Sono ore di forte apprensione per la scomparsa di Sonia Bottacchiari, 49 anni, dei suoi due figli Nishanta e Joshua, di 14 e 16 anni, e di quattro cani, spariti dallo scorso 20 aprile 2026 dopo essere partiti dal Piacentino in direzione Friuli Venezia Giulia (in copertina: immagine “Chi l’ha visto?”).
Da quel giorno i telefoni cellulari della donna e dei due ragazzi risultano spenti o irraggiungibili. Le ricerche si stanno concentrando soprattutto nella zona di Tarcento, in provincia di Udine, dove è stata ritrovata l’auto della famiglia.
Il ritrovamento dell’auto
La Chevrolet Captiva con cui la donna era partita da Castell’Arquato, in provincia di Piacenza (Emilia Romagna), è stata trovata parcheggiata in via Monte Grappa a Tarcento.
Secondo quanto emerso, all’interno del veicolo non sarebbero più state trovate le tende da campeggio che la famiglia aveva caricato alla partenza. Sonia Bottacchiari avrebbe parlato all’ex marito Yuri Groppi di una breve vacanza in campeggio, ma la famiglia non sarebbe mai arrivata nella struttura indicata.

Gli investigatori valutano ora anche l’ipotesi che i tre possano aver proseguito il viaggio a bordo di un’altra vettura.
L’ipotesi di un allontanamento volontario
Tra gli elementi al vaglio degli inquirenti c’è anche il recente licenziamento della 49enne. Poco prima della partenza, infatti, Sonia Bottacchiari avrebbe interrotto il rapporto di lavoro con un’azienda privata, ottenendo la liquidazione delle spettanze.
Circostanze che potrebbero rafforzare la pista di un allontanamento volontario e pianificato. “L’ipotesi è che si siano allontanati con qualcuno“, ha dichiarato l’ex marito, che ha presentato denuncia di scomparsa ai carabinieri e si è recato personalmente in Friuli per seguire le ricerche.
Anche il padre della donna, Riccardo Bottacchiari, ha lanciato un appello pubblico.
“La mia idea è che avessero un contatto con qualcuno che ha caricato i cani, mia figlia e i nipoti e sono andati in un’altra località”, ha spiegato a Telelibertà, aggiungendo: “Fatevi sentire“.

Le ricerche a Tarcento
A Tarcento è stato attivato un posto di comando avanzato coordinato dalla Prefettura per gestire le operazioni di ricerca.
Sul posto stanno lavorando carabinieri, vigili del fuoco, Protezione civile e Soccorso alpino, con il supporto di droni ed elicotteri. Le ricerche si estendono anche alle aree montane e impervie, considerando la passione della donna per l’arrampicata.

Gli investigatori stanno inoltre controllando le immagini delle telecamere della zona e verificando diverse segnalazioni e presunti avvistamenti tra Tarcento, Gorizia e Trieste.
Il messaggio della figlia
L’ultimo contatto conosciuto risale proprio al 20 aprile, giorno della scomparsa. La figlia sedicenne aveva inviato un messaggio WhatsApp a una compagna di scuola chiedendole informazioni su una verifica.
“Le ho risposto il giorno dopo, ma il messaggio non è mai stato visualizzato”, ha raccontato l’amica. Da allora il cellulare della ragazza risulta spento.
I due adolescenti frequentano scuole a Fidenza, in provincia di Parma, dove vengono descritti come ragazzi tranquilli e ben inseriti.
Fascicolo aperto
Parallelamente alle ricerche, la Procura di Piacenza ha aperto un fascicolo per sottrazione di minori.
I carabinieri stanno raccogliendo testimonianze e informazioni per ricostruire il contesto familiare e le relazioni personali della donna, separata dall’ex marito da oltre dodici anni.
I dati sulle scomparse
Secondo la “XXXIV Relazione persone scomparse – Anno 2025” del Governo italiano, la maggior parte delle segnalazioni riguarda casi di allontanamento o irreperibilità volontaria o generica.
I dati riportano 22.532 segnalazioni riconducibili a questa categoria, con 9.777 persone ancora in ricerca e un tasso di ritrovamento del 57%. Più contenuti i numeri legati ai conflitti familiari o relazionali, con 1.079 segnalazioni e un tasso di ritrovamento dell’88%.

La relazione evidenzia inoltre 1.461 casi collegati a fragilità psico-mediche e 232 episodi legati a possibili reati o sottrazioni. Un quadro che conferma come le scomparse volontarie rappresentino la quota più rilevante dei casi trattati dalle autorità italiane.