Cronaca
Omicidio Melis

Ergastolo per l'assassinio a Torino del soccorritore del 118: uccise per gelosia

La madre di Massimo Melis dopo la condanna in primo grado per Luigi Oste: "Giustizia è fatta".

Ergastolo per l'assassinio a Torino del soccorritore del 118: uccise per gelosia
Cronaca 15 Dicembre 2022 ore 11:08

A poco più di un anno dalla tragica morte di Massimo Melis, soccorritore del 118 freddato alla tempia con una Revolver calibro 38 a Torino, è arrivata la sentenza in primo grado per Luigi Oste: il barista 62enne è stato condannato all'ergastolo perché ritenuto responsabile dell'omicidio.

Omicidio Melis, il 62enne Luigi Oste condannato all'ergastolo

La Corte d'Assise di Torino si è espressa: come raccontato da Prima Torino, Luigi Oste, barista 62enne, è stato condannato all'ergastolo in primo grado per l'assassinio di Massimo Melis.

Le prove portate dagli inquirenti che si sono occupati del caso avrebbero inchiodato il presunto killer del soccorritore del 118, ucciso a Torino poco più di un anno fa, nella notte del 31 ottobre 2021. La madre di Massimo Melis, dopo la sentenza di primo grado del Tribunale, ha dichiarato ai microfoni del Tgr Piemonte:

"Giustizia è fatta, lui sicuramente è qui con noi che sta guardando".

Melis ucciso per gelosia: cosa accadde quella notte

La notte del 31 ottobre del 2021, Massimo Melis aveva appena accompagnato a casa l'amica Patrizia (è stata più di una cara amica, in passato i due hanno avuto una relazione e dopo essersi lasciati hanno continuato ad avere un rapporto molto stretto ed amichevole) intorno alle 21, dopo aver fatto la spesa insieme a lei.

Dopo averla salutata, si è diretto verso la sua auto e, una volta seduto al posto di guida, si è acceso una sigaretta. Poco prima di spegnerla, tuttavia, il tragico evento. Nel giro di qualche minuto è stato freddato alla tempia con una pistola un Revolver calibro 38/357 da distanza ravvicinata. Il proiettile ha attraversa la testa del 52enne finendo la sua corsa nella portiera opposta. Il suo corpo è stato, successivamente, trovato nel tardo pomeriggio di lunedì 1° novembre 2021, dai passati ormai privo di vita all'interno della propria vettura in via San Gottardo a Torino.

Fin dal ritrovamento della salma sono scattate le indagini per risalire al responsabile dello sparo. Secondo i giudici la notte di Halloween a premere il grilletto è stato proprio Luigi Oste, barista di 62 anni (fermato la sera del 5 novembre 2021 con l'accusa di omicidio). Stando alle accuse, Oste non ha mai ammesso la sua gelosia nei confronti del barelliere e si è sempre professato innocente.

Dalle ricostruzioni effettuate dagli inquirenti sarebbe passato più volte davanti alle telecamere di sorveglianza che ne riprendono il percorso di andate e ritorno dal suo bar fino in via Gottardo. Questi passaggi, nel corso dell'udienza, sono stati mostrati ai presenti in sala per far capire quanto davvero accaduto quel tragico giorno, nella periferia di Torino. Gli investigatori hanno, inoltre, ritrovato durante il corso delle prime indagini delle chat nel telefono della vittima in cui sono emersi minacce e avvertimenti.

Chi è Luigi Oste

Come dicevamo è un barista 62enne (che in passato ha avuto anche dei precedenti penali per reati contro il patrimonio e spaccio di stupefacenti) respinto, pochi mesi prima del tragico omicidio, da Patrizia, la donna per la quale era geloso di Massimo Melis. L'uomo vedeva probabilmente in quest'ultimo un rivale da eliminare. Si scopre così che lui, già nel mese di giugno, aveva iniziato a corteggiare la donna, con molta (forse troppa) insistenza.

La richiesta dei pm

La giudice Alessandra Salvadori ha accolto la richiesta formulata dai pm Chiara Canepa ed Emilio Gatti, per i quali l'imputato avrebbe ucciso lui per punire lei, Patrizia Cataldo, per averlo rifiutato.

Una sentenza che recepisce tutte le richieste della parte civile, che accoglie con soddisfazione il risultato processuale, anche se nulla potrà riportare in vita Massimo Melis. L'avvocato di Oste ha già fatto sapere che dopo la pubblicazione della sentenza presenterà appello.

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