Da Prima Firenze

Candidato sindaco investito dall'avversario politico vicino ai seggi

Matteo Arcenni, candidato sindaco per la lista civica Terricciola SiCura, nel piccolo borgo in provincia di Pisa, colpito da una vettura fuori dai seggi

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Era uscito di casa per comprare il giornale, quando è stato investito da un'auto. Ma secondo lui non si tratta di un incidente come tanti. A guidare l'auto che lo ha colpito era... un sostenitore della lista avversaria. Una vicenda ancora da chiarire quella che ha visto protagonista Matteo Arcenni, candidato sindaco per la lista civica Terricciola SiCura, nel piccolo borgo in provincia di Pisa.

Candidato sindaco investito dall'avversario politico

I fatti, raccontati dal nostro portale locale Prima Firenze, risalgono al pomeriggio di sabato 8 giugno 2024, quando da poche ore si erano aperti i seggi per le Europee e le Comunali, che vedevano opposti il sindaco uscente Mirko Bini, candidato per Unione Democratica, e Matteo Arcenni della lista civica Terricciola SiCura.

Secondo quanto ricostruito dai testimoni, un uomo, poi risultato essere un sostenitore della lista Unione Democratica, si è fermato con l'auto nelle vicinanze dell'ingresso del seggio. E’ sceso e ha iniziato a scattare alcune foto ad Arcenni e ad altri cittadini. Alla richiesta di spiegazioni si sarebbe alterato, salendo in macchina. Poi qualche rimostranza, una inversione azzardata e l’incidente.

Il videoservizio di Italia7, televisione del nostro gruppo editoriale Netweek:

Le parole di Arcenni

Arcenni, insomma, se l'è vista brutta.

"Sono ancora sotto shock. Sono uscito di casa solo per comprare il giornale. In 30 anni che faccio politica non mi era mai successa una cosa del genere".

"Tutti hanno visto quello che è successo. Dell’accaduto me ne occuperò in un secondo momento, a elezioni e scrutinio concluso. Poi mi rivolgerò alle autorità competenti".

"Non commento e non mi esprimo. Per fortuna molte persone hanno visto coi loro occhi cosa è accaduto. Poteva andare peggio. É andata bene".

L'investitore invece, replica sostenendo che non si sia trattato di un gesto volontario.

Sull’accaduto da parte dei carabinieri c’è il massimo riserbo. Intanto sono state raccolte le testimonianze sul luogo.

 

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