Cronaca
I risultati dell'inchiesta

Sospesi dopo aver mangiato mortadella sul lavoro: per tre sanzioni minime, in quattro si sono licenziati

L'esito delle indagini cominciate dopo che due operai erano stati beccati a mangiare l'affettato durante il lavoro.

Sospesi dopo aver mangiato mortadella sul lavoro: per tre sanzioni minime, in quattro si sono licenziati
Cronaca 20 Settembre 2022 ore 15:31

Un'indagine partita dopo che due operai erano stati sospesi dopo essere stati beccati durante il lavoro a mangiare alcune fette di mortadella. Da quel momento i sindacati di categoria provinciali hanno voluto vederci chiaro su una situazione molto più complessa di quello che si pensava: i risultati dell'inchiesta hanno condotto ad accusare sette dipendenti di furto, con quattro di loro che si sarebbero dimessi in modo volontario.

"Ladri" di mortadella in azienda

Le circostanze si sono rivelate molto più complesse di quelle che si credeva. Come raccontato da Prima Reggio Emilia, nell’azienda Agricola Tre Valli di Correggio sono stati dieci, in totale, i dipendenti raggiunti da provvedimenti disciplinari. La ditta, leader nel mercato agroalimentare coi marchi, tra gli altri, Aia e Negroni, è arrivata a questa situazione dopo che, qualche giorno fa, due operai erano stati beccati a mangiare alcune fette di mortadella durante il lavoro, venendo poi sospesi, notizia quest'ultima che aveva generato un grande clamore in tutta la Penisola.

In particolare i lavoratori, addetti al confezionamento di carne e salami, avevano ricevuto le lettere di contestazione che annunciavano il provvedimento di sospensione da parte dell'azienda. Quest'ultimi si erano poi difesi sostenendo che fossero fette di scarto, utilizzate per farcire un pezzo di focaccia portato da casa.

"Avevamo solo fame durante il turno dato che i distributori automatici di cibo non bastano per 80 dipendenti e al pomeriggio sono già vuoti. Abbiamo agito in buonafede, tutto alla luce del sole pur sapendo della presenza delle telecamere. E poi è sempre stato tollerato in azienda, altrimenti dovrebbero sospendere tutti".

Gli accertamenti hanno rivelato cose diverse

A fare luce sul caso ci hanno pensato i sindacati di categoria provinciali Flai-Cgil e Fai Cisl, che lo scorso venerdì,  16 settembre 2022, hanno incontrato la proprietà:

"L’azienda - spiegano - ha chiarito fin da subito che le indagini investigative e le procedure disciplinari conseguenti si sono svolte nel pieno rispetto delle leggi e dei contratti".

Gli accertamenti, come spiegato dalla “Tre Valli” si sono resi necessari “a fronte delle continue segnalazioni di ammanchi di denaro e beni personali dagli armadietti degli spogliatoi di un reparto".

Sette dipendenti accusati di furto

Le organizzazioni sindacali, poi, proseguono:

"Dalle indagini sarebbero emersi elementi che proverebbero, da parte di sette dipendenti, azioni tese a sottrarre e portare all’esterno beni di produzione aziendale senza nessuna autorizzazione".

Oltre a loro, anche altri tre dipendenti, inoltre, avrebbero consumato negli spogliatoi confezioni di affettati sottratti dalla produzione senza autorizzazione. Per quest'ultimi, tuttavia, l'azienda ha deciso di non licenziarli, ma di applicare la sanzione minima prevista dal contratto nazionale.

Per i sette dipendenti accusati di furto, invece, la situazione appare molto più delicata. Quattro di loro, alla fine, sono giunti alla decisione di dimettersi in modo volontario. Due hanno ricevuto venerdì scorso una contestazione e, lo stesso giorno, ad una persona è stata inviata lettera di licenziamento: quest'ultimo è stato colto sul fatto, mediante le immagini di videosorveglianza, ad infilare due prosciutti interi in un borsone.

Le indagini sono concluse

Secondo i sindacati le indagini sarebbero ora concluse:

"L’azienda considera chiuse le indagini investigative dichiarando che non ci sono altri lavoratori coinvolti e auspicando che tali eventi non accadano in futuro. È stato ribadito che tali episodi non comporteranno in nessun modo eventuali ricadute per il futuro dello stabilimento di Correggio, al contrario si confermano tutti gli impegni assunti d’investimento previsti e le attività svolte nel sito".

I sindacati, però, hanno pertanto “preso atto della posizione aziendale” e valuteranno "i singoli casi dei lavoratori che si dovessero rivolgere alle loro sedi”.

Auspicano però “che i circa 630 dipendenti dello stabilimento di Correggio possano continuare a lavorare serenamente", avvisando infine che “le generalizzazioni fatte negli articoli di stampa rispetto alle cattive abitudini che tutti avrebbero conosciuto e praticato non sono veritiere”. Quindi “se dovesse continuare questa campagna diffamatoria non escludiamo di tutelare in tutte le sedi la reputazione e l’onestà dei dipendenti”, chiudono Flai e Fai.

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