L’ex professoressa friulana Elena Tuniz è stata assolta dal Tribunale di Udine in uno dei primi procedimenti nati dall’applicazione del nuovo Codice della Strada (in copertina: immagine da post Facebook associazione “Meglio Legale“).
La 33enne, risultata positiva al THC dopo un incidente provocato da un attacco epilettico, rischiava fino a due anni di carcere e una multa fino a 12mila euro. Il giudice ha invece pronunciato una sentenza di piena assoluzione “perché il fatto non sussiste”, una decisione destinata ad alimentare il dibattito sull’applicazione della normativa.
La sentenza del Tribunale
Il procedimento si è concluso nella mattinata di lunedì 6 luglio 2026 con l’assoluzione piena dell’ex insegnante. Il giudice del Tribunale di Udine ha stabilito che il fatto contestato non sussiste, escludendo quindi la responsabilità penale della 33enne.
La decisione evita una possibile condanna che avrebbe potuto comportare fino a due anni di reclusione e una sanzione economica fino a 12 mila euro, configurandosi come uno dei primi pronunciamenti di rilievo sull’applicazione delle nuove disposizioni del Codice della Strada.
L’incidente e il malore
La vicenda giudiziaria ha avuto origine da un incidente stradale avvenuto il 7 gennaio 2025. Elena Tuniz era alla guida della propria auto quando è stata colpita da una crisi epilettica che le ha fatto perdere conoscenza e il controllo del veicolo.
Trasportata in ospedale, è stata sottoposta agli esami tossicologici di rito, che hanno evidenziato la presenza di THC nell’organismo.
Il nodo del nuovo Codice
Secondo il nuovo Codice della Strada, la semplice positività al THC può determinare automaticamente il reato e il ritiro della patente, indipendentemente dall’accertamento di un’effettiva alterazione psicofisica al momento della guida.
Nel caso della docente, tuttavia, il giudice ha ritenuto determinante il fatto che l’incidente fosse stato causato esclusivamente dalla crisi epilettica e non dagli effetti della sostanza rilevata dagli esami.
Le conseguenze personali
Prima dell’assoluzione, la 33enne aveva già subito pesanti ripercussioni nella vita quotidiana. Il ritiro immediato della patente le aveva infatti impedito di raggiungere autonomamente la scuola dove insegnava.
L’impossibilità di recarsi al lavoro aveva costretto l’insegnante a lasciare il proprio incarico a tempo indeterminato, perdendo così il posto fisso e la relativa stabilità economica.
Elena Tuniz si è presentata in tribunale affiancata dal proprio difensore, l’avvocato Raffaele Minieri, che ha sostenuto fin dalla prima udienza l’estraneità della propria assistita rispetto all’ipotesi di reato contestata.
La linea difensiva ha convinto il giudice, che ha pronunciato l’assoluzione già al termine della prima fase dibattimentale.
La protesta davanti al tribunale
L’udienza è stata seguita anche da un presidio organizzato dall’associazione “Meglio Legale“, che ha contestato gli effetti dell’attuale normativa sul consumo di cannabis e sulla guida.
I manifestanti hanno criticato un sistema che, a loro avviso, punisce la mera presenza di tracce di THC nell’organismo senza verificare l’effettiva capacità di guida del conducente al momento dei fatti.