un unico cielo” alla Fontana Luminosa
  • Parata del gigante di luce Dundu lungo Corso Vittorio Emanuele II
  • Installazione luminosa “Il Faro 99” in Piazza Duomo
  • Performance artistiche itineranti nelle vie del centro storico

L’iniziativa non riguarda solo la città, ma un intero sistema territoriale che coinvolge comuni limitrofi, istituzioni culturali, università, associazioni e imprese creative. Il progetto combina grandi produzioni nazionali e internazionali con eventi identitari locali come Perdonanza Celestiniana, Cantieri dell’Immaginario, Jazz Italiano per le Terre del Sisma e Festival delle Città del Medioevo.

Laboratorio culturale e innovazione urbana

Elemento chiave del programma 2026 sarà l’avvio del primo Osservatorio culturale urbano in Italia, progettato per misurare l’impatto delle politiche culturali sul benessere, la coesione sociale, l’attrattività e lo sviluppo del territorio.

Inoltre, L’Aquila vedrà la restituzione di luoghi simbolo alla cittadinanza, come il Teatro Comunale, il Teatro San Filippo e il Forte Spagnolo, sede del Museo Nazionale d’Abruzzo (MUNDA).

Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli ha sottolineato:

“L’Aquila conferma la propria vocazione a essere un luogo di rigenerazione culturale, capace di esprimere il senso profondo della nostra missione pubblica e della Concordia privata”.

L’Aquila come modello nazionale di cultura e sviluppo

Con il 2026, L’Aquila si posiziona non solo come capitale della cultura, ma come laboratorio nazionale di innovazione culturale e urbana, dove la rigenerazione dei luoghi si intreccia con la crescita sociale ed economica. La città dimostra come la cultura possa diventare motore di resilienza, riconnettendo territori, comunità e istituzioni attorno a un progetto condiviso.