Cronaca
una sentenza che fa discutere

Uccise un ultrà interista: il tifoso napoletano Manduca se la cava con l'omicidio stradale

I familiari della vittima, Daniele Belardinelli: "Trattato come un incidente stradale".

Uccise un ultrà interista: il tifoso napoletano Manduca se la cava con l'omicidio stradale
Cronaca 30 Settembre 2021 ore 11:31

Il pubblico ministero aveva chiesto 16 anni di carcere per omicidio volontario con dolo eventuale. Ma il Gup di Milano Carlo Ottone De Marchi in primo grado aveva  derubricato l'accusa in omicidio stradale. Verdetto confermato anche in Appello per Fabio Manduca, il quarantenne tifoso del Napoli  arrestato nel 2019 per aver travolto e ucciso con il proprio Suv il tifoso del Varese Daniele Belardinelli, morto negli scontri del 26 dicembre 2018, in via Novara, poco lontano dallo stadio di San Siro, prima della partita tra Inter e Napoli.

Insomma, quella tragedia - per i giudici - è alla pari di un "comune" incidente stradale.

Ultrà ucciso a Milano: per il giudice fu omicidio stradale


La sentenza di secondo grado ha completamente stravolto l'impianto accusatorio. Sulla base delle risultanze delle indagini della Digos milanese, infatti, la Procura aveva chiesto 16 anni per omicidio volontario con dolo eventuale per Manduca. Nella richiesta si sottolineava come il tifoso napoletano avesse "scelto" di accelerare passando sopra il corpo steso di Belardinelli, accettando l'eventualità che avrebbe potuto uccidere la vittima. Da qui il dolo eventuale e la richiesta di 16 anni - già ridotta di un terzo perché l'imputato aveva richiesto il rito abbreviato.

Manduca, rilasciando dichiarazioni spontanee durante le varie udienze, aveva sempre sostenuto che non si fosse trattato di un gesto volontario.

"Sono solo fuggito spaventato perché intorno all'auto avevo una trentina di persone. Se ho investito qualcuno, non me ne sono accorto".

In primo grado era arrivata la condanna a quattro anni. La Procura aveva impugnato il verdetto puntando  sull’omicidio volontario, ma la stessa Procura generale aveva chiesto invece la conferma della sentenza, smarcandosi dalle conclusioni del pm.

Rispetto al primo verdetto, la Corte ha eliminato soltanto il "concorso doloso della vittima", ma soltanto per fini civilistici, all'interno della causa che determinerà il risarcimento.

La delusione della famiglia di Belardinelli

Ovvia la delusione per i familiari di Belardinelli. A parlare per la madre è stato l'avvocato Gianmarco Beraldo:

“E' una sentenza che ci sorprende:  in questo modo è stato trattato l’episodio come se fosse un incidente del sabato sera”.

Le motivazioni saranno depositate tra una quindicina di giorni e a quel punto si potrà valutare anche la possibilità di un appello da parte della Procura. Un'eventualità che appare piuttosto probabile: basti pensare che il gip Guido Salvini - che aveva seguito le indagini preliminari - aveva parlato nella sua prima ordinanza di  “un'azione di stile militare, preordinata per tendere un agguato ai tifosi della squadra opposta". Tutt'altro che un "comune" incidente, insomma...