Sono già 147 i pedoni morti sulle strade italiane dall’inizio del 2026. Il dato arriva dall’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio Pedoni ASAPS-Sapidata, diffuso da Forlì l’11 maggio 2026, e fotografa una situazione ancora pesante per l’utente più fragile della strada: chi si muove a piedi.
Il bilancio provvisorio parla di 99 uomini e 48 donne. Ben 73 vittime avevano più di 65 anni, poco meno della metà del totale. Nell’ultima settimana, segnala l’Osservatorio, due pedoni morti su tre erano anziani.
Il confronto con 2024 e 2025
Nel 2024, secondo Istat, in Italia sono morti 470 pedoni. Per il 2025, la stima preliminare ASAPS si è fermata a 434 vittime. Il 2026, però, parte peggio: nel primo quadrimestre sono stati contati 143 pedoni morti, contro i 125 dello stesso periodo del 2025, con un aumento del 14,4%.
Il dettaglio mensile del 2026 indica 47 vittime a gennaio, 29 a febbraio, 40 a marzo, 27 ad aprile e 4 nei primi giorni di maggio.
La classifica regionale
Ecco il report per regione dell’Osservatorio ASAPS-Sapidata aggiornato all’11 maggio:
- Lombardia: 20 vittime, di cui 2 a Milano
- Lazio: 19 vittime, di cui 10 a Roma
- Piemonte: 17 vittime
- Veneto: 16 vittime
- Campania: 13 vittime
- Emilia-Romagna: 9 vittime
- Toscana: 9 vittime
- Liguria: 8 vittime
- Puglia: 8 vittime
- Sicilia: 8 vittime
- Calabria: 5 vittime
- Umbria: 4 vittime
- Sardegna: 3 vittime
- Marche: 3 vittime
- Friuli-Venezia Giulia: 3 vittime
- Abruzzo: 2 vittime
- Basilicata: 0 vittime
- Provincia autonoma di Trento: 0 vittime
- Provincia autonoma di Bolzano/Bozen: 0 vittime
- Valle d’Aosta: 0 vittime
- Molise: 0 vittime
Quasi metà degli incidenti mortali sulle strisce
Uno dei dati più allarmanti riguarda gli attraversamenti pedonali. Dall’inizio dell’anno, 68 investimenti mortali su 147 sono avvenuti sulle strisce pedonali. È un dato che pesa, perché l’attraversamento dovrebbe essere il luogo più protetto per chi cammina.
Le cause possono essere diverse: velocità non adeguata, distrazione, mancata precedenza, scarsa visibilità, illuminazione insufficiente o attraversamenti progettati male. Ma il risultato è sempre lo stesso: il punto teoricamente più sicuro diventa teatro dell’impatto.
Sedici casi di pirateria stradale
Dal 1° gennaio sono stati registrati anche 16 episodi di pirateria stradale. In questi casi il conducente è fuggito dopo l’investimento, lasciando il pedone a terra senza prestare soccorso. L’ultimo episodio segnalato dall’Osservatorio è avvenuto a Milano.
Nell’ultima settimana, per quanto riguarda le forze dell’ordine intervenute, in un caso è stata la Polizia Locale e in due casi la Polizia Stradale.
Un monitoraggio parziale, ma tempestivo
ASAPS, Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale, realizza il monitoraggio con Sapidata. Il report è parziale: non tiene conto dei feriti gravi che potrebbero morire in ospedale anche a distanza di settimane o mesi. Istat, invece, conteggia i decessi avvenuti entro trenta giorni dall’incidente.
Proprio per questo l’Osservatorio non sostituisce il dato statistico ufficiale, ma permette di seguire quasi in tempo reale una strage spesso silenziosa. Con 147 morti in poco più di quattro mesi, il 2026 conferma che la sicurezza dei pedoni resta uno dei punti più fragili della mobilità italiana.