save the children

Tratta di minori, oltre 1.500 vittime in Europa: in Italia aumentano i casi

Nel 2024 i minorenni hanno rappresentato il 16% delle vittime accertate nei Paesi Ue, in aumento rispetto all’anno precedente

Tratta di minori, oltre 1.500 vittime in Europa: in Italia aumentano i casi

Sono 1.555 i bambini e gli adolescenti identificati come vittime di tratta nel 2024 nell’Unione europea, su circa 9.500 persone complessivamente emerse. I minori rappresentano quindi il 16% del totale, contro il 12,8% registrato nel 2023, quando i casi erano stati 1.358.

La componente femminile resta nettamente prevalente: 1.194 vittime, pari al 77%, sono bambine o ragazze. Il maggior numero di identificazioni tra gli under 18 è stato registrato in Francia, con 488 casi, seguita da Romania, con 333, e Germania, con 230. I dati sono stati diffusi da Save the Children in vista della Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani del 30 luglio.

Le cifre non corrispondono però alla reale estensione del fenomeno. Per essere conteggiata, una vittima deve essere intercettata, riconosciuta come tale e inserita nei sistemi ufficiali. Molti minori restano invece sotto il controllo degli sfruttatori, non denunciano per paura oppure vengono scambiati per migranti irregolari, lavoratori in nero o autori di piccoli reati.

Il quadro italiano: pochi casi identificati, molte segnalazioni

In Italia, nel 2024, sono stati formalmente identificati 65 minori vittime di tratta, pari al 3,4% di tutte le vittime individuate nel Paese. In 35 casi, il 54%, si trattava di bambine e adolescenti.

Il numero delle persone sottoposte a valutazione dal Sistema nazionale Antitratta è però molto più elevato. Nel 2025 sono state esaminate 3.444 segnalazioni, circa 600 in più rispetto alle 2.853 del 2024. Tra queste, 174 riguardavano minorenni, pari al 5,1%.

In questo gruppo prevalgono i ragazzi: 120, il 69% del totale, provenienti soprattutto dal Bangladesh e dall’Egitto. Quasi due su tre avevano 17 anni, ma sono stati intercettati anche bambini di 12 e 14 anni. Le ragazze erano 54, con una presenza significativa di minorenni provenienti dalla Nigeria. Le principali regioni di emersione sono state Sicilia, con 59 casi, ed Emilia-Romagna, con 41.

Nei primi sei mesi del 2026 le persone segnalate sono state 1.581, tra cui 95 minorenni, il 6%. In questa prima parte dell’anno la prevalenza maschile è diventata ancora più marcata: 80 ragazzi su 95, molti dei quali diciassettenni bengalesi.

Dalla prostituzione allo sfruttamento lavorativo

La tratta minorile non coincide soltanto con lo sfruttamento sessuale. Tra i ragazzi stanno emergendo con maggiore frequenza condizioni di grave sfruttamento lavorativo, impiego in attività illegali, accattonaggio forzato, spaccio e altre forme di controllo criminale.

I minori stranieri soli sono particolarmente vulnerabili. Debiti contratti per il viaggio, povertà familiare, isolamento, abbandono scolastico e assenza di adulti di riferimento possono trasformarli in manodopera facilmente ricattabile.

Save the Children avverte che alcune situazioni rischiano persino di essere normalizzate come semplici strategie di sopravvivenza. Un adolescente costretto a lavorare molte ore, a consegnare denaro ad altre persone o a commettere reati può non essere immediatamente riconosciuto come vittima.

Fra segnalazione e presa in carico resta inoltre un forte divario. Nel 2025 le persone effettivamente inserite nei percorsi del sistema antitratta sono state 847, ma soltanto 22 erano minorenni. Nel primo semestre 2026 i minori presi in carico sono stati sette, su 350 persone complessive.

Il reclutamento passa anche dal digitale

Social network, chat, applicazioni di messaggistica, criptovalute e comunicazioni cifrate stanno modificando le modalità di reclutamento e controllo.

Un’offerta di lavoro, una promessa sentimentale o la proposta di un viaggio possono trasformarsi in strumenti di adescamento. Immagini intime possono essere utilizzate per ricattare le vittime, mentre i trasferimenti digitali rendono più difficile seguire i flussi di denaro.

Secondo Antonella Inverno, responsabile Ricerca e Analisi di Save the Children, anche l’intelligenza artificiale sta contribuendo a rendere queste forme di abuso più invisibili e pervasive. Il precedente dossier dell’organizzazione aveva già dedicato particolare attenzione alla digitalizzazione della tratta e alla capacità delle reti criminali di adattarsi ai nuovi strumenti tecnologici.

Le richieste di Save the Children

L’organizzazione chiede di rafforzare l’identificazione precoce e il coordinamento tra forze di polizia, servizi sociali, magistratura, strutture di accoglienza e organizzazioni specializzate.

Fra le proposte figurano strutture protette ad indirizzo segreto per i minori in pericolo, assistenza psicologica, sanitaria e legale personalizzata, maggiore cooperazione europea e investimenti nella ricerca sulle nuove forme di sfruttamento digitale.