Una drammatica sequenza di infortuni professionali ha colpito l’Italia nelle ultime ore, registrando un bilancio complessivo di quattro vittime e diciotto feriti. Le dinamiche evidenziano una pericolosa ricorrenza di cedimenti strutturali nei cantieri edili e di gravi incidenti sul lavoro legati all’utilizzo di mezzi meccanici e agricoli. I comparti più colpiti risultano l’edilizia, l’agricoltura e la manutenzione industriale, con episodi distribuiti tra Trentino-Alto Adige, Puglia, Piemonte, Marche, Emilia-Romagna, Lombardia, Liguria, Lazio, Veneto e Friuli-Venezia Giulia.
Schiacciato da una pianta a Trento
Nella giornata di mercoledì 24 giugno 2026, a Borgo Valsugana (Trento, Trentino), si è verificato un grave infortunio nei boschi della Val di Sella. Un boscaiolo di circa 40 anni è rimasto ferito dopo essere stato colpito e schiacciato da una pianta in località Dosso. L’allarme è scattato nelle ultime ore e sul posto sono intervenuti i soccorsi sanitari, con l’attivazione dell’elicottero. Il professionista è stato recuperato e trasferito in ospedale per le cure del caso.
Quattro infortuni in pochi giorni a Lecce
Sempre mercoledì 24 giugno 2026, a Castrignano del Capo (Lecce, Puglia), un operaio edile 48enne di Taurisano è precipitato dal solaio di una casa in fase di ristrutturazione in via Bellini. A dare l’allarme sono stati i colleghi. Soccorso dagli operatori del 118, il dipendente è stato trasferito all’ospedale “Cardinale Panico” di Tricase in codice giallo a causa dei traumi riportati. Le sue condizioni non sono gravi. Sul posto, oltre ai carabinieri, sono intervenuti anche gli ispettori dello Spesal per i rilievi, utili a ricostruire la dinamica dell’incidente.
Si tratta solo dell’ultimo episodio di una preoccupante scia. Il giorno precedente, all’alba di martedì 23 giugno 2026, un altro incidente si è verificato in un terreno privato situato lungo via vecchia Trepuzzi. Un operaio di 49 anni, dipendente di una ditta di Cassino, era rimasto schiacciato dal cedimento di un blocco di sedici pannelli fotovoltaici, sganciatisi da un carrello elevatore. Per il ferito si è reso necessario il trasporto d’urgenza in codice rosso al “Vito Fazzi” di Lecce.
A precedere questi fatti, due altri incidenti registrati quasi in contemporanea nel pomeriggio di lunedì 22 giugno 2026. Uno all’interno dello stadio “Via del Mare” di Lecce, nel cantiere per i Giochi del Mediterraneo, dove un operaio di 72 anni di Barletta è stato colpito alla testa da un oggetto metallico staccatosi dalle strutture di supporto della copertura. Dimesso dal “Vito Fazzi” con trenta giorni di prognosi, il settantaduenne è stato salvato dal casco protettivo. Quasi nello stesso istante, nella zona industriale del capoluogo salentino, un altro dipendente ha rimediato la frattura di tibia e perone a causa di una manovra errata con un transpallet.
Investito da un mezzo pesante a Novara
Ancora nella mattinata di mercoledì 24 giugno 2026, all’interno della raffineria Sarpom di Trecate (Novara, Piemonte), si è consumato un grave infortunio. L’allarme è scattato intorno alle 9.30 quando, per cause ancora in fase di accertamento, un dipendente di circa 35 anni è stato investito da un mezzo pesante mentre si trovava all’interno dell’impianto produttivo. Sul posto sono intervenuti tempestivamente i soccorritori del 118 con un’ambulanza. Dopo le prime cure prestate direttamente sul luogo dell’incidente, il ferito è stato trasportato in codice rosso all’ospedale Maggiore della Carità di Novara.
Ribaltamento di una piattaforma agricola a Bolzano
Tre lavoratrici sono rimaste coinvolte in un grave incidente avvenuto nella tarda mattinata di martedì 23 giugno 2026 in località Villa a Lana di Sopra (foto di copertina), nel territorio di Lana (Bolzano, Alto Adige). Le tre dipendenti erano impegnate in un frutteto particolarmente ripido con una piattaforma di lavoro agricola quando il mezzo, per cause in corso di accertamento, si è ribaltato. Una di loro è rimasta incastrata sotto il pesante macchinario, mentre le altre due hanno riportato ferite lievi. A causa della posizione isolata e del terreno particolarmente scosceso, le operazioni di soccorso hanno presentato notevoli difficoltà logistiche. Immediatamente sono stati attivati i vigili del fuoco di Lana. In collaborazione con la Croce Bianca e il soccorso alpino è stata garantita l’assistenza sanitaria. I vigili del fuoco hanno messo in sicurezza la piattaforma e, mediante legname di puntellamento e attrezzature idrauliche da soccorso, hanno sollevato lentamente il mezzo liberando la persona incastrata. Successivamente l’equipaggio dell’elicottero di emergenza Pelikan 1 ha provveduto alle cure avanzate e al trasporto della ferita grave all’ospedale di Bolzano, mentre le due persone con ferite lievi sono state trasferite in ambulanza all’ospedale di Merano.
Caduta fatale dal tetto a Pesaro e Urbino
Sempre nel primo pomeriggio di martedì 23 giugno 2026, intorno alle 15.30, un addetto di 62 anni è morto a Fano (Pesaro e Urbino, Marche). La vittima stava lavorando sul tetto di un impianto industriale della Polver Srl, ditta che si occupa di verniciature industriali, quando è scivolata, cadendo da un’altezza di circa 7 metri. Polizia e Ispettorato del lavoro indagano per ricostruire la dinamica. Nella stessa azienda si era già verificato un incidente mortale ad aprile del 2023, quando Giacomo Cesaretti, 26 anni, rimise schiacciato da un macchinario. I sindacati hanno proclamato 8 ore di sciopero. “La sicurezza sta diventando un optional – dichiarano i rappresentanti di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm – Quella alla Polver è la seconda morte sul lavoro nella provincia di Pesaro e Urbino nell’ultimo mese. Un’emergenza che non può essere sottovalutata”.
Imprenditore incastrato nella mietitrebbia a Bologna
Nella serata di martedì 23 giugno 2026, in un’azienda agricola in via del Castagno, in località Sparvo a Castiglione dei Pepoli (Bologna, Emilia-Romagna), un imprenditore di 59 anni, Sergio Milani, è deceduto. In base a una prima ricostruzione dei carabinieri, intervenuti sul posto insieme al 118 e ai vigili del fuoco, il titolare è rimasto incastrato in un macchinario agricolo, una mietitrebbia. Ad allertare i soccorsi sono stati i familiari non vedendolo rientrare. I soccorsi hanno raggiunto l’azienda, ma per il cinquantanovenne non c’è stato nulla da fare. Sono in corso accertamenti per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto: sembra che la vittima fosse sola al momento del sinistro.
Cedimento di un terrazzo a Bergamo
Ancora nella mattinata di martedì 23 giugno 2026, in Alta Val Seriana, si è verificato un infortunio nel paese di Rovetta (Bergamo, Lombardia). Protagonista dell’episodio un giovane muratore di 27 anni, residente a Gandino, che è caduto dal primo piano dopo il cedimento di un terrazzo in un’abitazione in fase di ristrutturazione. Il giovane stava lavorando sulla struttura, che dopo poco ha ceduto, facendolo precipitare a terra. È scattato rapidamente l’allarme e sul posto sono arrivati i soccorsi con l’elisoccorso e un’automedica, insieme ai vigili del fuoco. Dopo i primi accertamenti, il ferito è stato trasferito all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo in codice giallo, con sospette fratture al femore e al bacino. Sul luogo dell’incidente sono giunti anche i tecnici di ATS Bergamo, i militari del Comando dei carabinieri di Clusone, i tecnici del Comune di Rovetta e il sindaco del paese, Mauro Marinoni.
Amputazione di una falange a Genova
Nella mattinata di martedì 23 giugno 2026, un operaio di 50 anni ha perso la falange di un dito in un infortunio avvenuto nel reparto Torneria Cilindri dello stabilimento ex Ilva di Cornigliano, a Genova (Liguria). La Procura di Genova ha iscritto nel registro degli indagati quattro persone: il direttore dello stabilimento, due dirigenti delegati alla sicurezza e il preposto di turno. Le indagini, coordinate dal pm Giuseppe Longo e condotte dal personale dello Spresal della Asl 3, sono nelle fasi iniziali. I tecnici dell’Asl hanno posto sotto sequestro il macchinario coinvolto per una perizia tecnica. Gli inquirenti stanno inoltre verificando se fossero rispettate le procedure di sicurezza e la previsione di utilizzo della macchina da parte di un solo operatore, dato che sul posto sarebbero stati presenti due lavoratori. Il ferito è stato trasportato d’urgenza all’ospedale San Paolo di Savona, struttura specializzata in chirurgia della mano.
Crollo del ponteggio di una facciata a Roma
Nel pomeriggio di martedì 23 giugno 2026, un’impalcatura è andata in pezzi in via dei Colli Portuensi, all’altezza dell’incrocio con via Luigi Arati, nella zona di Monteverde nuova a Roma (Lazio). Al momento del crollo, sul ponteggio erano presenti dei carpentieri impegnati nel rifacimento della facciata di una palazzina di quattro piani. La caduta dei due addetti è avvenuta dal livello più alto: entrambi sono finiti al pronto soccorso dell’ospedale capitolino San Camillo, in codice rosso. Uno di loro ha riportato una frattura alla clavicola.
Ribaltamento di un rullo compattatore a Treviso
Nella mattinata di martedì 23 giugno 2026, alle 10.20, un edile di 57 anni di Godega Sant’Urbano è rimasto ferito a causa del ribaltamento del mezzo meccanico che stava conducendo in via Borgo Martin a Sarmede (Treviso, Veneto), dove erano in corso opere di stesura dell’asfalto. Il cinquantasettenne, titolare di un’impresa di scavi e movimento terra, era alla guida di un pesante rullo compattatore quando il veicolo ha perso stabilità, inclinandosi lateralmente fino a capovolgersi. Il conducente è rimasto bloccato sotto la struttura metallica del mezzo. I vigili del fuoco hanno attivato i dispositivi di sollevamento idraulici per liberare il corpo dalle lamiere. Il personale del Suem 118 ha prestato le prime cure per tamponare i traumi da schiacciamento agli arti e al torace, disponendo il trasferimento in elicottero all’ospedale di Treviso in codice rosso. Non corre pericolo di vita. I rilievi sono stati eseguiti dai carabinieri e dagli ispettori dello Spisal.
Volo di cinque metri da un’impalcatura a Pesaro e Urbino
Sempre nella mattina di martedì 23 giugno 2026, intorno alle 10.15, si è verificato un incidente nel cantiere del plesso di Agraria dell’Istituto Omnicomprensivo della Rovere di Urbania (Pesaro e Urbino, Marche). Per cause ancora in corso di accertamento un ponteggio ha ceduto e due manovali che stavano lavorando su di esso sono caduti da una altezza di circa cinque metri. Sul posto sono intervenuti i vigili della Polizia Locale Associata e i sanitari che hanno allertato l’eliambulanza Icaro per il trasporto dei feriti. I due dipendenti non sono in pericolo di vita: uno versa in condizioni più gravi avendo riportato alcune fratture, mentre per il secondo si registrano solo escoriazioni e traumi compatibili con la caduta.
Arresto cardiaco fatale sotto il sole a Pavia
Nelle prime ore del mattino di martedì 23 giugno 2026, un autista di 64 anni, dipendente di una ditta esterna, si è accasciato al suolo per un attacco cardiaco mentre era impegnato nelle operazioni di carico di materiale su un camion all’interno della ditta Elachem di Vigevano (Pavia, Lombardia). Nonostante i tentativi di rianimazione del personale del 118, il sessantaquattrenne è deceduto sul colpo. L’ispettorato del lavoro di Ats Pavia ha aperto un’inchiesta. Sulla tragedia è intervenuto il Segretario Generale UIL Trasporti Lombardia Carmelo Minniti: “La tragica scomparsa del lavoratore a Vigevano dimostra drammaticamente che le ordinanze per il caldo non bastano più. Non possiamo pensare di proteggere la vita delle persone con provvedimenti tampone legati solo alle emergenze climatiche stagionali. Di fronte a ritmi di lavoro estenuanti e a sforzi fisici prolungati, che colpiscono spesso lavoratori in età avanzata, servono risposte strutturali”.
Decesso in terapia intensiva a Bologna
Si è conclusa nel modo più tragico la vicenda dell’infortunio avvenuto nella giornata di giovedì 18 giugno 2026 in un’azienda di via Serraglio nella zona industriale di Imola (Bologna, Emilia-Romagna). È deceduto dopo alcuni giorni di ricovero in ospedale Umberto Ravagnani, 55 anni, residente a Reda, nel Faentino, e dipendente della ditta Lattoneria Imolese. Il cinquantacinquenne era impegnato in un intervento di bonifica e smantellamento della copertura di un capannone quando è precipitato da alcuni metri di altezza dopo il cedimento della struttura sulla quale stava operando. Trasportato d’urgenza all’ospedale Maggiore di Bologna, è rimasto ricoverato in terapia intensiva fino al decesso, avvenuto nella serata di lunedì 22 giugno 2026.
Travolto dal proprio trattore a Udine
Nella mattinata di lunedì 22 giugno 2026, un agricoltore di 83 anni di Talmassons (Udine, Friuli-Venezia Giulia) è rimasto gravemente ferito mentre lavorava nei campi di sua proprietà. Secondo le prime ricostruzioni, l’anziano è rimasto schiacciato dal suo stesso trattore, che lo avrebbe travolto all’altezza del torace. A prestare i primi soccorsi è stata la moglie, che ha subito chiamato i sanitari. Per soccorrere l’ottantatreenne sono giunti sul posto un’ambulanza e un elicottero, a bordo del quale il ferito è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Udine. Gli inquirenti sono al lavoro per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.
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