Cronaca
in provincia di Varese

Che polverone sulla pelle nera del camice bianco: medico di base lascia il paese

Insulti sui social: il medico getta la spugna, proseguirà negli studi di specializzazione.

Che polverone sulla pelle nera del camice bianco: medico di base lascia il paese
Cronaca 19 Novembre 2022 ore 08:51

Alla fine ha gettato la spugna e ha preferito proseguire gli studi di "specializzando".

E così, 1750 persone a Fagnano Olona in provincia di Varese (tra loro anche quelli che lo avevano "accettato") sono rimasti senza medico di base: il dottor Enok Rodrigue Emvolo ha firmato le dimissioni ad Ats  Insubria, l'Agenzia di tutela della salute che ha come territorio di competenza le province di Varese e Como.

Colore della pelle e polemiche, il medico getta la spugna

Tutto era nato banalmente (e incredibilmente nel 2022 in una società multietnica, multirazziale e che punta a una definitiva inclusione) da alcuni commenti sui social relativi all'arrivo del medico, camerunense, nella cittadina varesina, poco più di 12mila anime.

In molti infatti avevano evidenziato senza troppe remore la diffidenza verso il medico e tra le motivazioni neanche troppo velatamente c'era il colore della pelle.

Da lì un polverone di polemiche con anche l'intervento del sindaco a portare la propria solidarietà e a cercare di stemperare gli animi.

Senza successo perché il dottor Emvolo ha deciso di lasciare il suo incarico:

"Sono molto stanco, ho deciso di studiare e per fare il medico ci vuole serenità. Non ero più tranquillo".

Dal Camerun alla Laurea in Medicina: la storia

Il camerunese è al secondo anno della scuola di specializzazione di medicina d'urgenza all'università dell'Insubria ed era arrivato a Varese proprio per motivi di studio.

In precedenza si era laureato alla Sapienza di Roma dove conta di tornare dopo aver terminato il percorso di specializzazione che lo impegnerà per ancora circa tre anni.

Nel frattempo però Emvolo rimetterà nell'armadio il camice di medico di base:

"Ora sono stanco, esausto e ho bisogno di dormire. Questa situazione mi ha tolto serenità".

Dai leoni del Camerun ai leoni da tastiera

Dai leoni del Camerun che tante volte hanno ben impressionato con la Nazionale di calcio ai leoni da tastiera il passo dunque è stato breve.

Emvolo era stato chiamato come medico di base per una sostituzione, una possibilità prevista appunto per gli specializzandi per sopperire alla carenza di medici.

Ma l'inizio dell'avventura si è rivelata un inferno per i commenti che hanno iniziato a girare su Facebook.

Episodi di diffidenza, esclusione e intolleranza che purtroppo spesso arrivano alla ribalta delle nostre cronache.

Emvolo veniva "etichettato" come il "senegalese", altri lo invitavano a "tornare a far pascolare le pecore", altri ancora ne hanno "denunciato" i modi bruschi, che non rispondesse a telefonate e whatsapp anche a tarda notte.

Un appunto fuori luogo perché molti medici non rispondono di giorno, non si capisce perché Emvolo venisse colpevolizzato di non rispondere di notte.

La solidarietà dell'Amministrazione comunale

A inizio settimana il sindaco Marco Baroffio (Lista civica SìAmo Fagnano) si era precipitato dal medico chiedendo che ripensasse alla volontà di lasciare il paese tanto che il giorno dopo, martedì 15, Emvolo pareva essersi convinto a tornare sui propri passi.

Sembravo un epilogo a lieto come aveva anche sottolineato anche il primo cittadino rispedendo al mittente le accuse di razzismo:

Fino però alla decisione irrevocabile di ieri pomeriggio, mercoledì 16 novembre.

Tutto questo nonostante Ats, Asst Valle Olona e Comune si fossero impegnati a risolvere alcune criticità burocratiche e logistiche, mettendo a disposizione del medico un nuovo studio più funzionale.

La solidarietà dell'ex assessore al Welfare

Anche l'ex assessore al Welfare di Regione Lombardia Letizia Moratti ha voluto portare la sua solidarietà al medico camerunense:

"Solidarietà al Dott. Enok Rodrigue Emvolo il medico di famiglia di Fagnano Olona rifiutato da una parte della cittadinanza perché straniero. Non è la prima volta che medici o operatori sanitari vengono presi di mira per lo stesso motivo. È il risultato di una politica che strumentalizza la diffidenza verso gli stranieri per raccogliere facile consenso. Le conseguenze sono da una parte la legittimazione di atteggiamenti di ostilità, quando non di aperto razzismo, dall’altra l’emergere di una classe dirigente la cui unica competenza è quella di eccitare gli istinti a scapito della ragione, ma totalmente incapace di risolvere i veri problemi".

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