caro carburante

Protesta dei tir, il Sud resta bloccato: supermercati vuoti, distributori a secco e aeroporti senza carburante

Code e chiusure sull'A1 e sull'A30, difficoltà per autobus e traghetti

Protesta dei tir, il Sud resta bloccato: supermercati vuoti, distributori a secco e aeroporti senza carburante
Aggiungi News Prima alle tue fonti preferite

Scaffali vuoti nei supermercati, pompe di benzina senza carburante, collegamenti autostradali interrotti e perfino aeroporti impossibilitati a rifornire gli aerei. La protesta degli autotrasportatori contro il caro gasolio continua a mettere in difficoltà il Sud Italia e le sue conseguenze si estendono ormai ben oltre il trasporto delle merci. Il governo ha annunciato lo sblocco di 480 milioni di euro, ma in diverse regioni i camion restano fermi e i manifestanti chiedono risposte più incisive.


L’unico segnale di distensione arriva dalla Sicilia, dove il Comitato trasportatori siciliani ha revocato il fermo dopo l’incontro del 20 ottobre con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. In Campania, Calabria e Puglia, invece, i presidi proseguono.

A1 e A30 bloccate, nuove code tra Napoli e Caserta

La mattinata di mercoledì 21 ottobre 2026 si è aperta con nuove difficoltà sulla rete autostradale campana. Intorno alle 7 è stato temporaneamente chiuso il collegamento tra l’A1 Milano-Napoli e l’A30 Caserta-Salerno per chi proveniva da Roma. Autostrade per l’Italia ha segnalato tre chilometri di coda tra Caserta Nord e il bivio con l’A30 e altri due chilometri tra Napoli Nord e Caserta Nord. Disagi anche allo svincolo di Nocera-Pagani e al collegamento tra A1 e strada provinciale Casoria.

I presidi interessano inoltre l’area degli interporti di Nola e Maddaloni-Marcianise, snodi fondamentali per la distribuzione delle merci. Nel Salernitano proseguono le mobilitazioni lungo l’A2 del Mediterraneo, in particolare nella zona del Vallo di Diano.

Supermercati vuoti: mancano anche pasta, latte e acqua

Il blocco delle consegne sta producendo effetti sempre più visibili sulla grande distribuzione. Nelle province di Napoli e Caserta, numerosi supermercati segnalano scaffali sguarniti. Non mancano soltanto frutta e verdura: in alcuni punti vendita cominciano a scarseggiare anche pasta, farina, latte, zucchero, prodotti confezionati e alimenti refrigerati.

Situazioni analoghe vengono segnalate in Molise, Calabria e in alcune località siciliane, dove il fermo dei giorni precedenti continua a pesare sulla distribuzione. A Cosenza si registrano difficoltà soprattutto per il latte fresco e l’ortofrutta. Nel frattempo, anche il Veneto comincia a risentire delle interruzioni nella catena dei rifornimenti.

“Anche qui in Veneto iniziano i problemi con le forniture di ortofrutta, che arrivano un po’ a singhiozzo”, ha dichiarato all’AGI Patrizio Bertin, presidente di Confcommercio Veneto.

Non si tratta di un esaurimento generalizzato delle scorte alimentari, ma di carenze localizzate che potrebbero aggravarsi se i blocchi continueranno.

Aeroporti senza carburante, problemi anche per traghetti e autobus

Le difficoltà interessano ormai anche il trasporto dei passeggeri. Gli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria sono rimasti senza carburante per gli aerei, come certificato da un avviso operativo Enav del 21 ottobre. I piloti devono quindi programmare i voli prevedendo rifornimenti sufficienti negli scali di partenza o precedenti. Nessuna criticità analoga viene segnalata a Lamezia Terme.

In Campania, la scarsità di carburante ha provocato difficoltà anche al trasporto pubblico locale, con riduzioni e rimodulazioni dei servizi. Preoccupazione inoltre per Ischia e Procida, dove i rifornimenti di carburante e generi alimentari sono ostacolati dai presidi sulla terraferma. La compagnia Caremar ha chiesto un piano di emergenza per evitare che l’esaurimento delle scorte comprometta i collegamenti marittimi da giovedì 22 ottobre. A Procida vengono segnalati scaffali quasi vuoti, mentre a Ischia scarseggiano soprattutto prodotti freschi e si registrano code ai distributori.

Salvini sblocca 480 milioni: “Da oggi partono i pagamenti”

Il tentativo di mediazione è arrivato martedì 20 ottobre, durante due incontri a Milano tra il ministro Matteo Salvini, le associazioni dell’autotrasporto e alcuni rappresentanti degli operatori autonomi. Il governo ha annunciato lo sblocco di 480 milioni di euro destinati agli aiuti contro il caro carburante, con oltre 32.000 domande presentate dalle imprese.

“C’erano 430 milioni ai quali ne abbiamo aggiunti 50 di nuovi”, ha spiegato Salvini, annunciando l’avvio dei pagamenti dal 21 ottobre.

Il ministero ha inoltre prospettato ulteriori interventi finanziari e risorse per il rinnovo dei veicoli. Resta aperto anche il confronto su un possibile meccanismo di adeguamento delle tariffe di trasporto all’aumento dei costi del gasolio. Per alcuni rappresentanti degli autonomi, tuttavia, lo sblocco di somme già stanziate non è sufficiente a risolvere i problemi strutturali del settore.

La Sicilia sospende il fermo, Calabria e Campania vanno avanti

Le decisioni dei manifestanti non sono uniformi. In Sicilia, il Comitato trasportatori siciliani ha annunciato il 20 ottobre la revoca del blocco, pur mantenendo lo stato di agitazione. In Calabria, invece, Fedralog conferma la volontà di proseguire almeno fino al 27 ottobre. Lo stesso orientamento è stato espresso da una parte degli autonomi campani, mentre in Puglia si registrano aperture soltanto parziali alla sospensione dei presidi. Le principali associazioni nazionali dell’autotrasporto hanno assunto una posizione differente, chiedendo al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi un intervento per liberare le strade.

“Continuare a bloccare il Paese non è più giustificabile”, sostengono le organizzazioni, ricordando gli impegni economici assunti dal governo e i danni provocati alla collettività.

Il 27 ottobre nuovo incontro: cosa può succedere

Il prossimo appuntamento è fissato per martedì 27 ottobre, quando le organizzazioni dell’autotrasporto torneranno a confrontarsi con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

La richiesta dei manifestanti riguarda non soltanto il recupero dei contributi arretrati, ma anche misure capaci di compensare stabilmente l’aumento del gasolio e tutelare la sostenibilità economica delle imprese. Nel frattempo, ogni giornata di blocco aumenta le difficoltà di distribuzione. Il rischio non riguarda più soltanto le consegne commerciali: carburanti, trasporti pubblici, collegamenti con le isole e approvvigionamenti alimentari stanno subendo conseguenze concrete. Anche dove il fermo è stato revocato, servirà tempo per riportare alla normalità i flussi delle merci e ricostituire le scorte.