Terremoto Myanmar, oltre 1700 vittime accertate. Si scava tra le macerie e la guerra civile non si placa
Il Myanmar si trova ora a fronteggiare una doppia emergenza. Altissima la preoccupazione soprattutto per bambini e sfollati

Il terremoto di magnitudo 7.7 che ha colpito la Birmania nella mattina di venerdì 28 marzo 2025, ha provocato una catastrofe umanitaria di dimensioni sconvolgenti. Il bilancio delle vittime continua a salire vertiginosamente: almeno 1.700 morti accertati, più di 3.400 feriti e numerosi dispersi, con le stime che si aggirano ad un minimo di 10mila decessi. Le operazioni di soccorso sono in corso per il secondo giorno consecutivo, ma il rischio di un ulteriore aggravamento della tragedia è altissimo con gli abitanti spaventati dalle nuove recenti scosse di assestamento.
Devastazione e ricerche tra le macerie
La città di Mandalay, la seconda più grande del Paese e vicina all'epicentro, è una delle più colpite. La Croce Rossa ha riferito di almeno 90 persone intrappolate sotto le macerie di un palazzo di 12 piani. Dopo 30 ore, una donna è stata estratta viva, un miracolo in un contesto drammatico in cui la speranza di trovare sopravvissuti è davvero minima.
1. The scenes coming out of Myanmar and Thailand are horrific. They were not prepared for an earthquake of this magnitude.pic.twitter.com/S1cqFb6uVC
— Vertigo_Warrior (@VertigoWarrior) March 28, 2025
Tra le immagini più strazianti della tragedia, il ritrovamento dei corpi di 12 bambini e un insegnante sotto le macerie di una scuola materna. Al momento del sisma, si trovavano all'interno dell'edificio circa 60 bambini e sette insegnanti. Anche il patrimonio culturale non è stato risparmiato: a Mandalay, un'antichissima pagoda è crollata, causando la morte di un monaco e il ferimento di numerosi fedeli.
Le conseguenze del sisma hanno portato al crollo di almeno 3.000 edifici, tra cui abitazioni, scuole, ospedali e ponti. Anche gli aeroporti di Mandalay e della capitale Naypyidaw sono stati chiusi dopo il crollo della torre di controllo. Le stime dell'Istituto Geosismico Statunitense (USGS) sono allarmanti: vi è una probabilità del 35% che il numero dei morti possa oscillare tra i 10.000 e i 100.000, mentre i danni economici potrebbero superare il PIL nazionale.

Il terremoto ha avuto ripercussioni anche in Thailandia, dove a Bangkok un edificio in costruzione di 30 piani è crollato, provocando la morte di almeno 11 persone e lasciando decine di dispersi. Le squadre di soccorso stanno lavorando senza sosta per cercare sopravvissuti. E nelle ultime ore si sono verificate due nuove scosse di terremoto, di magnitudo 5.1 e 4.2, nei pressi di Naypyidaw e Shwebo. La popolazione, già in stato di shock, continua a temere nuovi crolli.
Stato di emergenza: si teme per bambini e sfollati
La risposta internazionale sta cercando di far fronte all'emergenza. L'ONU ha lanciato l'allarme sulla grave carenza di forniture mediche, tra cui kit traumatologici, anestetici e sacche di sangue. Molti ospedali sono stati gravemente danneggiati o distrutti, mentre le interruzioni alle telecomunicazioni e a Internet ostacolano le operazioni di soccorso.

L'UNICEF ha espresso profonda preoccupazione per l'impatto devastante del sisma sui bambini. In Myanmar, il 32% della popolazione vive sotto la soglia di povertà e i minori sono tra i più vulnerabili. Nei campi profughi al confine con la Thailandia, circa 28.000 bambini sono stati gravemente colpiti, aggravando ulteriormente una situazione già drammatica a causa dei recenti tagli agli aiuti internazionali.
Il Myanmar, inoltre, è già segnato dalla crisi economica e dalla guerra civile scoppiata dopo il colpo di stato militare del 2021, si trova ora a fronteggiare una doppia emergenza. Nonostante la tragedia, il regime militare continua a lanciare attacchi aerei contro i gruppi ribelli. Secondo la People's Defense Force, la milizia che si oppone alla giunta, il regime sta intensificando le offensive anche nelle zone colpite dal sisma. L'ONU ha condannato tali azioni, denunciando crimini di guerra e crimini contro l'umanità.