Una scossa di terremoto di magnitudo 4,1 ha svegliato nella notte il Molise e diverse aree delle regioni confinanti.
Secondo i dati dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, il sisma si è verificato alle 00:08 di sabato 25 luglio, con epicentro localizzato circa due chilometri a ovest di Pizzone, piccolo Comune della provincia di Isernia. L’ipocentro è stato individuato a una profondità di circa 10 chilometri.
Un #terremoto di M 4.1 è avvenuto alle 00:08 nei pressi di Pizzone (#Isernia), al confine tra Molise, Lazio e Abruzzo.
La scossa è stata localizzata ad una profondità di 10 km ed è stata chiaramente avvertita tra Frosinone, Sora, Isernia, Cassino e Sulmona. pic.twitter.com/guosu19Mkv
— Il Mondo dei Terremoti (@mondoterremoti) July 24, 2026
La scossa, durata alcuni secondi, è stata avvertita distintamente in tutta la provincia di Isernia. Numerosi residenti sono usciti dalle abitazioni e sono rimasti in strada per timore di nuove scosse.
Avvertita in quattro regioni
Il terremoto non è stato percepito soltanto in Molise. Segnalazioni sono arrivate dalle province abruzzesi di L’Aquila e Chieti, dal Frusinate nel Lazio e dalla provincia campana di Caserta.
Tra i Comuni più vicini all’epicentro figurano Castel San Vincenzo, Montenero Val Cocchiara, Scapoli e Cerro al Volturno. Sul versante abruzzese, Alfedena si trova a circa sette chilometri dalla zona interessata.
A Isernia, diverse persone sono scese in strada soprattutto nel quartiere San Lazzaro. Alcuni residenti hanno scelto di trascorrere parte della notte nelle automobili, in attesa di verificare l’evoluzione della situazione.
Il sindaco: “Non risultano danni”
Il sindaco di Pizzone, Vincenzo Di Cristofano, ha avviato sopralluoghi sugli edifici più vecchi del paese, mantenendo i contatti con la Protezione civile regionale.
“Fortunatamente, ad una prima ed importante ricognizione, non sono stati riscontrati danni a persone o cose”, ha dichiarato. “La gente è rimasta in strada fino a tardi, soprattutto a causa dello stato di ansia che si è venuto a generare”.
Anche Vigili del fuoco e Protezione civile non hanno segnalato feriti, crolli o danni strutturali. Le verifiche sono comunque proseguite durante la mattinata, soprattutto sugli immobili più vulnerabili e nei centri più vicini all’epicentro.
Una seconda scossa alle 3:41
Nel corso della notte è stata registrata una seconda scossa nella stessa area. L’evento, di magnitudo 2,2, si è verificato alle 3:41, con ipocentro a circa nove chilometri di profondità.
Una replica di questa intensità è generalmente percepita soltanto nelle località più vicine, ma ha contribuito ad alimentare la preoccupazione tra chi era già stato svegliato dal terremoto principale.
La presenza di una seconda scossa non permette da sola di prevedere l’evoluzione della sequenza. I terremoti non possono essere anticipati con precisione e soltanto il monitoraggio strumentale può descrivere l’andamento dell’attività sismica nelle ore successive.
Un’area sismica dell’Appennino centrale
La zona di Pizzone si trova nel settore appenninico al confine tra Molise, Abruzzo e Lazio, un territorio caratterizzato dalla presenza di strutture geologiche attive.
La provincia di Isernia era già stata interessata nel gennaio 2026 da due eventi di magnitudo 2,5, sensibilmente più deboli rispetto alla scossa della notte.
Il terremoto più drammatico della storia recente del Molise resta quello del 31 ottobre 2002, che colpì soprattutto San Giuliano di Puglia. Il sisma provocò 30 vittime, tra cui 27 bambini e una maestra nel crollo della scuola Francesco Jovine. L’evento del 25 luglio 2026 è stato molto meno intenso e, al momento, non ha prodotto conseguenze comparabili.
Le verifiche continuano
Il dato principale resta l’assenza di danni e feriti. La magnitudo moderata, la profondità relativamente superficiale e la vicinanza ai centri abitati spiegano però perché la scossa sia stata percepita con chiarezza su un’area piuttosto ampia.
Le autorità invitano a seguire soltanto le comunicazioni di INGV, Protezione civile, Vigili del fuoco e amministrazioni locali, evitando di diffondere previsioni o allarmi non verificati.
Per chi si trovasse nuovamente coinvolto in una scossa, le indicazioni fondamentali sono proteggersi sotto una struttura resistente, tenersi lontani da finestre e oggetti che possono cadere e uscire dall’edificio soltanto dopo la fine del movimento, senza utilizzare ascensori