Cronaca
Agghiacciante denuncia

Rinchiusa in una botola dai genitori affidatari e stuprata durante riti satanici con uomini incappucciati

Una storia da brividi che viene dalla Lombardia. Ma la coppia si difende: "Si è inventata tutto". La ragazza è anche stata messa incinta dal "papà".

Rinchiusa in una botola dai genitori affidatari e stuprata durante riti satanici con uomini incappucciati
Cronaca 07 Ottobre 2022 ore 11:00

Una vicenda scioccante. Una ragazzina data in affido che cerca affetto in una nuova famiglia e invece trova degli aguzzini che la rinchiudono in una botola e la fanno violentare durante riti satanici. Sembra un film dell'orrore, ma è successo davvero in Lombardia, tra le province di Milano e Como.

La famiglia affidataria la rinchiude in una botola e la costringe a riti satanici

La vicenda, in realtà, risale a qualche anno fa, una ventina per la precisione. La vittima oggi è una donna adulta e si è trasferita in Toscana, ma quell'infanzia da incubo l'ha segnata in maniera indelebile. Una vicenda che ancora oggi ha però dei punti oscuri, che saranno da chiarire con ulteriori indagini. Intanto, però, giovedì 6 ottobre 2022, il Gip di Milano ha stabilito per la coppia la misura cautelare dell'obbligo di dimora, con braccialetto elettronico, e il divieto di avvicinamento alla vittima.

Non si tratta, peraltro, delle prima volta che la questione finisce con una denuncia, ma sino a ora tutte le Procure interpellate avevano giudicato inconsistenti le accuse della donna. Diversamente la pensano invece il pm e il gip di Milano.

Dall'affido all'incubo

La vicenda, come detto, inizia con l'affido della ragazza alla coppia. Dopo poco tempo, però, quella situazione di tranquillità che la giovane pensava di avere trovato si tramuta in un incubo. Nella denuncia si parla di stupri di gruppo durante messe nere con uomini incappucciati e in tunica bianca, avvenuti in un seminterrato illuminato da fiaccole e con un crocefisso rovesciato sul muro. 

Ma la ragazzina sarebbe stata anche rinchiusa in quella botola e segregata in casa, per evitare che potesse denunciare. La sua "prigione" sarebbe stata ricoperta da pannelli fonoassorbenti, per fare in modo che anche nel caso avesse urlato per chiedere  aiuto nessuno l'avrebbe sentita.

Rimasta incinta

Durante uno di questi macabri rituali la ragazzina è rimasta incinta del patrigno. Ma neppure la nascita del figlio avrebbe fermato l'orrore. Terminato soltanto quando la ragazza sarebbe riuscita a fuggire in un'altra regione. Una "pausa" durata poco, perché sarebbe stata rintracciata dalla coppia, riportata a casa e seviziata nuovamente. Fino a quando non sarebbe riuscita ad allontanarsi definitivamente.

Le denunce e la difesa

Come detto, la donna ha più volte denunciato le violenze subite, senza però mai trovare una Procura che desse seguito alle segnalazioni. Sino appunto ai giorni nostri, quando da Milano è partito l'ordine di custodia cautelare.

L'uomo, però, si difende e nega ogni addebito. Nega anche che la ragazza sia stata data effettivamente in affido, ma piuttosto che l'avessero ospitata a casa. Avrebbe invece ammesso l'esistenza del figlio, "che però non vedo da almeno dieci anni". Secondo la coppia la ragazza si sarebbe inventata  tutto quanto.

 

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