Lo Stato italiano ha acquistato uno dei capolavori più rari di Michelangelo Merisi detto Caravaggio: il “Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini” entrerà ufficialmente nel patrimonio pubblico e sarà assegnato alle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma, trovando collocazione stabile nelle sale di Palazzo Barberini.
L’atto di acquisto è stato firmato oggi presso il Ministero della Cultura alla presenza del ministro Alessandro Giuli, del direttore generale Musei Massimo Osanna, del direttore delle Gallerie Nazionali di Arte Antica Thomas Clement Salomon e del notaio Luca Amato.
L’acquisizione, conclusa per 30 milioni di euro, rappresenta uno degli investimenti più importanti mai sostenuti dallo Stato italiano per l’acquisto di un’opera d’arte.
Il commento del ministro Giuli
“Dopo oltre un anno di trattative annunciamo oggi l’acquisto, da parte del Ministero della Cultura, di uno straordinario capolavoro di Caravaggio, il Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini”, ha dichiarato il ministro della Cultura Alessandro Giuli.
“Si tratta di un’opera di eccezionale importanza, attribuita al maestro da Roberto Longhi, che viene oggi offerta alla piena fruizione del pubblico e della comunità scientifica internazionale, a pochi mesi dalla sua prima esposizione museale a Palazzo Barberini”.
Secondo Giuli, l’acquisizione rientra in un più ampio progetto di rafforzamento del patrimonio culturale nazionale che mira a rendere accessibili al pubblico capolavori della storia dell’arte che altrimenti rischierebbero di finire nel mercato privato.
Quanto è costato il Caravaggio
Il dipinto è stato acquistato per 30 milioni di euro, al termine di una lunga trattativa tra lo Stato e i proprietari dell’opera.
Durante le fasi della negoziazione, grazie a un accordo tra le parti, il quadro è stato esposto al pubblico nelle sale di Palazzo Barberini da novembre 2024 fino alla conclusione della grande mostra “Caravaggio 2025”, che ha registrato oltre 450.000 visitatori.
In quell’occasione la critica italiana e internazionale ha confermato unanimemente l’attribuzione a Caravaggio, sottolineando il valore eccezionale del dipinto.
Il ritratto del futuro Papa Urbano VIII
Il dipinto raffigura Maffeo Barberini (1568–1644), futuro Papa Urbano VIII, quando aveva circa trent’anni e ricopriva l’incarico di chierico della Camera Apostolica.
L’opera fu resa nota al grande pubblico nel 1963 dallo storico dell’arte Roberto Longhi, che la pubblicò sulla rivista Paragone nel celebre articolo Il vero “Maffeo Barberini” del Caravaggio. Longhi riconobbe nel dipinto uno dei momenti fondativi della ritrattistica moderna, capace di restituire la presenza psicologica del personaggio senza ricorrere a elementi retorici.
Uno dei rarissimi ritratti di Caravaggio
Il Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini rappresenta un caso particolarmente raro nella produzione del pittore lombardo.
Nel corpus delle opere attribuite con certezza a Caravaggio — circa 65 dipinti in tutto il mondo — i ritratti sono pochissimi: gli studiosi ne riconoscono con sicurezza solo tre.
Per questo motivo la comparsa sul mercato di un’opera attribuita con certezza al maestro è un evento estremamente raro, e la sua acquisizione da parte dello Stato rappresenta un risultato di grande rilievo sia dal punto di vista scientifico sia per la politica culturale italiana.
Il dialogo con gli altri Caravaggio di Palazzo Barberini
L’arrivo del dipinto ha anche un forte valore simbolico per le Gallerie Nazionali di Arte Antica.
A Palazzo Barberini l’opera potrà dialogare con altri dipinti di Caravaggio e con una delle più importanti collezioni di pittura caravaggesca al mondo. In particolare sarà esposta accanto a un altro celebre capolavoro del Merisi: “Giuditta che decapita Oloferne”, acquistato dallo Stato italiano nel 1971.
Quell’acquisizione segnò un momento decisivo nella riscoperta moderna del pittore. Oggi, a oltre cinquant’anni di distanza, l’ingresso del Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini rappresenta un nuovo capitolo nelle politiche italiane di valorizzazione del patrimonio pubblico e nel rafforzamento del sistema museale nazionale.