Nei primi cinque mesi del 2026 sono già 175 i pedoni morti sulle strade italiane. Un dato che preoccupa e che segna un aumento del 19% rispetto allo stesso periodo del 2025, quando le vittime erano state 147. A evidenziarlo è il monitoraggio settimanale dell’Osservatorio Pedoni ASAPS-Sapidata, che raccoglie e analizza gli incidenti mortali che coinvolgono gli utenti più vulnerabili della strada.
Bilancio sempre più pesante
Dal 1° gennaio al 31 maggio 2026 hanno perso la vita 175 pedoni, di cui 115 uomini e 60 donne. Tra le vittime, ben 85 avevano più di 65 anni, quasi la metà del totale.
L’andamento mensile mostra numeri elevati sin dall’inizio dell’anno: gennaio ha registrato 47 decessi, febbraio 29, marzo 40, aprile 27 e maggio 32. Il dato di gennaio supera sia quello del 2025, fermo a 43 vittime, sia quello rilevato dall’Istat nel 2024, pari a 39 decessi.
Gli over 65 continuano a rappresentare la categoria più esposta. Quasi una vittima su due appartiene infatti a questa fascia d’età, mentre nell’ultima settimana monitorata sei decessi su dieci hanno riguardato persone anziane.
Secondo ASAPS, il fenomeno conferma la necessità di interventi mirati per la tutela dei pedoni più fragili, soprattutto nei centri urbani e nelle aree ad alta densità di traffico.
Lombardia maglia nera
La Lombardia si conferma la regione con il maggior numero di vittime, con 25 pedoni deceduti dall’inizio dell’anno, cinque dei quali a Milano.
Seguono Lazio e Piemonte con 19 decessi ciascuno, mentre il Veneto registra 17 vittime. Completano le prime posizioni della classifica Campania con 15 decessi ed Emilia-Romagna con 12.
Le regioni con più vittime
- Lombardia: 25
- Lazio: 19
- Piemonte: 19
- Veneto: 17
- Campania: 15
- Emilia-Romagna: 12
- Toscana: 11
- Sicilia: 11
- Puglia: 10
- Liguria: 9
- Calabria: 5
- Sardegna: 5
- Umbria: 4
- Friuli Venezia Giulia: 4
- Abruzzo: 4
- Marche: 3
- Molise: 1
- Prov. Autonoma di Trento: 1
- Basilicata: 0
- Prov. Autonoma di Bolzano: 0
- Valle d’Aosta: 0
Strisce pedonali a rischio
Particolarmente significativo il dato relativo agli investimenti sulle strisce pedonali. Dall’inizio dell’anno, 83 dei 175 incidenti mortali si sono verificati proprio negli attraversamenti dedicati ai pedoni.
Si tratta di quasi la metà dei decessi registrati, un elemento che riaccende il dibattito sulla sicurezza degli attraversamenti e sull’efficacia delle misure di prevenzione.
Cresce la pirateria stradale
Tra gli episodi censiti dall’Osservatorio figurano anche 17 casi di pirateria stradale. In queste circostanze il conducente coinvolto nell’investimento è fuggito senza prestare soccorso alla vittima.
Un fenomeno che continua a rappresentare una delle emergenze più gravi sul fronte della sicurezza stradale.
I dati del monitoraggio
ASAPS ricorda che il report rappresenta un monitoraggio parziale e non include i feriti gravi che potrebbero morire nei mesi successivi all’incidente. Le statistiche ufficiali Istat, infatti, conteggiano soltanto i decessi avvenuti entro 30 giorni dal sinistro.
In diversi casi documentati dall’associazione, i pedoni sono stati investiti non solo sulle strisce, ma anche mentre camminavano sui marciapiedi.
I numeri diffusi dall’Osservatorio Pedoni ASAPS-Sapidata evidenziano un peggioramento della situazione rispetto allo scorso anno e rilanciano la necessità di rafforzare le politiche di prevenzione, i controlli sulle strade e gli interventi a tutela degli utenti più vulnerabili.
Con 175 vittime nei primi cinque mesi del 2026, l’Italia si trova di fronte a un trend che desta forte preoccupazione e che rischia di aggravarsi ulteriormente nei mesi estivi, quando aumenta il traffico su strade urbane ed extraurbane.