RETROFRONT

Electrolux congela 1700 licenziamenti per 50 giorni. I sindacati: “Pace armata”

Al Mimit stop temporaneo al piano di esuberi. Urso boccia il progetto industriale e chiede una trattativa serrata per salvaguardare occupazione e competitività

Electrolux congela 1700 licenziamenti per 50 giorni. I sindacati: “Pace armata”

Una tregua di 50 giorni per tentare di scongiurare oltre 1.700 licenziamenti. È questo l’esito del tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy sul futuro degli stabilimenti italiani di Electrolux. L’azienda ha accettato di sospendere temporaneamente il piano che prevede 1.719 esuberi, aprendo una fase di confronto con Governo, sindacati e istituzioni locali.

L’obiettivo indicato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, è quello di arrivare a una soluzione condivisa entro l’inizio di agosto, evitando decisioni unilaterali che potrebbero compromettere il dialogo tra le parti.

Il piano contestato

Al centro della vertenza c’è il progetto presentato da Electrolux, che prevede una riduzione dell’occupazione e della capacità produttiva negli stabilimenti italiani. Un piano che aveva già suscitato forti critiche durante il primo incontro al Mimit dello scorso 25 maggio.

Protesta dei lavoratori

Sia i sindacati sia il Governo, insieme alle Regioni e ai Comuni interessati, avevano chiesto il ritiro della proposta, ritenendola incompatibile con le esigenze occupazionali dei territori e con le prospettive industriali del Paese.

La posizione del Governo

Nel corso del confronto a Palazzo Piacentini, il ministro Urso ha espresso una netta contrarietà al piano aziendale, definendolo “irricevibile e inaccettabile, rinunciatario sul piano industriale e insostenibile per l’impatto sociale“.

Il titolare del Mimit ha chiesto formalmente all’azienda di interrompere qualsiasi iniziativa unilaterale e di avviare un confronto approfondito con tutte le parti coinvolte.

“Chiedo all’azienda, cui spetta compiere il primo passo, di non dare seguito alle azioni unilaterali annunciate e di aprire da subito, a valle di questo tavolo, un confronto vero e serrato al Mimit con tutte le parti, attraverso un programma ravvicinato di incontri, senza forzature ma con spirito collaborativo”, ha dichiarato Urso.

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Adolfo Urso

L’apertura di Electrolux

Da parte dell’azienda è arrivato un primo segnale di disponibilità. L’amministratore delegato di Electrolux Italia, Massimiliano Ranieri, avrebbe assicurato che durante il periodo di confronto non verranno adottate misure unilaterali.

Secondo quanto emerso durante il tavolo, il gruppo avrebbe manifestato la volontà di lavorare a una soluzione condivisa, pur ribadendo le difficoltà che stanno interessando il settore degli elettrodomestici in Europa.

Protesta dei sindacati

Tra le criticità evidenziate figurano la stagnazione del mercato europeo, la crescente concorrenza dei produttori asiatici, il peso della regolamentazione comunitaria e la crescente preferenza dei consumatori verso prodotti di fascia più economica.

“Abbiamo fatto molti investimenti, abbiamo impianti produttivi altamente tecnologici, ma lo scenario ci mette in una situazione di grossa difficoltà”, avrebbe sottolineato l’azienda.

Sindacati cauti

Accolgono con prudenza l’esito dell’incontro le organizzazioni sindacali, che vedono nella sospensione del piano un primo risultato, ma non ancora una soluzione definitiva.

Il segretario generale della Fiom-Cgil, Michele De Palma, ha definito l’attuale situazione una “tregua armata” tra lavoratori e azienda.

“Siamo oggi di fronte ad una tregua armata tra noi ed Electrolux. Avevamo chiesto insieme a tutte le istituzioni il ritiro del piano. Electrolux si è presentata al tavolo dicendo che accetta la proposta del sindacato, del Governo e delle istituzioni di mettere in discussione il piano e che in tutto il periodo in cui c’è questo confronto non procederà unilateralmente alla chiusura e all’operazione di licenziamento”, ha affermato De Palma.

Il leader sindacale ha inoltre annunciato che, dopo le assemblee negli stabilimenti e il confronto con i lavoratori, partirà ufficialmente la trattativa con l’azienda.