Ancora un femminicidio in Italia. Nella serata di lunedì 9 marzo 2026, Daniela Zinnanti, 50 anni, è stata uccisa con decine di coltellate nella sua abitazione di via Lombardia, nella zona sud di Messina. Per l’omicidio è stato fermato l’ex compagno, Santino Bonfiglio, 67 anni, che durante l’interrogatorio avrebbe confessato il delitto e che al momento si trova ora in carcere.
A scoprire il corpo della donna è stata la figlia della vittima, preoccupata perché la madre non rispondeva al telefono. Arrivata nell’appartamento, la giovane si è trovata davanti alla scena del delitto e ha avuto un malore, venendo poi trasportata in ospedale.
Il braccialetto elettronico per Bonfiglio, già ai domiciliari sarebbe arrivato oggi, giovedì 12 marzo, perché prima non disponibile e magari avrebbe impedito il brutale omicidio.
Il delitto nell’appartamento di via Lombardia
Secondo le prime ricostruzioni degli investigatori, Daniela Zinnanti si trovava in casa quando è stata aggredita e colpita con numerose coltellate. Le ferite non le hanno lasciato scampo.
Non è ancora chiaro se la donna abbia tentato di difendersi durante l’aggressione. Questo aspetto potrà essere chiarito dall’autopsia, che verrà disposta nelle prossime ore dall’autorità giudiziaria.
Sul luogo del delitto sono intervenuti gli agenti della Squadra Mobile di Messina, la polizia scientifica, il magistrato di turno e il medico legale, che hanno effettuato i primi rilievi nell’abitazione.
Fermato l’ex compagno: avrebbe confessato
Poco dopo il ritrovamento del corpo, gli investigatori hanno fermato Santino Bonfiglio, 67 anni, ex compagno della vittima. E’ stato portato in questura per essere interrogato e avrebbe ammesso le proprie responsabilità.
Secondo quanto emerso dalle indagini, Bonfiglio si sarebbe presentato a casa della donna per parlarle, probabilmente con l’intenzione di convincerla a tornare insieme. Di fronte al rifiuto della ex compagna sarebbe scoppiata una lite culminata nell’aggressione mortale.
Bonfiglio era ai domiciliari (senza braccialetto elettronico, come sembrava in un primo momento) per reati contro la persona, tra cui violenza e minacce.
Ritrovato il coltello vicino a un cassonetto
Durante le ricerche nella zona, gli agenti hanno recuperato un coltello vicino a un cassonetto, non lontano dall’abitazione della vittima. La lama è stata sequestrata e verrà analizzata dagli investigatori, ma appare probabile che si tratti dell’arma del delitto.
Gli inquirenti hanno inoltre acquisito le immagini delle telecamere di sorveglianza del condominio e delle strade vicine, che potrebbero aiutare a ricostruire con precisione la dinamica dell’omicidio e gli spostamenti dell’indagato.
Un rapporto segnato da violenze
Dalle prime testimonianze raccolte dagli investigatori emerge che la relazione tra Daniela Zinnanti e Santino Bonfiglio era da tempo difficile e altalenante. I due si sarebbero lasciati e riavvicinati più volte.
Circa un mese fa, secondo quanto ricostruito, Bonfiglio avrebbe aggredito fisicamente la donna, che era stata costretta a ricorrere alle cure dell’ospedale. In quell’occasione Zinnanti avrebbe presentato denuncia, poi successivamente ritirata.
Indagini in corso
Le indagini proseguono per ricostruire nel dettaglio quanto accaduto nella serata del 10 marzo. Gli investigatori stanno analizzando filmati, testimonianze e prove raccolte sulla scena del crimine per definire con precisione la dinamica dell’omicidio.
Il caso si inserisce purtroppo nella lunga serie di femminicidi commessi da ex partner, un fenomeno che continua a rappresentare una grave emergenza sociale in Italia.