La terra trema

Terremoto ai Campi Flegrei: decine di scosse dopo il forte sisma di magnitudo 4.7

La scossa più forte delle ultime ore ha raggiunto magnitudo 3.1. Controlli sugli edifici, sgomberi a Pozzuoli e porto chiuso per il rischio legato ai costoni

Terremoto ai Campi Flegrei: decine di scosse dopo il forte sisma di magnitudo 4.7

Prosegue lo sciame sismico ai Campi Flegrei dopo il terremoto di magnitudo 4.7 registrato alle 19.46 di venerdì 31 luglio 2026, il più intenso degli ultimi quarant’anni nell’area interessata dal bradisismo. I sismografi hanno rilevato circa sessanta scosse, quasi tutte di lieve intensità, mentre continuano le verifiche sugli edifici e gli interventi di assistenza alla popolazione.

La scossa più forte delle ultime ore, di magnitudo 3.1, è stata registrata alle 5.47 di sabato 1° agosto 2026 ed è stata distintamente avvertita nei Comuni di Pozzuoli e Bacoli e in diversi quartieri della zona occidentale di Napoli. Molti cittadini hanno trascorso la notte fuori casa, scegliendo di dormire nelle automobili o di trovare ospitalità presso parenti e amici.

Nuove scosse nella notte

Dopo il sisma di magnitudo 4.7, lo sciame sismico non si è fermato. Nelle ore successive sono stati registrati circa sessanta terremoti nell’area dei Campi Flegrei, con la maggior parte delle scosse di lieve intensità.

Il movimento più forte rilevato durante la notte è stato quello di magnitudo 3.1, avvertito chiaramente dalla popolazione di Pozzuoli, Bacoli e di diversi quartieri di Napoli.

La situazione continua a essere monitorata dalle autorità e dagli enti competenti, mentre proseguono le attività di controllo sul territorio.

Riunione per l’emergenza

Per la mattinata è stata convocata una nuova riunione del Centro coordinamento soccorsi, già riunito dal prefetto di Napoli, Michele di Bari, dopo la forte scossa.

Al tavolo partecipano i sindaci dei territori coinvolti, le forze dell’ordine, la Protezione civile e gli altri soggetti impegnati nella gestione dell’emergenza. L’incontro servirà a fare il punto sulle conseguenze del terremoto e sull’andamento delle verifiche.

Nel frattempo, i tecnici continuano i sopralluoghi negli edifici per accertare eventuali danni e valutare la sicurezza delle strutture.

Sgomberi a Pozzuoli

Durante la notte i Vigili del fuoco hanno disposto lo sgombero di 18 nuclei familiari in via Sannino e di altre quattro famiglie in via San Vitagliano, a Pozzuoli.

Le verifiche strutturali proseguono anche in altre zone, mentre le attività di ricognizione stanno portando ai primi provvedimenti di interdizione degli edifici ritenuti non sicuri.

Il porto di Pozzuoli resterà chiuso. L’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centrale sta predisponendo un’ordinanza per interdire le aree demaniali marittime situate sotto i costoni rocciosi, considerate potenzialmente esposte a rischi.

Danni e paura a Bacoli

A Bacoli sono stati segnalati cedimenti di costoni e distacchi di intonaco da alcuni edifici, ma dai primi controlli non sono emerse abitazioni dichiarate inagibili né persone ferite.

“C’è forte preoccupazione tra i cittadini. Ci sono stati a Bacoli cedimenti a costoni e ad intonaci di palazzi e fabbricati. E tanta paura della popolazione”, ha spiegato il sindaco Josi Gerardo Della Ragione come riportato dall’Ansa.

“Dai controlli effettuati sul territorio, in sinergia con le forze dell’ordine, non si sono riscontrate case inagibili. E nessun cittadino è stato sgomberato. Non abbiamo avuto feriti”.

Il primo cittadino ha annunciato che proseguiranno i monitoraggi dei costoni sul mare, in collaborazione con la Capitaneria di Porto, e i controlli sugli edifici scolastici.

“Mi rendo conto che non è semplice e capisco le paure di tutti. Ma dobbiamo fare quadrato e uscirne, tutti uniti. I Campi Flegrei meritano risposte. Insieme è l’unica strada, un passo alla volta”.

Notte fuori dalle case

Dopo la forte scossa, numerosi residenti di Pozzuoli e della periferia occidentale di Napoli hanno deciso di non rientrare nelle proprie abitazioni.

Il Comune di Napoli e quello di Pozzuoli hanno attivato punti di accoglienza in via Terracina e al Palatrincone, dove si sono rivolte decine di famiglie. Molti cittadini hanno però preferito trascorrere la notte nelle automobili o raggiungere parenti e amici.

Salvato un anziano

Tra gli interventi più complessi effettuati dai soccorritori c’è stato il recupero di un uomo di 80 anni, allettato, in via Fasano.

L’anziano è stato raggiunto e portato in salvo attraverso un’autoscala e con le tecniche del nucleo Saf, Speleo Alpino Fluviale. Le scale del fabbricato erano infatti gravemente lesionate e non potevano essere utilizzate.

Numerose anche le richieste di assistenza da parte di residenti rimasti bloccati fuori dalle proprie abitazioni a causa delle porte incastrate dopo il terremoto.