Indagato dirigente ospedaliero

Il primario prendeva soldi dai pazienti per far saltare le liste d'attesa

Si indaga anche sulla produzione di certificati falsi per il rinnovo delle patenti di guida di pazienti senza i requisiti necessari. Nei guai Giovanni Mazzoli, primario di Oculistica a Esine (Brescia)

Il primario prendeva soldi dai pazienti per far saltare le liste d'attesa
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Truffa aggravata, peculato, falso in atto pubblico e indebita induzione a dare o promettere utilità. Sono questi, in via provvisoria, i reati contestati a Giovanni Mazzoli, primario dell'ospedale di Esine, in provincia di Brescia, che, stando alle indagini dei carabinieri della Compagnia di Breno, avrebbe preso soldi da pazienti per farli passare davanti nelle liste d'attesa.

Altro che liste d'attesa, medico prendeva soldi per far saltare la fila ai pazienti

L'ordinanza di misura cautelare ai domiciliari emessa dal Gip del Tribunale di Brescia è stata eseguita nella mattinata di lunedì 19 giugno 2023. A finire sotto la lente dei Carabinieri della Compagnia di Breno, come raccontato da Prima Brescia,è Giovanni Mazzoli, un dirigente medico del Reparto di Oculistica dell’Ospedale Civile “Vallecamonica” di Esine, a cui, invia provvisoria, sono stati contestati i reati di truffa aggravata, peculato, falso in atto pubblico e indebita induzione a dare o promettere utilità.

Le manette per il dirigente ospedaliero sono scattate al termine di un'indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Brescia, durata da novembre 2022 e terminata a aprile 2023. I militari dell'Arma hanno voluto vederci chiaro sulla posizione del primario, il quale, abusando del suo ruolo di vertice all’interno della struttura ospedaliera, si sarebbe, secondo le accuse, reso protagonista di diversi episodi critici.

Tra i 500 e i 700 euro

In primo luogo il Dirigente di Oculistica avrebbe indotto gran parte dei suoi pazienti che soffrivano di cataratta a consegnargli somme di denaro non dovute in modo tale che potessero saltare la fila nelle lunghe liste di attesa delle operazioni gestite dal Centro Unico di Prenotazione. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, il medico, dopo aver fatto eseguire agli interessati esami strumentali preliminari, a fronte della consegna di somme di denaro tra i 500 e i 700 euro, avrebbe fatto inserire i loro nominativi nelle liste degli interventi ed avrebbe eseguito operazione oculistiche in 30-40 giorni.

In secondo luogo avrebbe erogato prestazioni sanitarie, appropriandosi illecitamente della quota che doveva essere devoluta alle casse dell’ASST Valcamonica. Avrebbe poi redatto certificati medici, che si ipotizzano falsi, finalizzati al rinnovo di patenti di guida, a favore di soggetti ai quali venivano riconosciuti dei requisiti fisici non posseduti.

I militari dell'Arma di Breno, inoltre, gli contestano di aver svolto l'attività di libera professione in forma di intramoenia allargata, prestando servizio presso uno studio medico privato, per il quale ricopre la carica di direttore sanitario, in giornate nelle quali invece sarebbe risultato in servizio presso l’ospedale di Esine.

Perché gli hanno sequestrano preventivamente anche 200mila euro

Oltre a ciò, infine, al medico sono stati sequestrati in via preventiva 200.000 euro. Tale provvedimento si fonda sull’analisi investigativa svolta dalla Guardia di Finanza - Sezione di Polizia Giudiziaria presso la Procura di Brescia, che ha evidenziato una rilevante sproporzione tra il patrimonio riconducibile al medico arrestato e i redditi da costui dichiarati.

Da evidenziare che i provvedimenti cautelari si fondano sui gravi indizi di colpevolezza e che vige la presunzione di non colpevolezza sino a sentenza definitiva di condanna.

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