19-22 marzo

Bergamo Jazz 2026: quattro giorni di musica tra radici e sperimentazione internazionale

Il filo conduttore dell’edizione è “Setting the Pace”, che celebra quest’anno anche il centenario della nascita di Miles Davis e John Coltrane

Bergamo Jazz 2026: quattro giorni di musica tra radici e sperimentazione internazionale

La città di Bergamo si prepara a trasformarsi in un vero e proprio laboratorio sonoro con la 47esima edizione di Bergamo Jazz, il festival che da decenni porta il jazz tra teatri, musei e spazi pubblici, raccontando le molte sfaccettature del genere. Come racconta Prima Bergamo, dal 19 al 22 marzo, il pubblico potrà immergersi in un viaggio che va dalle radici classiche del jazz fino alle sperimentazioni più audaci, grazie a oltre ottanta artisti internazionali e italiani, con particolare attenzione ai giovani talenti e al jazz al femminile.

 

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Il filo conduttore dell’edizione 2026 è “Setting the Pace”, titolo scelto per il terzo anno consecutivo dal direttore artistico Joe Lovano, che celebra quest’anno anche il centenario della nascita di Miles Davis e John Coltrane. La manifestazione, sostenuta dal Comune di Bergamo, dal Ministero della Cultura e da sponsor privati, conferma il suo stretto legame con il tessuto culturale e associativo della città.

Il cuore del festival: il Donizetti e i grandi ensemble internazionali

Al Teatro Donizetti, tre serate in abbonamento offriranno concerti di altissimo livello. Si parte venerdì 20 marzo con il duo Dave Holland e Lionel Loueke, che aprirà la serata a Steve Coleman & Five Elements, in un percorso che unisce funk visionario e improvvisazione rigorosa. La serata successiva vedrà i Bad Plus, in formazione speciale con Chris Potter e Craig Taborn, eseguire composizioni di Keith Jarrett, seguiti dal ritorno della sassofonista newyorkese Lakecia Benjamin, già candidata a cinque Grammy. La terza serata sarà un progetto speciale di Joe Lovano in omaggio a Davis e Coltrane, con Avishai Cohen, George Garzone, Shabaka Hutchings, Jakob Bro, Leo Genovese, Drew Gress e Joey Baron, un ensemble in grado di coniugare eleganza e potenza ritmica.

Anche il Teatro Sociale di Città Alta ospiterà due appuntamenti di rilievo: giovedì 19 marzo il trio di Franco D’Andrea sarà affiancato dal quartetto della sassofonista cilena Melissa Aldana, mentre domenica 22 marzo salirà sul palco Simona Molinari con “La Donna è Mobile”, un progetto musicale e narrativo che esplora la figura femminile con un ensemble interamente al femminile.

Jazz diffuso in tutta la città

Il festival non si limita ai grandi teatri, ma invade anche musei, sale storiche e spazi urbani. L’Aula Picta del Palazzo Vescovile ospiterà Wayne Horvitz e Leo Genovese, mentre all’Accademia Carrara si esibirà il Trio Relevé con Anais Drago. La Sala Piatti e l’Auditorium dell’Istituto Palazzolo vedranno esibizioni dei Jazz Passengers e del power trio della chitarrista norvegese Hedwig Mollestad, in un dialogo continuo tra musica, arte e architettura.

Spazio ai giovani talenti e iniziative interdisciplinari

Scintille di Jazz” è la rassegna dedicata ai giovani, con cinque concerti in locali cittadini come il Circolino di Città Alta, Dieci10, Daste e Nxt Bergamo, dove artisti emergenti e affermati si confrontano, offrendo al pubblico una finestra sulla creatività contemporanea.

Il festival include anche esperienze interdisciplinari: il jazz incontra il cinema con la violinista Virginia Sutera, che improvviserà sul film muto Gräfin Küchenfee, e l’arte con la mostra postuma di Gianni Bergamelli, le cui opere richiamano l’influenza del jazz attraverso colore e forma.

Per le scuole, il progetto “Incontriamo il Jazz” offre lezioni-concerto per gli studenti primari e secondari, introducendoli all’improvvisazione attraverso esecuzioni dal vivo, workshop e incontri con musicisti. I più piccoli saranno coinvolti in “Tutti quanti vogliono fare jazz“, un percorso di coro, marching band e piccoli ensemble.