Cronaca
In provincia di Torino

Prete indagato per aver sottratto mezzo milione all'insaputa delle sue parrocchiane

Il sospetto è che il sacerdote abbia investito i proventi delle sue azioni in un hotel, che gestisce con altri due soci

Prete indagato per aver sottratto mezzo milione all'insaputa delle sue parrocchiane
Cronaca 23 Gennaio 2023 ore 15:05

Le accuse sono pesanti, anche - e soprattutto - visto chi è che deve difendersi. Un prete di Pinerolo (Torino), don Paolo Bianciotto, 80 anni, è accusato dalla Procura sabauda e dalla Guardia di Finanza di aver raggirato alcune parrocchiane sottraendo loro la bellezza di 500.000 euro. Ora dovrà rispondere di circonvenzione d'incapace e appropriazione indebita.

Prete accusato di aver sottratto 500.000 euro alle parrocchiane

L'indagine condotta dal pubblico ministero torinese Francesco Pelosi è iniziata durante il periodo più "caldo" della pandemia Covid e ha recentemente portato a un sequestro di conti e beni al sacerdote (un primo era avvenuto nel giugno 2021).

Secondo l'accusa don Paolo Bianciotto si sarebbe impossessato di circa 500mila euro circuendo alcune fedeli. Facendo leva sulle loro fragilità avrebbe svuotato, dal 2018 in poi, i loro conti correnti.

Secondo quanto ricostruito dalla Procura, in un caso avrebbe convinto una vedova ultraottantenne con un figlio disabile psichico ricoverato in una struttura a lasciare a lui la gestione del proprio patrimonio. In un altro, una parrocchiana sola avrebbe dato al parroco più di 100mila euro, dopo la vendita di un immobile.

Le altre accuse e i movimenti bancari sospetti

Ma le accuse non finiscono qui: per il pm, infatti, avrebbe anche sottratto centinaia di migliaia di euro dai conti della sua stessa parrocchia.

Il tutto è venuto alla luce quando la Guardia di Finanza ha intercettato le ingenti operazioni effettuate e una serie di movimenti bancari ritenuti sospetti.

Ancora da chiarire che fine abbia fatto il denaro, ma il sospetto è che il sacerdote abbia investito i proventi delle sue azioni in un hotel a Pragelato, che gestisce con altri due soci. Il parroco, dal canto suo, si difende sostenendo di non avere usato neanche un centesimo per se stesso ma tutto per fare del bene.

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