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Denuncia il compagno violento: quando i carabinieri arrivano a casa trovano un arsenale da guerra

Ancora due episodi di violenza familiare tra Toscana ed Emilia Romagna

Denuncia il compagno violento: quando i carabinieri arrivano a casa trovano un arsenale da guerra
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Dopo mesi di maltrattamenti da parte del compagno, che non accettava la fine della loro relazione, ha trovato il coraggio di denunciare. E quando i Carabinieri sono andati a casa dell'uomo hanno trovato un arsenale bellico. L'ennesima storia di violenza domestica arriva da Pisa.

Denuncia il compagno violento

Come racconta il nostro portale locale Prima Firenze, le indagini sono partite circa due settimane fa a seguito della denuncia da parte della donna, esasperata dalle violenze del compagno 66enne. E in breve tempo hanno portato a ricostruire un quadro di violenze, minacce e vessazioni tale da indurre il Gip a disporre l’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento alla persona offesa e ai luoghi da questa frequentati.

L'arsenale in casa

Ma non solo. Nel corso delle indagini, è emerso il sospetto che il 66enne - indagato per stalking, maltrattamenti e minacce aggravate  disponesse abusivamente di armi.

A quel punto è scattata la perquisizione domiciliare che ha permesso di scoprire l'armamento da guerra:

  • una cartuccia di armamento bellico
  • una riproduzione metallica di rivoltella privo di tappo rosso
  • decine di coltelli e sciabole
  • petardi
  • sfollagente e mazze di legno.

A quel punto l'uomo è stato denunciato per porto di arma impropria, detenzione di munizionamento bellico e detenzione abusiva di arma comune da sparo.

Sotto effetto di droghe maltrattava la moglie

Ma non è il solo episodio delle ultime ore. Come racconta il nostro portale di zona Prima Reggio Emilia, un uomo è stato fermato per maltrattamenti nei confronti della moglie.

In più occasioni le ha sottratto il bancomat, impedendole di sostenere le spese basilari per la sopravvivenza, spendendo ingenti somme di denaro per l’acquisto di sostanze stupefacenti.

Durante una sofferta deposizione, la donna ha raccontato l'inferno a cui era costretta a sottostare. A quel punto è scattata l'applicazione nei confronti dell’uomo della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla vittima, prescrivendogli di non avvicinarsi al domicilio della persona offesa e ai luoghi frequentati dalla medesima nonché dei prossimi congiunti della vittima,  mantenendo una distanza di almeno 500 metri, e di non comunicare con qualsiasi mezzo e in qualsiasi modo con lei.

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