Cronaca
causa 80 anni dopo

Il padre fu deportato dai nazisti nel 1943, il figlio ora chiede i danni alla Germania

L'uomo fu internato per due anni in un campo di concentramento. Ora l'erede vorrebbe 200.000 euro.

Il padre fu deportato dai nazisti nel 1943, il figlio ora chiede i danni alla Germania
Cronaca 19 Agosto 2022 ore 14:56

Suo padre fu catturato, deportato e internato in un campo di concentramento dal 1943 al 1945. Un'esperienza terribile, e ora il figlio vuole giustizia. E così un pensionato veneziano di 75 anni ha fatto causa alla Germania per ottenere un risarcimento.

Il padre fu deportato nel 1943, il figlio chiede i danni alla Germania

Il padre del veneziano si era arruolato in Fanteria a 20 anni nel 1940 ed era di stanza a Mestre. Fu catturato il 12 settembre 1943 e portato dai tedeschi nel campo di prigionia Stammlager XI-A, poco distante da Magdeburgo, da dove venne liberato soltanto due anni più tardi.

Un periodo infernale, durante il quale fu obbligato a lavori massacranti e a vivere in una baracca fatiscente e priva di riscaldamento, dove divideva l'alloggio con un'ottantina di prigionieri in condizioni igieniche pessime. Per di più, con la sola divisa estiva, pur avendo dovuto affrontare due rigidi inverni.

Ciononostante riuscì a sopravvivere e a tornare a casa. La sua vita, però, fu sempre condizionata dal ricordo di quell'esperienza. L'uomo è morto poi nel 2010,  senza riuscire mai a ottenere un risarcimento per quanto subito in quei due anni terribili.

La richiesta di risarcimento

E così il figlio oggi ha chiesto un risarcimento di circa 200.000 euro. L'entità della somma si basa su una delle poche sentenze su un caso simile, emessa dal Tribunale di Treviso, che previde un risarcimento da 235.000 per i danni morali e la mancata retribuzione del lavoro forzato. La prima udienza è stata fissata per il 16 febbraio 2023.   

Una richiesta giunta in extremis, dato che il termine di improcedibilità scade il 30 ottobre 2022, stabilito dal Governo Draghi che  ha istituto un apposito fondo per risarcire gli aventi diritto per conto della Germania, che ha già indennizzato l’Italia i fatti in questione nel 1960.  Il Governo italiano aveva anche istituito un fondo dopo che le prime cause avviate da ex deportati o dai loro eredi erano arrivate a sentenza definitiva e a marzo erano stati eseguiti alcuni pignoramenti su beni dello Stato tedesco. Una situazione che aveva scatenato le vibranti proteste della Germania.

 

 

 

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