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Rogoredo, Cinturrino chiede scusa. Il capo della Polizia Pisani: “Via subito la divisa”

"Di solito si attende almeno il rinvio a giudizio, ma questo caso è abbastanza chiaro e di estrema gravità"

Rogoredo, Cinturrino chiede scusa. Il capo della Polizia Pisani: “Via subito la divisa”

Il capo della Polizia, Vittorio Pisani, ha deciso di procedere con la destituzione di Carmelo Cinturrino, il poliziotto accusato di aver ucciso Abderrahim Mansouri il 26 gennaio 2026 a Rogoredo, Milano.

Rogoredo, Cinturrino chiede scusa. Il capo della Polizia Pisani: "Via subito la divisa"
Abderrahim Mansouri

In un’intervista al Corriere della Sera, Pisani ha spiegato con fermezza le motivazioni che lo hanno spinto a non aspettare l’esito del procedimento penale per avviare il procedimento disciplinare.

Il capo della Polizia Pisani: “Via subito la divisa a Cinturrino”

“Ho dato disposizione al questore di Milano di nominare il funzionario istruttore per avviare il procedimento disciplinare per la destituzione dalla Polizia di Stato di Carmelo Cinturrino. Sì, ho preso questa decisione senza attendere l’esito del procedimento penale, perché chi tradisce la nostra missione tradisce anzitutto il giuramento di fedeltà alla Repubblica”, ha dichiarato Pisani. “Di solito si attende almeno il rinvio a giudizio, ma questo caso è abbastanza chiaro e di estrema gravità, quindi per noi va destituito subito. Il processo penale ha dinamiche che richiedono tempo, mentre l’azione disciplinare ha senso se è tempestiva, altrimenti rischia di perdere di significato”.

Rogoredo, Cinturrino chiede scusa. Il capo della Polizia Pisani: "Via subito la divisa"
Vittorio Pisani

Pisani ha poi approfondito le ragioni per cui, in questo caso, non è stato necessario aspettare il procedimento penale per avviare l’azione disciplinare.

“Il processo penale ha la sua tempistica, ma noi dobbiamo garantire che ogni poliziotto rispetti le regole. Il comportamento di Cinturrino è incompatibile con l’onore e la fiducia che riponiamo negli agenti della Polizia di Stato”, ha continuato Pisani.

Il capo della Polizia Pisani: "Via subito la divisa"
Carmelo Cinturrino

La posizione degli altri poliziotti coinvolti e le indagini in corso

Sui dettagli dell’indagine in corso, Pisani ha sottolineato che restano da chiarire alcuni aspetti, in particolare riguardo la posizione degli altri poliziotti coinvolti.

“Innanzitutto la posizione degli altri poliziotti coinvolti, per i quali si potrebbero configurare ulteriori contestazioni sul piano giuridico, oltre al favoreggiamento e all’omissione di soccorso“, ha precisato. “L’attività ispettiva sarà estesa all’intero commissariato, d’intesa con l’autorità giudiziaria. Finora non l’abbiamo fatto per evitare di danneggiare l’indagine, ma ora possiamo procedere”.

Pisani ha anche parlato della dinamica delle indagini e della collaborazione tra la polizia e la magistratura.

“Il rapporto sinergico di massima fiducia tra polizia e autorità giudiziaria non è mai venuto meno. Quando, a seguito del sopralluogo, sono emersi i primi indizi su comportamenti al di fuori delle regole, abbiamo dato l’input alla Squadra Mobile per approfondire al massimo ogni aspetto della vicenda, proprio a garanzia della massima trasparenza e rigore”, ha affermato.

L’importanza della tempestività nelle azioni disciplinari

Un altro punto cruciale sollevato da Pisani riguarda l’importanza di un intervento tempestivo nelle azioni disciplinari.

“Se non agiamo prontamente, rischiamo di perdere il significato stesso della sanzione disciplinare”, ha spiegato il capo della Polizia. “E la tempestività è fondamentale, perché se si aspettano troppo a lungo gli sviluppi di un procedimento penale, il rischio è che l’efficacia dell’azione disciplinare venga meno”.

Le scuse di Carmelo Cinturrino: “Ho tradito la fiducia”

Intanto, Carmelo Cinturrino, arrestato per l’omicidio di Abderrahim Mansouri, ha espresso le proprie scuse durante l’interrogatorio di garanzia.

“Dovevo essere quello che faceva osservare la legge, ho sbagliato. Chiedo scusa a tutte le persone che indossano la divisa: ho tradito la loro fiducia”, ha dichiarato il poliziotto attraverso il suo avvocato, Piero Porciani. Quest’ultimo ha spiegato che Cinturrino ha agito per paura e che, sebbene abbia commesso un errore grave, non aveva mai avuto intenzione di uccidere. “Ha sparato perché aveva paura, quello che ha fatto dopo lo sappiamo tutti è stato un errore”, ha dichiarato Porciani, precisando che l’agente non avrebbe mai preso soldi da nessuno, come invece sostenuto da alcune accuse di pizzo ai danni di pusher.

La pistola trovata sulla scena del crimine, secondo il legale, sarebbe stata nello zaino di Cinturrino da tempo e che un altro collega, mandato a prenderla, non poteva non sapere della sua esistenza. Queste parole non sono bastate a scagionare Cinturrino dalle accuse, e il suo coinvolgimento in fatti tanto gravi continua a essere oggetto di indagine.

L’inquietante descrizione dei colleghi 

Carmelo Cinturrino, noto tra i colleghi come “Thor” per il martello che spesso portava con sé, è stato descritto da chi lo conosceva come un poliziotto violento e “poco raccomandabile”. Diverse testimonianze emergono ora durante le indagini, che raccontano di un agente con un temperamento impulsivo e talvolta brutale.

“Voleva che tirassero fuori droga e soldi, spacciatori e tossici”, hanno detto alcuni colleghi, confermando l’accusa di favoreggiamento e omissione di soccorso. Alcuni di loro hanno anche riferito di episodi di violenza, come un episodio in cui Cinturrino avrebbe picchiato un disabile con un martello, accusato di frequentare il “boschetto” di Rogoredo.

Un altro collega ha confermato il comportamento aggressivo e violento del poliziotto, definendolo “pazzo” e “uno che non stava bene”. Cinturrino, insomma, sembra aver avuto una reputazione torbida e inquietante anche tra i suoi colleghi, che lo descrivono come un agente che usava la forza in modo eccessivo e senza scrupoli.

L’ex poliziotto è ora accusato di omicidio e di aver tentato di insabbiare il delitto, mettendo una pistola a salve sulla scena del crimine e raccontando una versione falsa dei fatti. Le indagini non sono concluse e potrebbero emergere ulteriori accuse anche nei confronti degli altri poliziotti coinvolti nel caso.