La 71ª edizione dei David di Donatello si è chiusa con il trionfo di Le città di pianura, incoronato Miglior film e grande protagonista della notte del cinema italiano.
La cerimonia, andata in onda ieri sera, mercoledì 6 maggio 2026, in diretta alle 21.30 su Rai 1, è stata condotta da Bianca Balti e Flavio Insinna dagli Studi di Cinecittà. Il film di Francesco Sossai ha conquistato otto statuette, imponendosi come l’opera più premiata dell’edizione.
Ma quella dei David 2026 non è stata soltanto una serata di premi. Fuori e dentro Cinecittà, la cerimonia è stata attraversata da temi politici e sociali: la protesta dei lavoratori dell’audiovisivo contro precarietà, contratti fermi dal 1999 e mancanza di tutele, e i riferimenti alla Palestina arrivati da diversi artisti durante i discorsi di ringraziamento.

Il dominio di Le città di pianura
A dominare la serata è stato Le città di pianura, dramma italo-tedesco diretto da Francesco Sossai, interpretato tra gli altri da Filippo Scotti, Sergio Romano, Pierpaolo Capovilla, Roberto Citran e Andrea Pennacchi. Ambientato nel Veneto rurale, il film racconta il viaggio di due amici di bevute sulle tracce della leggenda di un tesoro nascosto dal loro compagno Genio. L’incontro con un giovane architetto in cerca di una direzione personale trasforma il percorso in una riflessione sull’identità, sul passato e sul bisogno di trovare un senso dentro una provincia sospesa.
Il film ha vinto il David per il Miglior film, ma anche quelli per la regia, la sceneggiatura originale, il montaggio, il casting, la canzone originale, la produzione e l’attore protagonista. Sergio Romano è stato premiato come Miglior attore protagonista per il ruolo di Carlobianchi, mentre Francesco Sossai ha ricevuto il riconoscimento per la Miglior regia.
Sergio Romano vince il David di Donatello come miglior attore protagonista per il film “Le città di pianura”. #David71 pic.twitter.com/h0UF6EO0GJ
— RB Casting (@RBcasting) May 6, 2026
I film più premiati
La classifica della serata ha visto Le città di pianura nettamente davanti a tutti. Alle sue spalle si è piazzato Primavera, con quattro riconoscimenti, seguito da Le assaggiatrici e La città proibita, entrambe a quota tre premi. Due David sono andati a Gioia mia, mentre un riconoscimento ciascuno è stato assegnato a Buen Camino, Everyday in Gaza, Fuori, Nonostante, Roberto Rossellini – Più di una vita e One Battle After Another – Una battaglia dopo l’altra.
I principali riconoscimenti sono andati a:
- Miglior film: Le città di pianura
- Miglior regia: Francesco Sossai per Le città di pianura
- Miglior attrice protagonista: Aurora Quattrocchi per Gioia mia
- Miglior attore protagonista: Sergio Romano per Le città di pianura
- Miglior attrice non protagonista: Matilda De Angelis per Fuori
- Miglior attore non protagonista: Lino Musella per Nonostante
- Miglior film internazionale: Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson
- Miglior documentario: Roberto Rossellini – Più di una vita
- David dello spettatore: Buen Camino
- Miglior cortometraggio: Everyday in Gaza
Aurora Quattrocchi, il David a 83 anni
Tra i momenti più applauditi della serata c’è stato il premio ad Aurora Quattrocchi, vincitrice come Miglior attrice protagonista per Gioia mia. Per l’attrice, 83 anni, si tratta del primo David di Donatello su due candidature ricevute quest’anno.
Semplicemente #auroraquattrocchi miglior attrice con le sue 83 primavere e con l’entusiasmo di una 20enne. #gioiamia
Viva le donne del cinema italiano 💐#daviddonatello #david #david71 pic.twitter.com/oK2WBJvVag— susy 💙 🦒📿💚 (@susy_DV7) May 7, 2026
Nel film interpreta Gela, l’anziana zia siciliana di Nico, personaggio affidato al giovanissimo Marco Fiore. Sul palco, dopo aver ricevuto il premio da Raoul Bova, Quattrocchi ha salutato il pubblico con energia, augurandosi che il cinema possa avere “sempre più successo, fantasia e gioia”.
Sergio Romano e il successo del cast di Sossai
Il David al Miglior attore protagonista è andato a Sergio Romano per Le città di pianura. L’attore, nato a Brescia nel 1965, era candidato nella stessa categoria anche insieme al collega di set Pierpaolo Capovilla. Il premio, consegnato da Angela Finocchiaro, ha confermato il peso del cast nel successo del film di Sossai.
La forza dell’opera sta infatti anche nella costruzione dei personaggi: Carlobianchi, Doriano, Giulio, il Cavalier Fadìga e Genio compongono un piccolo mondo di figure eccentriche, malinconiche e profondamente radicate nel paesaggio veneto.
Matilda De Angelis e Lino Musella premiati come non protagonisti
Il David alla Miglior attrice non protagonista è stato assegnato a Matilda De Angelis per Fuori. Visibilmente commossa, l’attrice ha ringraziato dal palco e ha dedicato il premio ai genitori, ricordando l’amore e l’arte ricevuti da loro. Nel suo intervento ha citato anche Goliarda Sapienza, scrittrice, attrice e partigiana italiana.
Tra gli uomini, il riconoscimento per il Miglior attore non protagonista è andato a Lino Musella per Nonostante. Il suo discorso è stato uno dei più politici della serata: dopo i ringraziamenti, ha citato la Global Sumud Flotilla e ha concluso dicendo che non smetterà di pronunciare le parole “Palestina libera”.
Le proteste fuori da Cinecittà
Mentre dentro gli studi si celebrava il cinema italiano, fuori da Cinecittà i lavoratori dell’audiovisivo hanno dato vita a un flash mob con maschere bianche e striscioni. La protesta ha denunciato la condizione delle maestranze del settore: precarietà, assenza di tutele adeguate e contratti collettivi fermi al 1999.
Uno degli slogan più forti è stato: “Premiate l’apparenza, al buio la maestranza”. Il messaggio ha colpito proprio perché arrivato nella notte più importante per il cinema italiano.
Il tema è entrato anche nei discorsi di alcuni premiati. Paolo Cottignola, vincitore per il montaggio di Le città di pianura, ha parlato dei problemi dei lavoratori del cinema, ricordando il ruolo fondamentale delle professionalità tecniche nella nascita di ogni film.
Palestina e cinema civile
La Palestina è stata l’altro grande tema extra-cinematografico della serata. Non solo nei discorsi, ma anche nei premi. Il David al Miglior cortometraggio è andato infatti a Everyday in Gaza di Omar Rammal, realizzato nell’ambito di un progetto finanziato dall’Unione Europea e in collaborazione con Save the Children.
Il corto racconta la vita quotidiana nella Striscia di Gaza attraverso la famiglia Farra. Al centro della storia c’è Mohammed, barbiere che continua a lavorare tra le macerie, simbolo di una normalità che resiste anche dentro la distruzione. È uno dei riconoscimenti che hanno dato alla cerimonia una dimensione apertamente civile e internazionale.
Anche Andrea Castorina, premiato per la scenografia di La città proibita insieme a Marco Martucci per l’arredamento, ha dedicato il riconoscimento ai palestinesi.
I premi speciali: Storaro, Amelio, Muti e Bozzetto
La serata ha dedicato ampio spazio anche ai grandi nomi del cinema italiano. Vittorio Storaro ha ricevuto il Premio Speciale Cinecittà 71 dalle mani di Stefania Sandrelli. Il direttore della fotografia, tre volte premio Oscar per Apocalypse Now, Reds e L’ultimo imperatore, è stato accolto da una standing ovation. Sul palco ha ricordato il legame con Cinecittà, con la formazione italiana e con una vita interamente dedicata al cinema.
Il David alla Carriera è stato assegnato a Gianni Amelio, protagonista di un intervento ironico e intenso. Il regista ha spiegato di non amare il termine “carriera”, perché gli fa pensare a qualcosa di costruito a tavolino. Poi ha annunciato di essere al lavoro su un nuovo film, Nessun dolore, con Alessandro Borghi, Valeria Golino e Valerio Mastandrea.
Il David Speciale è andato a Ornella Muti, una delle attrici italiane più riconosciute anche a livello internazionale. Un altro Premio speciale è stato consegnato a Bruno Bozzetto, maestro dell’animazione italiana, autore del celebre Signor Rossi e candidato all’Oscar nel 1991.
Primavera, Le assaggiatrici e La città proibita
Dietro il trionfo di Le città di pianura, la serata ha premiato anche altri film molto presenti nelle categorie tecniche e artistiche. Primavera ha conquistato quattro riconoscimenti: Miglior compositore a Fabio Massimo Capogrosso, Miglior acconciatura a Marta Iacoponi, Migliori costumi a Maria Rita Barbera e Gaia Calderone, e Miglior suono.
Le assaggiatrici ha ottenuto il premio per la Miglior sceneggiatura non originale, il David Giovani e il riconoscimento per il Miglior trucco. Il film di Silvio Soldini, tratto dal romanzo di Rosella Postorino, è stato ricordato anche per il tema morale della responsabilità e dell’inerzia, sottolineato dalla stessa scrittrice sul palco.
La città proibita ha invece vinto per scenografia, fotografia e migliori effetti visivi. Il film di Gabriele Mainetti si è imposto soprattutto sul piano visivo, confermando la forza del suo impianto estetico e tecnico.
Il pubblico premia Checco Zalone
Il David dello spettatore è andato a Buen Camino, film diretto da Gennaro Nunziante e interpretato da Checco Zalone. Il riconoscimento conferma il peso del cinema popolare dentro una serata dominata soprattutto da titoli d’autore.
Il film, secondo quanto ricordato durante la cerimonia, ha richiamato quasi dieci milioni di spettatori, consolidando ancora una volta la forza commerciale della coppia artistica Medici-Nunziante.