La giornalista Francesca Mannocchi, affetta da sclerosi multipla: "Costretta a pagare per gli esami necessari"
Un appuntamento a luglio 2025 in una struttura distante 90 chilometri. Pagando 680 euro, ha ottenuto un posto il giorno successivo

"Con la sclerosi multipla" costretta a fare esami privatamente nel Lazio. La conosciamo per le sue inchieste giornalistiche, spesso in zone di guerra, ma Francesca Mannocchi - 43enne scrittrice e giornalista italiana - nelle ultime ore, ha fatto parlare di sé per un testimonianza diretta sull'accesso alle cure mediante Sistema Sanitario Nazionale.
La professionista, che nel suo libro, pubblicato nel 2021, "Bianco è il colore del danno", ha rivelato la sua convivenza con la sclerosi multipla - scoperta a pochi mesi dall’essere diventata madre, nel 2017 - è tornata sull'argomento, denunciando, in questo caso, tutte le falle della sanità pubblica per coloro che convivono con una patologia di questo genere.
Il suo post ha scatenato pubblica indignazione, raccogliendo l'endorsement di Nino Cartabellotta, Fondazione Gimbe, che da anni si occupa di sanità.
.@mannocchia ha dato voce a milioni di pazienti
Perchè oggi se sei ricco ti puoi curare,
se sei povero puoi crepare#SalviamoSSN pic.twitter.com/eTlPrFKKAy— Nino Cartabellotta (@Cartabellotta) April 2, 2025
Mannocchi: la denuncia per le liste d'attesa
Su Instagram Mannocchi ha raccontato che a causa della sclerosi multipla, deve sottoporsi ogni sei mesi a una terapia specifica e a una serie di esami, tra cui la risonanza magnetica, per monitorare l’andamento della malattia. Tentando di prenotare l’esame tramite il Centro Unico di Prenotazione (CUP) della sua regione, il Lazio, si è scontrata con linee telefoniche intasate e, una volta ottenuta risposta, le è stato proposto un appuntamento a luglio 2025 in una struttura distante 90 chilometri dalla sua residenza.
Di fronte a questa situazione, si è rivolta a una clinica privata, dove ha ottenuto un appuntamento in due giorni al costo di 680 euro, "mi hanno risposto con la cortesia che si riserva a chi paga", ha scritto. Nel suo post, ha citato l’articolo 32 della Costituzione Italiana, che tutela la salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività.
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La replica di Regione Lazio
"In riferimento al caso della signora Francesca Mannocchi, la Regione Lazio specifica quanto segue. La ricetta conteneva classe di priorità 'altro', quindi l'esame non poteva essere prenotato secondo i normali criteri di priorità e comunque non attraverso il Recup. L'assistenza sanitaria andava gestita direttamente dalla struttura sanitaria che aveva in carico la paziente, l'azienda ospedaliero-universitaria Sant'Andrea. Sulla struttura sanitaria l'Amministrazione regionale è già intervenuta per correggere l'errore". È quanto afferma in una nota la Regione Lazio, dopo il post di denuncia di Francesca Mannocchi.
Sulla vicenda interviene anche il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che si dice "sinceramente dispiaciuto per quanto accaduto a Francesca Mannocchi, così come lo sono ogni volta che accade ad un nostro cittadino un problema simile".
"L'errore di comunicazione che ha determinato questo intollerabile inconveniente è stato immediatamente corretto", spiega Rocca. "Il tema delle liste d'attesa - sottolinea - non è solo al centro della mia agenda, è una priorità assoluta. Abbiamo raggiunto un livello di rispetto dei tempi che si avvicina al 96%, ma è proprio su quel 4% residuo che si concentra il mio impegno più profondo". "Perché in quel 4% ci sono storie, persone, sofferenze. Non avrò pace finché la sanità pubblica del Lazio non garantirà a tutti, davvero a tutti, il diritto di essere curati senza sentirsi lasciati indietro", conclude.
La sclerosi multipla e le cure continuative
La sclerosi multipla è una malattia neurodegenerativa che colpisce il sistema nervoso centrale. Grazie ai trattamenti e ai progressi della ricerca, le persone con sclerosi multipla possono mantenere una buona qualità di vita con un’aspettativa non distante da chi non riceve questa diagnosi. E' caratterizzata da una reazione anomala delle difese immunitarie che attaccano alcuni componenti del sistema nervoso centrale scambiandoli per agenti estranei, per questo rientra tra le patologie autoimmuni.
Trattandosi di una patologia cronica non vi sono cure risolutive, ma è possibile rallentarne la progressione. I trattamenti per la SM si basano su farmaci, terapie non farmacologiche e uno stile di vita adeguato. Ed è qui che entra in gioco, come sottolineato da Mannocchi, l'importanza di poter accedere a terapie, controlli e visite in maniera regolare e sistematica.