Indagini

Frana Niscemi, indagati in tredici: tra loro anche gli ultimi quattro Presidenti di Regione Sicilia

Prima novità nel fascicolo per disastro colposo e danneggiamento aperto dal procuratore di Gela

Frana Niscemi, indagati in tredici: tra loro anche gli ultimi quattro Presidenti di Regione Sicilia

A meno di tre mesi dalla frana che ha devastato Niscemi (Caltanissetta), arriva una svolta nelle indagini della Procura di Gela, che ha aperto un fascicolo per disastro colposo e danneggiamento.

Indagati in tredici, tra cui gli ultimi quattro Presidenti di Regione

Il procuratore Salvatore Vella ha infatti iscritto tredici persone sul registro degli indagati e tra queste, come fa sapere l’Ansa, ci sono nomi di un certo spessore: Raffaele Lombardo, Rosario Crocetta, Nello Musumeci (attuale Ministro per la protezione civile e per le politiche del mare) e Renato Schifani, cioè gli ultimi quattro Presidenti di Regione Sicilia, in carica dal 2010 al 2026.

Gli accertamenti investigativi su di loro sono fatti sia in qualità di commissari delegati all’attuazione degli interventi previsti dall’ordinanza di Protezione civile nazionale che imponeva la realizzazione di opere di mitigazione del rischio della frana, che in qualità di commissari di governo contro il dissesto idrogeologico.

Insieme ai Presidenti regionali, sono finiti sotto indagine anche i capi della Protezione civile regionale dal 2010 al 2026 (tra cui Calogero Foti e Salvatore Cocina), i direttori generali della Regione preposti all’ufficio contro il dissesto idrogeologico e il responsabile dell’Ati che avrebbe dovuto eseguire le opere di mitigazione appaltate a inizio 2000.

La frana di Niscemi

Il drammatico evento franoso, provocato dal ciclone Harry, a Niscemi si è verificato il 25 gennaio 2026.

Il dramma di Nisceni: la collina sta franando ancora, 1500 gli sfollati
La frana a Niscemi

Lo smottamento ha provocato il cedimento di un intero versante collinare lungo circa tre chilometri.

Case e mezzi sono stati trascinati a valle, mentre decine di immobili sono rimasti sospesi nel vuoto. A Niscemi, in quei giorni, sono stati sfollati circa 1.500 residenti.

 

Nelle settimane successive alla frana, a Niscemi sono giunti la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, per ben due volte, e il Capo di Stato Sergio Mattarella.

La Premier, durante la sua visita, aveva annunciato l’arrivo di fondi per 150 milioni per il Comune, oltre alla nomina di un commissario straordinario, cioè il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano:

“Niscemi è il comune più monitorato d’Europa. Stiamo prevedendo fondi tra ordinari e immediati su tre direttrici: la demolizione degli edifici, la messa in sicurezza e l’acquisto di nuovi immobili”.

La presenza di Mattarella, invece, seppur breve, è stata carica di significato politico e umano:

“Ci siamo e stiamo lavorando per Niscemi”, ha dichiarato il presidente, rivolgendosi ai residenti e al sindaco.

“Non dimenticateci”, hanno gridato i cittadini di Niscemi mentre il presidente attraversava la piazza, suscitando una risposta immediata e umanamente toccante da parte di Mattarella: “So che è difficile in queste condizioni. Qui c’erano gli affetti, c’era la vostra vita. Lo capisco bene. Per questo sono venuto qui, per far vedere che il sostegno si mantiene alto”.