Accertamenti in corso

Ponte sullo Stretto, la Procura di Roma indaga per corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio

Indagati l'ex presidente aggiunto della Corte dei Conti, un avvocato e un imprenditore: perquisizioni dei Carabinieri Ros nella Capitale e nelle province di Frosinone e Reggio Calabria

Ponte sullo Stretto, la Procura di Roma indaga per corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio

Martedì 9 giugno 2026, la Procura di Roma, guidata da Francesco Lo Voi, ha aperto un fascicolo di indagine in merito al progetto di realizzazione del Ponte sullo Stretto, con l’ipotesi di reato di corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio. L’opera infrastrutturale che intende creare un collegamento stradale e ferroviario tra Reggio Calabria e Messina, il cui iter normativo si è sbloccato lo scorso maggio con la conversione in legge del decreto Ponte, incontra adesso un nuovo ostacolo sul suo cammino.

Nella nota diffusa dagli investigatori, come riportato dall’Ansa, si legge che i Carabinieri del Ros sono stati delegati a eseguire un decreto di perquisizione, rispettivamente a Roma e nelle province di Frosinone e Reggio Calabria, nei confronti di tre persone:

  • l’ex presidente aggiunto della Corte dei Conti (dallo scorso febbraio in pensione)
  • un avvocato che è stato consigliere di amministrazione della società “Stretto di Messina Spa”
  • un imprenditore

I militari dell’Arma hanno rivenuto e sequestrato diversi dispositivi elettronici e documenti che saranno sottoposti a specifiche valutazioni e analisi per “appurarne la valenza probatoria in relazione alle ipotesi di reato contestate“.

Le ipotesi di reato contestate

Gli inquirenti ipotizzano che questi tre soggetti potrebbero aver condizionato l’esame di legittimità della Corte dei Conti riguardo l’approvazione del progetto definitivo per realizzare l’opera pubblica. Nella nota della Procura di Roma, infatti, è scritto che l’avvocato e l’imprenditore “avrebbero avvicinato il giudice contabile promettendogli il loro appoggio per ricoprire cariche in enti di diritto pubblico dopo il suo pensionamento, subordinandolo alla sua fattiva azione per il concretizzarsi dell’esigenza citata”.

L’impianto investigativo aggiunge anche che da un lato “i due avrebbero tentato di avvicinare altri magistrati ritenuti utili agli interessi del gruppo per la realizzazione dell’opera infrastrutturale”, dall’altro “avrebbero rivelato a soggetti terzi notizie coperte da segreto, acquisite dal giudice della Corte dei Conti indagato”.

Riguardo a quest’ultimo, invece, la nota riporta che “avrebbe offerto la propria disponibilità, fornendo costanti aggiornamenti sull’andamento della procedura condotta dalla Corte Contabile, rivelando informazioni riservate sugli orientamenti dei colleghi magistrati contabili e sullo sviluppo della Camera di Consiglio”.

La Procura prosegue affermando che l’ex presidente aggiunto della Corte dei Conti “avrebbe esaminato la decisione sfavorevole del 29 ottobre 2025, impegnandosi a predisporre, nell’interesse della Stretto di Messina Spa, una memoria sulla vicenda da consegnare al commercialista della società, manifestando in cambio l’interesse a diventare presidente dell’Antitrust o di una società partecipata“.