Tragico incidente sul lavoro nella notte a Roma, al Colosseo, dove un operaio di appena 22 anni è morto durante i lavori per il nuovo impianto di illuminazione dell’Anfiteatro Flavio.
La vittima si chiamava Andrea Moretti ed era un operaio rocciatore, specializzato nei lavori in quota. Secondo quanto ricostruito finora, intorno alle 00.30 di mercoledì 23 settembre è precipitato da un’altezza di circa dieci metri. Il giovane stava lavorando assicurato a delle funi e non si trovava su un’impalcatura. Inutili i tentativi di rianimazione da parte del personale sanitario dell’Ares 118.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia Roma Centro e gli ispettori dello Spresal, il servizio della Asl che si occupa della sicurezza negli ambienti di lavoro. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo, procede per omicidio colposo e ha disposto l’autopsia. L’inchiesta dovrà stabilire l’esatta dinamica della caduta e verificare il rispetto delle norme di sicurezza.
“La notizia della tragica scomparsa di Andrea Moretti, operaio deceduto in seguito ad un incidente al Colosseo, ci colpisce e ci addolora profondamente. Voglio esprimere il mio cordoglio e la mia vicinanza alla famiglia, ai suoi cari e ai suoi colleghi in questo difficilissimo momento. E formulare l’auspicio che sia fatta piena luce, nel più breve tempo possibile, sull’accaduto. Morire a 22 anni è inaccettabile, lo è ancora di più se questo accade sul posto di lavoro. Anche nel nome di Andrea continueremo a fare la nostra parte, ad impegnarci e a compiere ogni sforzo affinché tragedie simili non si ripetano più” ha dichiarato la Premier Giorgia Meloni.
Il Colosseo chiude solo il settore dell’incidente
In segno di lutto il Parco archeologico del Colosseo ha disposto per la giornata di mercoledì la chiusura al pubblico del secondo ordine, il settore nel quale si è verificato l’incidente. L’area, al momento, non risulta sottoposta a sequestro dall’autorità giudiziaria. Una decisione che ha però aperto immediatamente un altro fronte.
Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha espresso il proprio cordoglio alla famiglia del giovane operaio, parlando di un “evento tragico che ci lascia sgomenti e storditi” e definendo quella di Moretti la morte assurda di un ragazzo impegnato nel proprio lavoro. Parole alle quali è seguita la dura presa di posizione dei sindacati.
La Cgil: “Il sito archeologico deve fermarsi”
Cgil Roma e Lazio e Fp Cgil Nazionale chiedono infatti che non venga chiusa soltanto la zona dell’incidente, ma l’intero Colosseo.
Per i sindacati, di fronte alla morte di Andrea Moretti “l’intero sito deve essere chiuso immediatamente” in segno di rispetto. La Cgil considera insufficiente lo stop limitato a un solo settore e chiede che il sito archeologico più famoso al mondo si fermi per l’intera giornata. Ma la richiesta va oltre il gesto simbolico. I sindacati chiedono di verificare la regolarità degli appalti, le filiere degli affidamenti, i tempi di esecuzione dei lavori, il rispetto delle norme sulla sicurezza e la corretta valutazione dei rischi nei cantieri che interessano il patrimonio culturale pubblico.
Morti sul lavoro, gli ultimi dati INAIL
La tragedia del Colosseo arriva mentre sono appena stati pubblicati nuovi dati sulla sicurezza sul lavoro dell’INAIL, l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.
Secondo i dati aggiornati al 31 luglio 2026, nei primi sette mesi dell’anno sono state presentate 256.471 denunce di infortunio avvenuto durante l’attività lavorativa, con un aumento del 4,9% rispetto alle 244.495 dello stesso periodo del 2025. Le denunce con esito mortale avvenute in occasione di lavoro sono state invece 422, dieci in meno rispetto alle 432 dei primi sette mesi dello scorso anno, pari a un calo del 2,3%. A queste si aggiungono 160 morti in itinere, cioè durante il tragitto tra casa e luogo di lavoro, contro le 168 dello stesso periodo del 2025.
Il totale arriva così a 582 denunce di infortunio mortale tra gennaio e luglio, escludendo gli studenti. L’INAIL precisa però che si tratta di dati ancora provvisori: il bilancio definitivo potrà essere tracciato soltanto dopo il consolidamento delle pratiche relative all’intero anno.
Nel settore delle costruzioni, nei primi sette mesi del 2026 le denunce di infortunio mortale sono passate da 67 a 76. Aumentano anche i casi tra i lavoratori più giovani: nella fascia 20-39 anni le denunce mortali sono salite da 65 a 79. E cresce fortemente anche il numero relativo ai lavoratori stranieri, passato da 93 a 120, mentre tra gli italiani è sceso da 339 a 302.