Cronaca
una scia di sangue da fermare

La strage infinita: nove morti sul lavoro in due giorni. Draghi: "Provvedimenti entro settimana prossima"

I sindacati: "Con Draghi condiviso il pensiero che chi non rispetta le norme vada fermato".

Cronaca 29 Settembre 2021 ore 09:53

Come per una tragica beffa del destino, mentre i sindacati e il Governo avviavano le concertazioni per un patto sulla sicurezza nei posti di lavoro, nel nostro Paese sei persone perdevano la vita in azienda. La giornata di ieri, martedì 28 settembre 2021, sarà ricordata come una delle più tragiche nel campo delle morti bianche. E oggi, mercoledì 29 settembre, il conto è salatissimo: altri tre decessi.

Nove morti sul lavoro in due giorni in Italia


Da Milano a Palermo, da Padova a Torino, nelle ultime 24 ore l'Italia è stata tragicamente unita da una serie di disgrazie sul posto di lavoro. Proprio poche ore dopo l'incontro tra il premier Mario Draghi e i sindacati, durante il quale si era parlato di sicurezza sul lavoro.

Sulla questione è intervenuto il leader della Cgil Maurizio Landini, in un'intervista alla Stampa:

"Serve una norma che fermi le aziende sino a quando non sono ripristinate le norme di sicurezza. Sul dossier sicurezza, con il premier  si stanno facendo  progressi veri. La serie degli incidenti dimostra l'urgenza di agire. Qualità del lavoro, salute e sicurezza devono diventare una priorità nazionale. Vanno aumentati i poteri ispettivi e le sanzioni. Con Draghi abbiamo condiviso la necessità che nelle imprese che non rispettano norme, o che sono soggette a incidenti, le attività possano essere sospese sino a che non si ripristinino le condizioni di sicurezza. Questo vuol anche dire, da subito, effettuare migliaia di nuove assunzioni negli ispettorati del lavoro, nelle Asl e servizi territoriali".

Draghi: "Serve una soluzione rapida"

Sulla questione è intervenuto anche il premier Mario Draghi durante una conferenza stampa organizzata nel pomeriggio di oggi.

"C'è l'esigenza di prendere provvedimenti immediatamente, entro la settimana prossima. E poi affronteremo i nodi irrisolti. Servono pene più severe e immediate, collaborazione all'interno dell'azienda per individuare precocemente le debolezze in tema di sicurezza lavoro".

Tre morti mercoledì 29 settembre

Poco prima delle ore 8 sull'autostrada A14 Bologna-Taranto, nel tratto tra Poggio Imperiale e San Severo in direzione di Bari, un addetto di un'azienda esterna è stato investito da un mezzo pesante mentre era impegnato nell'allestimento di un cantiere (correttamente presegnalato, come ha riferito Autostrade).

Un muratore di 42 anni, Benito Branca, è invece morto a Mesagne (Brindisi) mentre stava ristrutturando una palazzina. Stando alle prime ricostruzioni l'uomo si trovava sul marciapiedi quando sono crollati l'impalcatura, il balcone e parte del solaio ed è rimasto schiacciato dalle macerie.

A Roma, invece, un operaio di 47 anni è morto precipitando da un'impalcatura all'undicesimo piano. 

 Investiti dall'azoto liquido

Una scia di sangue cominciata ieri mattina, martedì, a Pieve Emanuele, dove nel campus universitario dell'Humanitas,  un getto di azoto liquido ha investito due tecnici di un'azienda esterna. La tragedia è avvenuta verso le 11.30, orario del ritrovamento di due persone incoscienti. Subito è scattato l'allarme per i soccorritori del 118. Nonostante l'intervento dei sanitari per i due non c'è stato nulla da fare: si tratta di Jagdeep Singh, 42enne di nazionalità indiana, e Emanuele Zanin, 46enne di Brescia.
La Procura di Milano ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo, al momento a carico di ignoti, e ha disposto il sequestro dell'autocisterna con cui stavano effettuando il rifornimento di azoto liquido.

Si tratta del 32esimo e del 33esimo morto sul lavoro in Lombardia dall'inizio dell'anno.

 DA PRIMA MILANO OVEST: Duplice tragedia all'Humanitas

Titolare di un'officina cade da un'impalcatura

A Nichelino, nell'hinterland torinese, ha perso la vita il 72enne Leonardo Perna. L'uomo, titolare di un'officina, è caduto da un'impalcatura alta due metri mentre cercava di rimuovere un piccione dal sottotetto. Era da solo al momento dell'incidente, nel quale ha picchiato violentemente la testa. A dare l'allarme sono stati i dipendenti di una ditta vicina, ma nonostante il disperato intervento dei soccorritori non c'è stato altro da fare se non constatare il decesso dell'uomo.

DA PRIMA TORINO: Cade da un'impalcatura, muore titolare dell'officina

La tragedia di Padova

Dinamica simile anche per quanto accaduto a Loreggia, in provincia di Padova, dove Valerio Bottero, imbianchino di 52 anni, è precipitato da un'impalcatura alta cinque metri mentre stava eseguendo un'operazione di tinteggiatura. Violentissimo l'impatto con il suolo che non gli ha lasciato scampo. L'uomo è morto sul colpo. 

DA PRIMA PADOVA: Imbianchino 52enne muore sul lavoro

Capaci, travolto dal suo Tir

Una tragica fatalità è costata la vita di un altro 52enne, Giuseppe Costantino, deceduto nel pomeriggio a Capaci, in provincia di Palermo. L'uomo aveva appena terminato le operazioni di carico e scarico della merce e si è spostato nella parte posteriore del mezzo, che si è messo in movimento travolgendolo e non lasciandogli scampo.

Pisa, imprenditore agricolo risucchiato dalle lame di un mezzo

L'ultimo episodio di una giornata tragica si è verificato in serata a Pontasserchio, in provincia di Pisa, dove un imprenditore agricolo, Massimiliano Malfatti, 54 anni, è stato praticamente decapitato dalle lame di una macchina agricola. Secondo quanto ricostruito si era accovacciato per verificare se la macchina avesse un problema che ne impediva il corretto funzionamento ed è stato risucchiato.