Cronaca
Sbarchi "selettivi": è bufera

Migranti arrivati a Catania: sbarcano donne, bambini e fragili. Sugli altri è battaglia

Sono scesi donne, minori e fragili, ma è polemiche su chi è rimasto a bordo.

Migranti arrivati a Catania: sbarcano donne, bambini e fragili. Sugli altri è battaglia
Cronaca 06 Novembre 2022 ore 09:32

Sono ore di grande tensione al porto di Catania, dopo lo sbarco parziale (o "selettivo", come è stato definito) di alcuni dei profughi arrivati a bordo delle navi Humanity 1 e Geo Barents. E tra le Ong e il Viminale è battaglia.

Humanity 1, il via libera a entrare nel porto siciliano

I primi a scendere sono stati alcuni dei migranti a bordo della Humanity 1: su 179 naufraghi ne sono scesi 144, donne, bambini e fragili. Gli altri 35 sono ancora a bordo da sabato notte.

 

La telenovela Humanity 1

Da giorni alla Omg Sos Humanity il porto di Catania era stato indicato come porto sicuro, ma le autorità italiane non avevano dato alcuna risposta.

Con tutte le conseguenze anche politiche che si erano sviluppate anche per l'intervento del leader della Lega e ministro alle Infrastrutture, Matteo Salvini riguardo un'analoga richiesta arrivata dalla nave norvegese Ocean Viking che aveva chiesto aiuto a Francia, Grecia e Spagna dopo il "silenzio" di Italia e Malta:

"E' una nave che batte bandiera norvegese, ci si aspetta che vada in Norvegia".

Ma è proprio sulla vicenda della Humanity 1 che l'ex ministro dell'Interno era stato ancor più perentorio:

Cosa farà ora la nave e che sarà delle altre 35 persone non sbarcate

Intanto è braccio di ferro sulle 35 persone ancora a bordo. Anche perché Petra Krischok, portavoce della Ong è stata abbastanza chiara:

"Lasciare il porto di Catania se non dovessero sbarcare tutti i migranti che sono a bordo della nave sarebbe illegale, perché sono tutti profughi".

Lo sbarco di Geo Barents

Intanto, domenica pomeriggio ha attraccato anche  Geo Barents, nave di ricerca e soccorso di Medici senza frontiere con 572 migranti a bordo. Gli ispettori hanno valutato i casi di vulnerabilità e dato il via libera allo sbarco di 357 persone. A bordo sono rimasti in 215.

Ma anche Medici senza frontiere critica fortemente la posizione del Governo.

 "Un'operazione di soccorso si può considerare terminata solamente una volta che tutti i sopravvissuti sono stati fatti sbarcare in un luogo sicuro. Lo sbarco selettivo e parziale, come quello proposto dalle autorità italiane, non è da considerarsi legale secondo le convenzioni di diritto marittimo".

La posizione del Ministero dell'Interno e del Governo

E' chiaro che quando accaduto solleverà un polverone di polemiche perché sul rigore verso gli approdi soprattutto delle navi Ong il Centrodestra e il Governo hanno giocato gran parte della pur breve campagna elettorale estiva.

Su quanto accaduto, la spiegazione di fatto è arrivata da quanto aveva dichiarato ieri il neo ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, dando in buona sostanza il via libera a donne, bambini e fragili:

"Le persone che hanno i requisiti possono sbarcare, ma gli altri devono tornare fuori dalle acque territoriali. L’Italia si fa carico di ciò che presenta problemi di ordine assistenziale e umanitario, ma senza derogare al fatto che gli obblighi di presa in carico competono allo Stato di bandiera e senza venire meno agli obblighi umanitari".

"Sbarco selettivo", la polemica

Ma a Sinistra è scoppiata la polemica. Il parlamentare di Verdi e Sinistra Italiana, Aboubakar Soumahoro, presente sul molo di Catania ha parlato apertamente di "vergogna":

"È disumano fare una cernita, come avveniva nel mercato dei schiavi, tra naufraghi. Questo selezionare è in contrasto con la convenzione delle United Nations sul diritto del mare. Constatiamo, inoltre, che mancano dei mediatori culturali e linguistici che possono accompagnare in punta di diritto questo sbarco, creando dei vizi di forma nella procedura".

Le altre navi

Al largo di Catania però ci sono anche la  Rise Above, della ong tedesca Mission Lifeline con 90 persone a bordo e  la norvegese Ocean Viking, che ha soccorso 234 migranti. E anche qui si rischia di aprire un nuovo braccio di ferro.

Infine, due navi, non di Ong, sono arrivate nel porto di Augusta, nell'area marittima di Siracusa. A bordo, 147 migranti e due persone morte.

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