Nella concitazione del momento, scoppia un vero e proprio giallo sulla strage di Crans-Montana.
La Federazione Italiana Golf ha confermato con un post sui social la morte di Emanuele Galeppini, 17 anni, uno dei giovani italiani coinvolti nella tragedia di Crans-Montana. Il ragazzo si trovava nel bar-discoteca Le Constellation la notte di Capodanno, quando un incendio devastante ha trasformato il locale in una trappola mortale.
Ma la famiglia frena:
“Manca il DNA, potrebbe non essere lui”.
Come per moltissimi altri ragazzi che erano nel locale, l’ultimo contatto con Emanuele risale alla mezzanotte del 31 dicembre 2025 quando aveva chiamato per fare gli auguri. Poi più nulla. Il padre, distrutto dal dolore, si era recato davanti al locale cercando il figlio, convinto che fosse presente al momento dell’esplosione del rogo. Aveva girato anche diversi ospedali della zona, sperando di ritrovarlo vivo. Come molti altri giovani, Emanuele era stato visto l’ultima volta all’interno del pub insieme ad amici prima che le fiamme rendessero impossibile qualsiasi fuga.
Strage di Crans-Montana: morto il 17enne Emanuele Galeppini
Il riconoscimento del giovane sarebbe stato reso possibile grazie al ritrovamento del suo telefono cellulare nel locale, ma formalmente Emanuele figura ancora nella lista dei dispersi della Farnesina. Come spiegato dallo zio all’Adnkronos:
“Per il momento è ancora nella lista dei dispersi e stiamo aspettando il risultato del DNA”.
Una vita tra Dubai e l’Europa
La famiglia Galeppini aveva lasciato l’Italia anni fa per trasferirsi a Dubai, pur continuando a tornare in Europa per le vacanze. Emanuele, giovane promessa del golf italiano, portava con sé “passione genuina e valori autentici dello sport”, come ricordato dalla Federazione, che oggi lo ricorda con affetto:
“Emanuele, rimarrai per sempre nei nostri cuori”.
Il cordoglio delle istituzioni
La sindaca di Genova, Silvia Salis, ha espresso il suo cordoglio:
“Genova si stringe attorno alla famiglia di Emanuele Galeppini, tragicamente scomparso nell’incendio. Una giovane vita spezzata dall’assurdità di una tragedia che ha colpito tante famiglie”.
Intanto, secondo l’ultimo aggiornamento della Farnesina, tra gli italiani coinvolti nella sciagura ci sono 19 segnalazioni: 3 pazienti trasferiti in Italia al Niguarda, 10 ricoverati in ospedale (di cui due senza certezza sulle condizioni) e 6 ancora dispersi.
In totale le vittime accertate sono 47, con 5 ancora da identificare. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani sarà a Crans-Montana nelle prossime ore, per visitare le famiglie italiane rimaste coinvolte e portare la solidarietà del governo.
Gli altri italiani dispersi
Giovanni Tamburi ha 16 anni ed è di Bologna. Dopo Natale aveva salutato la madre ed era partito per Crans-Montana con il padre, che possiede una casa in Svizzera. La sera di Capodanno aveva cenato con gli amici allo Chalet, poi aveva deciso di proseguire la serata al pub Le Constellation. Un amico ha raccontato alla madre che erano riusciti a scappare insieme, prima di perdersi di vista.
Il telefono di Giovanni era scarico. La madre ha diffuso un dettaglio per favorire il riconoscimento: porta al collo una catenina d’oro con l’immagine della Madonna.

Riccardo Minghetti, anche lui sedicenne, è romano e fa parte della comunità ebraica. Crans-Montana era un luogo che frequentava spesso.
Chiara Costanzo, sedici anni, milanese. Il padre ha trascorso ore davanti all’unità di crisi italiana allestita a Crans-Montana, aspettando una chiamata che potesse indicare un ricovero in ospedale. Non si hanno notizie.
Gli altri dispersi italiani risultano Achille Barosi, 16 anni, e Giuliano Biasini, del quale non è stata resa nota l’età.
L’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, ha anticipato che, all’arrivo della delegazione di Tajani, le autorità locali condivideranno la situazione completa sugli italiani presenti.
I feriti e le condizioni sul posto
Tra i 115 feriti, il capo del dipartimento della sicurezza del Canton Vallese, Stéphane Ganzer, ha dichiarato alla radio francese RTL che 80-100 persone si trovano in condizioni critiche. Molti pazienti non sono ancora stati identificati, e il bilancio delle vittime potrebbe aggravarsi ulteriormente.
I proprietari del locale
Il bar Le Constellation, teatro della strage, era di proprietà della coppia di ristoratori francesi Jessica e Jacques Moretti. Jessica era presente al momento dell’incendio e ha riportato ustioni al braccio, mentre Jacques si trovava in un altro locale della coppia nel Canton Vallese. Secondo le fonti, la coppia ha perso alcuni membri del personale ed è profondamente turbata dall’accaduto.
Acquisito nel 2015 in stato di abbandono, Le Constellation era diventato un locale molto frequentato, con capienza fino a 300 persone all’interno e 40 all’aperto, soprattutto durante le feste di fine anno.