Femminicidio sventato?

Diciannovenne uccide il padre per difendere la madre da un'aggressione

La tragedia nella notte tra il 3 e il 4 aprile 2025, a Mezzolombardo in provincia di Trento. Il ragazzo, rimasto sul posto, è stato arrestato in flagranza del reato di omicidio

Diciannovenne uccide il padre per difendere la madre da un'aggressione
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Avrebbe, il condizionale resta d'obbligo al momento, ucciso il padre per difendere sua madre da una violenta aggressione. Una vicenda di cronaca, che arriva dalla provincia di Trento, che se trovasse conferme nel racconto del giovane 19enne, fermato dalle forze dell'ordine, si inscriverebbe nell'ennesima scia di femminicidi che ha scosso il Paese, soprattutto negli ultimi giorni, in seguito ai brutali assassinii di Sara Campanella e Ilaria Sula.

Uccide il padre per difendere la madre: fermato un 19enne

Tragedia nella notte tra il 3 e il 4 aprile 2025, a Mezzolombardo in provincia di Trento. Un uomo, 46enne bosniaco, è stato accoltellato a morte dal figlio di 19 anni. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della sezione radiomobile di Trento. Da una primissima ricostruzione dei carabinieri sembrerebbe che il ragazzo sia intervenuto per difendere sua madre che stava subendo un’aggressione da parte del marito. Il ragazzo, rimasto sul posto, è stato arrestato in flagranza del reato di omicidio.

Sono in corso gli accertamenti del Nucleo investigativo del comando provinciale, coordinati dal pm di turno della procura della Repubblica di Trento, per ricostruire l’esatta dinamica dell'accaduto e delineare meglio il contesto.

Una vicenda che ricorda quella di Alex Cotoia

La vicenda ricorda quella di Alex Cotoia, il ragazzo torinese che uccise il padre Giuseppe Pompa con 34 coltellate a Collegno, in provincia di Torino, nell’aprile 2020 per difendere la madre Maria Cotoia durante l’ennesima lite.

Uccide il padre per difendere la madre da un'aggressione: fermato 19enne
Alex Cotoia, con il fratello e la madre

Lo scorso gennaio, Alex Cotoia, che ha scelto di cambiare cognome dopo la vicenda, è stato assolto nell’appello-bis al termine di una vicenda giudiziaria travagliata che lo aveva visto assolto in primo grado per legittima difesa, condannato a 6 anni e due mesi nel primo appello, sentenza poi annullata dalla Cassazione e riformata nel secondo appello.

La versione del giovane, e dei suoi familiari, è sempre stata quella di aver agito per salvare la madre dall'ennesima aggressione da parte del padre, violento da anni.

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