È drammatico il bilancio delle valanghe che si sono staccate nella giornata di sabato 7 febbraio 2026 lungo tutto l’arco alpino. Il manto nevoso, reso estremamente instabile dal brusco rialzo delle temperature dopo le recenti nevicate, ha provocato una serie di distacchi che hanno coinvolto almeno 14 escursionisti. Al momento si contano quattro morti tra Trentino e Lombardia, oltre a un ferito grave. Un quinto decesso si è verificato in Valle d’Aosta, su una cascata di ghiaccio, per un incidente tecnico durante la discesa.
Valanga in Valtellina: due morti sull’Alpe Meriggio ad Albosaggia
L’incidente più grave in Lombardia è avvenuto intorno a mezzogiorno sull’Alpe Meriggio, sopra Albosaggia, in Valtellina. Come riporta Prima La Valtellina, una valanga si è staccata dal Monte Meriggio travolgendo tre scialpinisti impegnati in un’escursione su neve fresca.
Due di loro sono morti: si tratta di Sebastiano Erba, 35 anni, e Alfio Muscetti, 46 anni. Il terzo escursionista, un uomo di 53 anni, è riuscito a liberarsi autonomamente dalla neve ma è stato trasportato in gravi condizioni all’ospedale di Sondrio, dove è ricoverato.
Sul posto sono intervenuti elisoccorso, Soccorso alpino e Vigili del fuoco. Inizialmente risultava una sola vittima e un disperso: le ricerche successive hanno portato al ritrovamento del secondo corpo senza vita. I carabinieri stanno indagando sulla dinamica dell’incidente.
Nelle ore precedenti, sempre in Valtellina, una slavina aveva interessato la pista Deborah Compagnoni a Santa Caterina senza coinvolgere persone. A Madesimo, nei pressi della diga di Montespluga, un’altra valanga ha travolto due militari della Guardia di Finanza durante un’esercitazione: uno, di 30 anni, è ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.
Due vittime in Trentino: incidenti a Bellamonte e sulla Marmolada
In Trentino le valanghe hanno causato altre due vittime. Il primo allarme è scattato a Bellamonte, sopra il lago di Paneveggio, in zona Forte Buso. Quattro scialpinisti sono stati travolti da una slavina. Uno di loro è stato trasportato in condizioni gravissime all’ospedale Santa Chiara di Trento, dove è morto poco dopo.
Il secondo incidente mortale si è verificato nel pomeriggio a Punta Rocca, sulla Marmolada. L’intervento è stato coordinato dalla centrale operativa di Trentino Emergenza con l’elicottero Aiut Alpin. Entrambe le vittime sarebbero escursionisti locali.
Valle d’Aosta: scialpinisti salvi, morto uno scalatore su cascata di ghiaccio
Una valanga si è staccata anche in Valle d’Aosta, nella zona del rifugio Frassati a Saint-Rhémy-en-Bosses, oltre i 2.500 metri di quota. Due scialpinisti sono stati travolti ma sono riusciti a uscire autonomamente dalla neve. Con loro c’erano altri tre compagni. L’elicottero della Protezione civile valdostana e il Soccorso alpino hanno bonificato l’area, escludendo altri coinvolti.
Sempre in Valle d’Aosta si registra però un’altra vittima: come riporta Aosta Sera, a Lillaz, nel territorio di Cogne, uno scalatore straniero è morto su una cascata di ghiaccio. Secondo le prime ricostruzioni, un errore tecnico in fase di discesa lo avrebbe fatto cadere nell’acqua gelida che scorre sotto il ghiaccio, dove è rimasto incastrato diversi metri più in basso.
Piemonte: scialpinista travolto ma non sepolto al Sestriere
Tragedia sfiorata in Piemonte, nella zona del Passo di San Giacomo, nel comune di Sestriere. Intorno alle 14:30 quattro scialpinisti hanno segnalato il coinvolgimento di uno di loro in una valanga. L’uomo non è stato sepolto ed è riuscito a rientrare autonomamente a valle.
Gli escursionisti hanno comunicato alla centrale operativa di non aver bisogno di recupero. La segnalazione è stata comunque trasmessa agli enti di sicurezza del territorio per evitare falsi allarmi, dato che l’area è visibile dalle piste della Via Lattea.
Rischio valanghe elevato su Alpi Retiche e Orobie
Gli incidenti si inseriscono in un quadro di rischio valanghe elevato su gran parte delle Alpi Retiche e delle Orobie. Le recenti nevicate seguite da un rapido aumento delle temperature hanno reso instabile il manto nevoso, favorendo distacchi spontanei e provocati dal passaggio degli escursionisti.
Le autorità raccomandano la massima prudenza, la consultazione quotidiana dei bollettini nivometeorologici e l’utilizzo di dispositivi di autosoccorso durante le escursioni in quota.