Crans-Montana si è svegliata il primo gennaio 2026 con una ferita che segnerà a lungo la storia recente della Svizzera. Il disco-bar “Le Constellation”, molto frequentato da giovani e turisti, si è trasformato nella notte di Capodanno in una trappola mortale: almeno 47 le vittime accertate, circa 115 i feriti, molti in condizioni critiche. Un bilancio che potrebbe ancora aggravarsi.
Una sola certezza, ribadita dalle autorità cantonali vallesane: non si è trattato di un attentato. “Il rogo è stato un incidente“, ha dichiarato il comandante della polizia cantonale Frederic Gisler, escludendo “ogni possibilità di gesto doloso“. L’inchiesta è in corso e l’origine dell’incendio resta ufficialmente ignota, ma numerosi tasselli iniziano a comporsi grazie alle testimonianze dei sopravvissuti, ai primi riscontri tecnici e ai filmati acquisiti dagli investigatori.
La “fontanella” e il soffitto basso
Secondo diversi testimoni, l’incendio potrebbe essere stato innescato da una candela pirotecnica – chiamata comunemente “fontanella” o sparkler – inserita su bottiglie di champagne, una pratica diffusa nelle discoteche durante feste e compleanni. Anche la notte di Capodanno, riferiscono i presenti, le cameriere giravano tra la folla con le bottiglie scintillanti.
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🚨🎇SPARKLERS on champagne bottles sparked a DEADLY resort blaze that left at least 40 dead — Swiss media reports https://t.co/AQ8L3F8PCC #Switzerland #SwissSkiResort #Crans_Montana
📸Deadly fire in the #Le_Constellation bar at the Crans-Montana ski resort in… pic.twitter.com/q7TFtjAC03— ⚡️🌎 World News 🌐⚡️ (@ferozwala) January 2, 2026
Alcuni racconti parlano addirittura di persone sollevate sulle spalle di altri, con le bottiglie tenute ancora più in alto. Le scintille avrebbero così raggiunto il soffitto del locale, descritto da più testimoni come particolarmente basso. Un video circolato sui social mostra il soffitto del piano interrato prendere fuoco in modo rapidissimo.
In una foto (l’immagine di copertina dell’articolo) emersa da un cellulare si vedrebbe l’istante iniziale della propagazione delle fiamme, a partire proprio dalle scintille delle candele pirotecniche.
Dal fuoco all’esplosione: il flashover
Un elemento centrale nella ricostruzione è il cosiddetto flashover, definito dal consigliere di Stato Stéphane Ganzer come un embrasement généralisé, un incendio generalizzato estremamente pericoloso. Si tratta di un fenomeno che si verifica in ambienti chiusi quando il calore si accumula sotto il soffitto, i gas di combustione si diffondono e la temperatura sale rapidamente a diverse centinaia di gradi, provocando l’accensione simultanea di materiali combustibili.
“L’altra notte c’è stata un’esplosione che ha seguito l’incendio e non viceversa”, ha sottolineato Gisler, richiamando l’attenzione sulla consecutio degli eventi. Molti superstiti parlano infatti di un “boato sordo”, inizialmente scambiato per un petardo o un attacco terroristico, ipotesi poi smentita dalla procuratrice cantonale Béatrice Pilloud.

Secondo una prima ipotesi tecnica, con la sala invasa da fiamme e fumo, qualcuno avrebbe rotto delle finestre per cercare di far uscire le persone intrappolate. Un gesto umano, spiegano gli esperti antincendio, ma che in uno spazio saturo di fumi può avere conseguenze devastanti: l’ingresso improvviso di ossigeno avrebbe intensificato l’incendio fino a dieci volte, generando una deflagrazione.
La scala angusta e l’assenza di vie di fuga
A rendere la situazione ancora più drammatica sarebbe stata la conformazione del locale. Numerosi testimoni riferiscono che dal seminterrato esisteva una sola via d’uscita: una scala stretta. “Una scala angusta era l’unica via d’uscita dal seminterrato del locale“, ha confermato lo stesso Gisler.
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Video of the fire in Crans-Montana, Switzerland #SwitzerlandBlast #Fire pic.twitter.com/xVLXM1IXbE— Ethan (@Ethan161802) January 1, 2026
Nel panico, centinaia di giovani avrebbero cercato di fuggire contemporaneamente, creando una calca fatale. Alcuni superstiti parlano di un “muro di fuoco” davanti all’unica uscita praticabile. Anche su questo aspetto, la procuratrice Pilloud ha invitato alla prudenza: sarà l’inchiesta a stabilire se il locale rispettasse le norme di sicurezza e se vi fossero o meno uscite di emergenza adeguate.
Le indagini e il dolore delle vittime
Al momento non risultano persone in stato di fermo. Le autorità stanno analizzando i filmati delle telecamere e i video girati con i cellulari, inclusi alcuni materiali promozionali del locale in cui si vedono bottiglie di champagne con fontanelle tenute molto vicine al soffitto.
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Le vittime sono in gran parte giovani, molti sotto i 23 anni, di diverse nazionalità. Tra i feriti e i dispersi figurano anche numerosi italiani, alcuni trasferiti in ospedali svizzeri e italiani. L’identificazione dei corpi è ancora in corso e potrebbe richiedere giorni. “L’attenzione è rivolta all’identificazione delle vittime“, hanno ribadito le autorità in conferenza stampa. Il governo elvetico ha dichiarato la situazione d’emergenza per coordinare mezzi e soccorsi.
Molte domande restano aperte. Le risposte definitive arriveranno solo dall’inchiesta. Ma una sequenza – fontanella, soffitto basso, scala stretta e ingresso improvviso di ossigeno – emerge già come possibile chiave di lettura di una tragedia che ha trasformato una notte di festa in un incubo.