Arriva nelle sale il film sulla storia dei fratelli Lumière e della nascita del Cinema
Diretto da Thierry Frémaux: "Lumière – L’avventura del cinema" si presenta come un viaggio affascinante attraverso la storia del cinematografo

Il 28 dicembre 2025 segna un traguardo straordinario: i 130 anni dalla nascita del cinema. Per celebrare questa ricorrenza, arriva sul grande schermo un'opera che esplora gli albori di questa straordinaria forma d'arte. Diretto da Thierry Frémaux, capo dell’Institut Lumière di Lione e direttore artistico del Festival di Cannes, Lumière – L’avventura del cinema si presenta come un viaggio affascinante attraverso la storia del cinematografo, raccogliendo e restaurando 120 film realizzati dai fratelli Lumière.
Arriva nelle sale il film sulla storia dei fratelli Lumière
Distribuito dalla Cineteca di Bologna, nell’ambito del progetto Il Cinema Ritrovato, e da Lucky Red, il film sarà nelle sale a partire dal 3 aprile 2025. Il suo obiettivo non è solo quello di mostrare immagini inedite, ma anche di individuare le radici del linguaggio cinematografico, coinvolgendo un pubblico più vasto e variegato. Dopo essere stato presentato ai festival di Roma, San Sebastián e Tokyo, il film approda finalmente nelle sale italiane, pronto a svelare la magia e l’evoluzione della settima arte.
Un secondo viaggio alle radici del Cinema
Non è la prima volta che Thierry Frémaux si cimenta in un progetto di questo tipo. Già nel 2017 aveva aperto al pubblico una selezione di 114 brevi film realizzati tra il 1895 e il 1905 da Auguste e Louis Lumière, tratti dal vastissimo archivio dell’Institut Lumière di Lione. Anche allora, la narrazione della pellicola era accompagnata dalla voce dello stesso Frémaux, mentre per la versione italiana veniva affidata all’attore Valerio Mastandrea. Con Lumière - L’avventura del cinema, il regista torna a indagare l’origine della cinematografia, questa volta con un’opera ancora più completa, pensata per un pubblico più ampio, non solo per appassionati e cinefili.
La narrazione si sviluppa attraverso diversi capitoli, spesso scanditi dall’anno e da un titolo evocativo. Ad esempio, il 1896 viene introdotto con la frase "Inventare il pubblico", una dichiarazione d’intenti che chiarisce il messaggio del film: l’alfabetizzazione cinematografica. Questo concetto, utilizzato anche nei progetti culturali dell’Unione Europea, sottolinea l’importanza di educare gli spettatori – in particolare le nuove generazioni – a comprendere e interpretare un film, decifrandone i linguaggi e le tecniche.
Un evento sociale
Fin dagli esordi, i fratelli Lumière avevano ben chiaro il ruolo dello spettatore. Non si limitavano a filmare la realtà, ma immaginavano la proiezione in sala come un evento sociale, con un pubblico pagante pronto a immergersi in un nuovo tipo di esperienza visiva. Questo spirito pionieristico è al centro del lavoro di Frémaux, che con questo film invita anche i più giovani a riscoprire il cinema, dimostrando come, già alla fine dell’Ottocento, esistessero delle forme embrionali di intrattenimento visivo che oggi trovano espressione nei social media.

Uno degli aspetti più affascinanti del documentario è il suo modo di avvicinare le nuove generazioni alla settima arte. Frémaux dimostra che, anche agli albori del cinema, esistevano scene che oggi troverebbero spazio su TikTok o Instagram: video di gatti, frammenti di vita quotidiana, brevi storie della durata di pochi secondi. Si alternano momenti di leggerezza a riflessioni più profonde sulla natura stessa del cinema, arrivando a una conclusione suggestiva: grazie alla settima arte, "la morte non sarà mai più assoluta".
Pionieri del Cinema
Il film si snoda attraverso immagini che raccontano ogni sfaccettatura della vita di fine Ottocento: dalle scene di vita operaia a Lione ai picnic nei parchi parigini, dalle vacanze al mare alle esercitazioni militari, dalla vita di coppia al corteggiamento per strada, dai giochi dei bambini a quelli dei gatti. Il lavoro di Frémaux si propone come una sorta di risarcimento nei confronti dei fratelli Lumière, restituendo loro il merito di aver dato vita a uno stile unico, basato sulla documentazione della realtà.
Ogni inquadratura, per quanto semplice, rivela una grande cura per la composizione e una precisione quasi chirurgica che rappresenta il primo vero atto di scrittura cinematografica. Attraverso queste immagini, il pubblico ha la possibilità di immergersi in un’epoca lontana, scoprendo la meraviglia della nascita del cinema e l’entusiasmo con cui i Lumière sperimentavano il loro nuovo strumento.
C'è poesia in queste immagini, un senso di scoperta che si trasmette ancora oggi. Dai momenti umoristici, come L'innaffiatore innaffiato, alle scene di vita quotidiana in cui i bambini – sempre imprevedibili davanti alla macchina da presa – sfuggono alle indicazioni del regista, Lumière - L’avventura del cinema è un tributo appassionato alla magia della settima arte. Un’opera che non solo celebra il passato, ma che guarda anche al futuro, invitando gli spettatori di oggi a riscoprire il fascino senza tempo del cinematografo.