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Hantavirus: 4 gli italiani in isolamento a Tenerife. Contagio arrivato fino alla remota isoletta Tristan da Cunha

Un cittadino inglese con sintomi, nella sperduta isola del sud Atlantico senza aeroporto

Hantavirus: 4 gli italiani in isolamento a Tenerife. Contagio arrivato fino alla remota isoletta Tristan da Cunha

Il focolaio di hantavirus scoperto sulla nave da crociera MV Hondius è diventato un caso sanitario internazionale. La nave, partita da Ushuaia, in Argentina, e diretta verso l’Europa, è arrivata nel porto di Granadilla, a Tenerife, domenica 10 maggio 2026, dopo giorni di isolamento e una complessa operazione coordinata tra autorità sanitarie di più Paesi.

Hantavirus: 4 gli italiani in isolamento a Tenerife
MV Hondius

A bordo erano rimaste circa 146 persone di 23 nazionalità, tutte considerate contatti da monitorare. In Italia, intanto, quattro persone sono state poste in isolamento precauzionale perché avevano viaggiato su un volo insieme a una donna poi morta dopo il contagio. Secondo il ministero della Salute, i quattro stanno bene e non presentano sintomi.

Il punto sui quattro italiani

Il dato va chiarito bene: i quattro italiani non risultano fra i passeggeri sbarcati dalla MV Hondius a Tenerife, ma sono stati individuati nell’ambito del tracciamento dei contatti. Erano su un volo con una donna olandese di 69 anni, successivamente deceduta dopo essere stata contagiata dall’hantavirus. Per questo sono stati messi in isolamento in via precauzionale.

Uno di loro sarebbe un marittimo di 24 anni di Torre del Greco, rientrato in Italia dopo essere stato imbarcato per lavoro su un’altra nave in Sudafrica. La segnalazione delle autorità sanitarie olandesi sarebbe arrivata venerdì 8 maggio 2026, quasi due settimane dopo il rientro in Italia dei quattro passeggeri. Al momento, non sono emersi sintomi tra gli italiani coinvolti.

Il ministero della Salute italiano ha fatto sapere che non c’è un allarme pandemia e che i quattro connazionali stanno bene. È in preparazione anche una circolare alle Regioni per rafforzare sorveglianza, tracciamento e indicazioni operative.

La nave Hondius e lo sbarco a Tenerife

La MV Hondius è arrivata a Tenerife il 10 maggio 2026, dopo essere stata al centro di un focolaio con morti e contagi tra passeggeri e membri dell’equipaggio. Il porto interessato è quello di Granadilla, nel sud dell’isola. Le autorità spagnole hanno predisposto uno sbarco controllato, con controlli sanitari a bordo e rimpatri organizzati per nazionalità.

La ministra della Salute spagnola, Mónica García, ha parlato di una giornata “piuttosto intensa” alle Canarie e ha annunciato che 94 persone di 19 diverse nazionalità sono state evacuate dalla nave. Fra i rimpatriati ci sono cittadini olandesi, francesi, britannici, statunitensi, australiani e di altri Paesi.

Il premier olandese Rob Jetten ha ringraziato le autorità spagnole e il primo ministro Pedro Sánchez per la collaborazione, spiegando che passeggeri ed equipaggio sono stati sottoposti a controlli medici “per poter proseguire il viaggio in sicurezza”.

I numeri del focolaio

L’Organizzazione mondiale della sanità ha ricevuto la notifica del focolaio il 2 maggio 2026. Nel primo aggiornamento ufficiale, datato 4 maggio, l’Oms riferiva di sette casi complessivi: due confermati in laboratorio e cinque sospetti. Tre persone erano morte, una era in condizioni critiche e altre tre avevano sintomi lievi. I sintomi erano comparsi tra il 6 e il 28 aprile 2026 e comprendevano febbre, disturbi gastrointestinali, rapida progressione verso polmonite, sindrome da distress respiratorio acuto e shock.

Nelle ore successive, il quadro si è evoluto. Una passeggera francese rientrata dalla nave è risultata positiva e le sue condizioni sono peggiorate, secondo quanto dichiarato dalla ministra francese della Salute Stéphanie Rist. Le autorità francesi hanno tracciato 22 contatti, mentre gli altri quattro passeggeri francesi testati sono risultati negativi ma saranno sottoposti a nuovi controlli.

Anche gli Stati Uniti hanno segnalato un cittadino positivo in forma lieve e un altro con sintomi lievi tra le persone evacuate dalla nave.

Il contagio arrivato fino a Tristan da Cunha

Il caso più impressionante riguarda Tristan da Cunha, territorio britannico nel Sud Atlantico e una delle isole abitate più remote al mondo. L’isola conta circa 200 residenti, non ha una pista di atterraggio ed è normalmente raggiungibile solo via mare. Si trova a oltre 2.400 chilometri da Sant’Elena, il centro abitato più vicino, e il viaggio in nave può richiedere circa sei giorni.

Hantavirus: 4 gli italiani in isolamento a Tenerife
Tristan da Cunha, territorio britannico nel Sud Atlantico, fra le isole più remote al mondo

Lì è stato isolato un cittadino britannico che era stato passeggero della MV Hondius, attraccata sull’isola tra il 13 e il 15 aprile 2026. Secondo l’Oms, l’uomo ha sviluppato sintomi compatibili con l’hantavirus il 28 aprile ed è stabile in isolamento.

Per assisterlo, il Regno Unito ha organizzato un’operazione eccezionale: sabato 9 maggio 2026, sei paracadutisti e due sanitari militari della 16 Air Assault Brigade sono stati lanciati sull’isola da un aereo RAF A400M. Insieme a loro sono stati paracadutati ossigeno e materiale medico. Il ministero della Difesa britannico ha definito l’intervento il primo dispiegamento di personale medico militare tramite lancio con paracadute per supporto umanitario.

La ragione dell’intervento è semplice: sull’isola l’ossigeno disponibile era a livelli critici e, non essendoci aeroporto, l’invio via aerea con paracadute era l’unico modo per garantire assistenza in tempo utile.

Che cos’è l’hantavirus

Gli hantavirus sono virus trasmessi principalmente dai roditori. L’uomo può infettarsi entrando in contatto con urina, feci o saliva di animali infetti, oppure inalando polveri contaminate. Il contagio diretto da persona a persona è raro, ma l’Oms ricorda che è stato documentato in precedenti focolai di virus Andes, una specifica specie di hantavirus diffusa soprattutto in Sud America.

Questa distinzione è importante. Non siamo davanti a un virus respiratorio paragonabile al Covid-19 per capacità di diffusione. L’hantavirus può essere molto grave, ma in genere si trasmette con molta più difficoltà. Per questo l’Oms valuta il rischio globale per la popolazione come basso, pur mantenendo attiva la sorveglianza internazionale.

Perché le quarantene sono comunque necessarie

Il fatto che il rischio generale sia basso non significa che le autorità possano abbassare la guardia. Tutti i passeggeri e membri dell’equipaggio della MV Hondius sono considerati contatti da monitorare, perché hanno condiviso per giorni un ambiente chiuso in cui si sono verificati casi gravi e decessi. Maria Van Kerkhove, direttrice dell’Oms per la prevenzione delle epidemie e delle pandemie, ha ribadito che le persone a bordo sono considerate “contatti ad alto rischio” e devono essere monitorate, pur precisando che il rischio per la popolazione generale e per gli abitanti delle Canarie resta basso.

L’incubazione può durare diverse settimane. Secondo gli esperti i sintomi possono comparire anche a distanza di una-otto settimane dall’esposizione. È per questo che i Paesi coinvolti stanno predisponendo quarantene, test ripetuti e sorveglianza sanitaria anche per persone attualmente asintomatiche.

Nessun panico, ma attenzione alta

L’hantavirus non sembra destinato a diffondersi facilmente nella popolazione generale, ma quando colpisce può essere severo. Per questo isolamento, tracciamento dei contatti e monitoraggio dei sintomi restano misure proporzionate. Non servono allarmismi, ma serve una sorveglianza seria.