Ieri, 12 marzo 2026, nuovo sviluppo per la “famiglia nel bosco”: i tre figli della coppia neorurale – alloggiati in una casa famiglia a Vasto, dove vivono dal 20 novembre 2025, in seguito alle valutazioni del Tribunale per i minorenni dell’Aquila – hanno ricevuto la visita della Garante per l’infanzia e l’adolescenza, Marina Terragni.
Da venerdì scorso, i minori sono stati separati dalla madre, Catherine Birmingham, dopo un’ordinanza che ne ha disposto l’allontanamento dalla struttura a causa delle continue intemperanze.
All’uscita dalla casa famiglia, la Garante ha commentato:
“Bisogna che ci mettiamo tutti con il massimo impegno per vedere di risolvere una situazione che continua a sembrare, confermo l’impressione, sproporzionata nel suo esito rispetto alle ragioni iniziali.”
Famiglia nel bosco, ieri la visita della garante nazionale per l’infanzia
Terragni ha raccontato:
“Sono entrata qui e già da tempo avevo la sensazione che il difetto stia nel manico di questa vicenda, cioè che probabilmente non ha funzionato qualcosa proprio nei primissimi mesi in cui l’assistente sociale ha preso in carico questa famiglia. Lì le cose si sono messe in un modo storto e non si sono più raddrizzate. Avrei voluto parlare con l’assistente sociale, purtroppo qui non è venuta, avevamo un appuntamento telefonico, però poi mi ha detto che non poteva parlarmi.”

Riguardo alla presunta astinenza alimentare di uno dei gemelli di sette anni, la Garante ha negato che fosse in atto:
“Li ho trovati un po’ iperattivi, un po’ agitati, con momenti di malinconia, bambini che stanno vivendo e hanno vissuto cose molto faticose. Sono sicuramente bambini molto intelligenti, quindi probabilmente il fatto che vivessero un tipo di formazione e scolarizzazione diverso non ha compromesso il loro sviluppo cognitivo. Certo, se si pensa alla socializzazione, alla casa e alla scuola, rispetto a quello che è il percorso che poi si è aperto e sviluppato, francamente tra le due cose c’è una sproporzione evidente.”
Anche la Garante regionale per l’infanzia, Alessandra De Febis, ha confermato la situazione dei minori:
“Mi vedo costretta a precisare che sono stata personalmente in visita presso la casa-famiglia che ospita i tre fratellini. Ho pranzato con loro lunedì 9 e nuovamente mercoledì 11, giornata in cui era presente il padre Nathan, condividendo il pasto allo stesso tavolo e potendo quindi constatare direttamente la situazione. Alla luce di quanto verificato, non risulta alcuno sciopero della fame da parte dei bambini. Desidero inoltre sottolineare che Nathan (il padre dei bambini, ndr) si è reso disponibile a un colloquio con gli assistenti sociali e sta iniziando un percorso in questa direzione.”
Tribunale e ispettori del ministero della Giustizia
È stato annunciato che martedì prossimo gli ispettori del ministero della Giustizia saranno al Tribunale per i minorenni dell’Aquila per approfondire la vicenda. Potrebbero incontrare magistrati e diretti interessati, dopo l’ordinanza che ha disposto l’allontanamento della madre dalla casa famiglia. Gli ispettori avevano già acquisito una prima documentazione sul caso.
Nathan Trevallion visita una nuova casa
Il padre dei bambini, Nathan Trevallion, ha visitato una nuova abitazione che potrebbe ospitare prossimamente la famiglia insieme alla madre, tornata venerdì scorso nella loro abitazione nel bosco. La casa, messa a disposizione dal Comune, si trova isolata e vicina al bosco, a pochi minuti dal casolare originale.
“Con Nathan e il sindaco siamo andati a vedere la casa nuova che il Comune ha messo a disposizione già da un po’. Devo dire che Nathan è rimasto molto contento. È una casa nuova, stupenda, isolata, vicina al bosco e a 10 minuti dal loro casolare. Il contratto stipulato con loro per il mio b&b, peraltro, scade a fine mese”, ha dichiarato Armando Carusi, il ristoratore che ha offerto l’immobile in comodato d’uso gratuito.
Mobilitazioni e manifestazioni
Il caso ha suscitato mobilitazioni di cittadini e comitati spontanei. A Roma, sono previsti due eventi: il 29 marzo un corteo da piazza Vittorio Emanuele a Porta San Giovanni, e il 31 marzo un flashmob vicino a Montecitorio, in piazza Capranica, con consegna delle istanze ai parlamentari. Gli organizzatori sottolineano:
“I figli non sono dello Stato. Basta allontanamenti ingiusti. I bambini hanno diritto alla loro famiglia.”
“Difendiamo il diritto dei bambini a crescere nella loro famiglia. La questione si sta allargando a macchia d’olio.”
Sindacato polizia penitenziaria a sostegno dei magistrati
Il 17 marzo, il segretario generale del Sindacato polizia penitenziaria (SPP), Aldo Di Giacomo, sarà davanti al Tribunale per i minorenni dell’Aquila per sostenere l’operato dei giudici. L’iniziativa mira a sottolineare l’importanza della tutela scolastica e del rispetto delle regole nelle strutture di accoglienza per minori.
“Il decreto Caivano prevede fino a due anni di carcere per l’inosservanza dell’obbligo scolastico. Nel caso dei bambini della famiglia del bosco è acclarata la condizione di carenza scolastica. Pertanto, l’operato dei giudici ha una sua validità sul piano giuridico, oltre che etico. Gli unici che hanno istituzionalmente il compito di occuparsi del futuro dei piccoli”, ha spiegato Di Giacomo.
Le istituzioni puntano sul padre
Il padre dei bambini, Nathan Trevallion, nei giorni scorsi, ha scelto un tono prudente e volto alla serenità dei figli:
“Voglio che i bambini tornino a casa, ma fino a che questo non succede preferisco che restino qui. Ringrazio tutti per la solidarietà. Chiedo però con rispetto di non organizzare presidi o proteste davanti alla casa famiglia o alle abitazioni private.”

L’uomo, indicato dagli assistenti sociali come mediatore e figura collaborativa, ha aumentato le visite settimanali ai figli da due a tre, contribuendo anche alla gestione sanitaria dei bambini, come nel caso della vaccinazione del 14 gennaio scorso. Gli assistenti sociali hanno sottolineato il valore della sua disponibilità al dialogo, evidenziando che eventuali misure di tutela possono includere anche un affidamento temporaneo a lui, nell’interesse della continuità affettiva.