CAOS E VIOLENZA

Torino, guerriglia urbana nel corteo per Askatasuna: incendi, feriti e l’aggressione all’agente

La premier Meloni a Torino: "Non manifestanti ma nemici dello Stato". Piantedosi: "Squadristi rossi". Condanne anche dall'opposizione

Torino, guerriglia urbana nel corteo per Askatasuna: incendi, feriti e l’aggressione all’agente

Nella serata di ieri, sabato 31 gennaio 2026, Torino è stata teatro di violenti scontri durante la manifestazione contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna, avvenuto il 18 dicembre scorso. Quella che era annunciata come una protesta di massa si è trasformata in una lunga guerriglia urbana durata oltre tre ore, con lanci di petardi, bombe carta, fuochi d’artificio e aggressioni dirette contro le forze dell’ordine.

Torino nel caos: tre ore di guerriglia urbana

I disordini sono esplosi quando il corteo, composto da oltre ventimila persone partite da tre punti diversi della città, ha raggiunto l’area di Corso Regina Margherita, nei pressi della sede sgomberata del centro sociale. Qui, un gruppo di manifestanti a volto coperto riconducibili all’area anarchica e antagonista ha iniziato ad attaccare polizia e carabinieri con artifizi pirotecnici, fumogeni e ordigni improvvisati, utilizzando anche tubi di metallo come mortai. Le forze dell’ordine hanno risposto con un fitto lancio di lacrimogeni e l’uso degli idranti.

Gli scontri a Torino

Nel corso degli scontri sono stati incendiati cassonetti, divelte insegne, danneggiate vetrine e muri, sradicate piante e utilizzati sampietrini come armi improprie. Un blindato della polizia è stato bloccato e dato alle fiamme nel controviale di Corso Regina Margherita. Particolarmente grave l’episodio avvenuto nei pressi del Campus Einaudi, dove Alessandro Calista, un agente del reparto mobile di Padova, è rimasto isolato, accerchiato e aggredito con calci, pugni e martellate mentre era a terra, privo di casco e scudo. Le immagini dell’aggressione, diventate presto virali anche online, hanno suscitato forte indignazione.

Due arresti e oltre 100 feriti: tra cui l’agente aggredito mentre era a terra

Il bilancio dei feriti è pesante. Secondo Azienda Zero e la Centrale Operativa del 118, sono stati gestiti complessivamente 103 feriti trasferiti nei vari ospedali torinesi. Ventinove appartenenti alle forze dell’ordine sono rimasti feriti. Due agenti ricoverati alle Molinette, tra cui il poliziotto aggredito, presentavano un trauma cranico non commotivo; uno aveva anche una ferita da taglio alla coscia, probabilmente causata da un martello. Tutti dovrebbero essere dimessi in giornata. Feriti anche manifestanti e giornalisti, tra cui una troupe Rai.

Sul fronte giudiziario, almeno due persone sono state arrestate e portate in carcere, mentre altre sono state denunciate a piede libero. In totale una decina di persone era stata fermata e condotta in questura per accertamenti. I controlli preventivi, avviati già il giorno prima tra caselli autostradali, treni e voli, avevano portato al sequestro di maschere antigas, passamontagna, coltelli, chiavi inglesi e bastoni, ma non sono bastati a impedire gli scontri.

Gli scontri a Torino

Meloni a Torino: “No manifestanti ma nemici dello Stato”

Durissima la reazione delle istituzioni. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito quanto accaduto “grave e inaccettabile”, parlando di “vera guerriglia urbana” scatenata usando lo sgombero “legittimo di un immobile occupato illegalmente come pretesto”. Secondo la premier, “non siamo di fronte a manifestanti, ma a soggetti che agiscono come nemici dello Stato”. Meloni ha espresso solidarietà alle forze dell’ordine, ai giornalisti aggrediti e ai cittadini danneggiati, ribadendo che “questi non sono dissenso né protesta, ma aggressioni violente” e chiedendo alla magistratura di fare “fino in fondo la propria parte”.

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La presidente del Consiglio Giorgia Meloni

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiamato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per esprimere solidarietà agli agenti feriti. Piantedosi ha parlato di “squadristi rossi” e di un movimento “ormai chiaramente eversivo”, sottolineando l’urgenza di nuovi strumenti normativi per contrastare i violenti. Sulla stessa linea il vicepremier Matteo Salvini, che ha invocato “nessuna tolleranza” e nuove misure di sicurezza, mentre il ministro della Difesa Guido Crosetto ha definito gli aggressori “nemici, terroristi, guerriglieri”, sostenendo che vadano trattati “senza sconti e senza attenuanti”.

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Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica

Solidarietà è arrivata anche dal ministro degli Esteri Antonio Tajani e dal ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ha parlato di violenza estremista “a sfondo ormai semi eversivo”. Meloni si è recata in visita privata all’ospedale Molinette, mentre Crosetto ha visitato il comando provinciale dei Carabinieri di Torino.

Condanna anche dall’opposizione: “Immagini inqualificabili”

Condanna unanime anche dall’opposizione. La segretaria del Partito democratico Elly Schlein ha definito le immaginiinqualificabili”, esprimendo solidarietà agli agenti, ai giornalisti e alla città di Torino. Sulla stessa linea il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che ha respinto ogni ambiguità nel condannare le violenze, definite estranee al dissenso democratico.

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Elly Schlein, segretaria nazionale del Pd

Secondo le ricostruzioni, su oltre ventimila manifestanti, il gruppo dei violenti sarebbe stato composto da 600-700 persone, arrivate anche dall’estero, in particolare dalla Francia, oltre che da diverse città italiane. Dopo ore di scontri, solo in serata la situazione è tornata sotto controllo, lasciando nel quartiere Vanchiglia una scia di danni e tensione.