Cronaca
Femminicidio

Di nuovo, “Se l’è cercata”. Uccisa e poi anche diffamata: Alessandra vittima due volte

La famiglia della vittima sta valutando se denunciare gli haters che sul web hanno infangato la sua memoria.

Di nuovo, “Se l’è cercata”. Uccisa e poi anche diffamata: Alessandra vittima due volte
Cronaca 07 Settembre 2022 ore 10:51

Il caso di Alessandra Matteuzzi, la donna uccisa dal compagno il 23 agosto 2022 a Bologna, si tinge di riprovevoli sfumature.

Alessandra uccisa e poi anche diffamata

Vittima due volte, Alessandra. Del femminicidio e dell'odio Social e sul web che i leoni da tastiera le hanno riversato contro: perché voleva apparire troppo giovane, perché voleva far apparire una vita patinata, perché stava con un uomo di 30 anni più giovane.

Allucinante mentalità, quella che vede in qualche modo la donna come responsabile di quello che le accade per qualche sua libera scelta di vita. Ma non solo: anche al limite della diffamazione.

Per questo ora la famiglia della vittima sta valutando se denunciare gli haters che sul web hanno infangato la memoria di Alessandra Matteuzzi molto a Bologna.

Il femminicidio e l'odio Social

Nella notte tra martedì 23 e mercoledì 24 agosto 2022, a Bologna, una donna di 56 anni, Alessandra Matteuzzi, è stata uccisa a martellate sotto casa dall'ex compagno che era già stato denunciato per stalking dalla vittima. Ad agire, il 26enne Giovanni Padovani, calciatore ed ex modello, originario di Senigallia, in provincia di Ancona.

Un residente della palazzina della vittima ha sentito forti grida e ha chiamato le forze dell'Ordine. Verso le 21,30, quando gli agenti della squadra volante sono giunti sul posto, hanno trovato l'aggressore e la donna agonizzante in stato di incoscienza in via dell'Arcoveggio: Alessandra è stata uccisa sotto casa a colpi di mazza e altri oggetti contundenti.

L’ha uccisa perché non rispondeva ai messaggi

L'assassino, che la vittima aveva già denunciato per stalking e che aveva ricevuto il divieto di avvicinamento dal giudice, è stato arrestato per omicidio aggravato. Stando a quanto ricostruito, il 26enne le stava facendo la posta sotto casa da un paio d'ore, attendendo il momento giusto che si facesse vedere.

Lei era letteralmente terrorizzata dal suo ex. Per un po' aveva cercato di assecondarlo per non scatenare la sua rabbia ("Anche un semplice post sui social con la foto delle mie scarpe sul cruscotto dell’auto era per lui motivo per fare scenate"), quando si sono lasciati lui la vessava sabotandole l’auto, oppure staccandole la luce in casa, per poi farsi trovare sulle scale del condominio. Alla fine l’ha uccisa perché lei non rispondeva più ai suoi messaggi.

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