Il giallo del Polesine

Rkia è stata uccisa accidentalmente con un colpo di pistola dal suo bambino di 8 anni

L'arma, ritrovata successivamente nascosta nel terreno nei pressi del casolare, risulta di proprietà del vicino e mancava all'appello

Rkia è stata uccisa accidentalmente con un colpo di pistola dal suo bambino di 8 anni
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Gli investigatori hanno ricostruito il giallo dietro alla tragica morte di Rkia Hannaoui: c'è un gioco finito malissimo fra bambini, proprio i suoi figli. La 32enne di origini marocchine, trovata morta in casa, ad Ariano Polesine (Rovigo), lo scorso 28 marzo 2023, aveva - come evidenziato dall'autopsia - un proiettile nella testa, esploso con una pistola calibro 22. L'arma è stata ritrovata nei pressi dell'abitazione, sepolta sotto pochi centimetri di terra. Secondo le indagini la tragedia sarebbe stata accidentale: il minore dei sui due figli, 8 anni, avrebbe impugnato la pistola e fatto casualmente partire il colpo mortale.

Rkia: uccisa accidentalmente dal suo bimbo di 8 anni

Le serrate indagini coordinate dalla Procura e affidate ai Carabinieri hanno posto presto sotto i riflettori i figli di Rkia Hannaoui. Come spiega Prima Rovigo, dopo la versione fornita dal padre, il marito connazionale della donna morta, e in virtù delle valutazioni dei militari dell'Arma, qualcosa non tornava. A partire dalla "scomparsa" di una pistola dall'arsenale del vicino di casa, legittimo proprietario di una pistola regolarmente denunciata e di alcuni fucili. I bambini avrebbero messo le mani sull'arma, forse a insaputa del proprietario, e che per gioco avrebbero premuto il grilletto.

La ricostruzione

La ricostruzione definitiva dell'episodio è giunta dopo una settimana esatta dalla scoperta del corpo di Rkia, esanime, a terra nella piccola cucina dell'abitazione dove viveva assieme al marito e ai due figli, di 8 e 11 anni. Erano stati i due figli, intorno alle 13.30, a dare l'allarme al vicino di casa, che aveva chiamato il 118 e i carabinieri. Inutile era stata la corsa all'ospedale: il giorno dopo Rkia è deceduta. La Procuratrice della repubblica di Rovigo, Manuela Fasolato, aprì un fascicolo d'indagine contro ignoti per omicidio, poiché dal primo esame medico-legale e da una Tac era emerso sul capo della vittima un foro, compatibile con una ferita da arma da fuoco, confermato dall'autopsia disposta dalla pm. Un colpo non sparato da distanza ravvicinata. Il marito, era altrove, il suo alibi era confermato. La sua versione era stata però quella di una caduta accidentale in casa, con la donna che avrebbe colpito uno spigolo di un mobile in cucina, riportando la frattura del cranio.

Versione similare fornita anche dal padrone di casa, che vive al piano superiore dell'appartamento della famiglia e che era corso in aiuto alle grida dei piccoli. I militari hanno però sequestrato all'anziano quattro fucili da caccia, che lui custodiva in un capanno adiacente al casolare. L'uomo possedeva però anche una pistola che mancava all'appello. Una circostanza sulla quale l'anziano non ha saputo dare spiegazioni convincenti, e che ha portato alla svolta nelle indagini, quando l'arma è stata trovata, nascosta nel terreno adiacente.

A uccidere Rkia sarebbe dunque stato il figlio più piccolo, che assieme al fratellino aveva sottratto la pistola dal capanno e l'aveva portata in casa per giocare. Un colpo è partito inavvertitamente e ha colpito la mamma, che è crollata a terra ed è morta all'ospedale. Da capire il ruolo del vicino di casa, che ha raccontato ai cronisti di essere entrato nell'abitazione, di aver visto Rkia a terra e di aver chiamato i soccorsi, ma di non aver visto l'arma.

La Procura

La Procura rodigina ha diffuso un comunicato stampa per dire che grazie "ai chiarimenti avuti dagli stretti familiari della vittima" l'omicidio è da ritenersi "di natura colposa frutto di una condotta accidentale e non di una condotta dolosa".

Un dramma che ricorda la tragedia texana, consumatasi poche settimane fa, dove una bimba di 3 anni ha involontariamente sparato e ammazzato la sorellina di 4 anni, dopo aver trovato in casa un'arma incustodita e carica.

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